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Recensione: Olio Vea

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davideparco2
davide lavabili
olio vea

Altro che scriverne una recensione: prima di scoprirmi incinta neanche sapevo che esistesse. Invece l’Olio Vea spopola nei forum dedicati a maternità e allattamento, dove sembra quasi la panacea di tutti i mali a carico di perineo, capezzoli e chi più ne ha più ne metta (sappiate che la maternità è peggio di una scuola per marines, per certi versi). Dalle ragadi alla perdita di elasticità, dai fastidi post episiotomia alla secchezza cuteanea neonatale, un grido si eleva unanime dal web: Olio Vea!

Dopo una rapida e molto tranquillizzante controllatina all’INCITocopheryl Acetate, alias vitamina E, puro, ma solo per la versione base in tubetto – e una lunga e meno piacevole strabuzzata di occhi per il prezzo (circa 13 euro per 20 ml), ho deciso di provarlo, al tempo, per “preparare i capezzoli all’allattamento”, un’espressione falsamente rassicurante che illude le gestanti gonfie di ormoni e ritenzione idrica di avere una qualche remota possibilità di salvare le proprie tette dall’Hiroshima che le attende inevitabilmente.

Comunque. Il prodotto, secondo me, è valido. Unge un po’, ma, d’altra parte, trattasi di un olio, quindi niente di strano. Tutto sommato, comunque, si assorbe rapidamente ed è praticamente inodore. Ne occorre una quantità irrisoria, e questo giustifica in qualche modo il prezzo (io l’ho usato quotidianamente per circa sei mesi e ne avrò consumato poco più di un tubetto), ma va detto che in farmacia e su internet è possibile reperire il tocoferile acetato a prezzi decisamente inferiori.

Sui miei capezzoli ha fatto meraviglie (se qualcuno iniziasse a leggere da questo capoverso: parliamo di un olio emolliente!), soprattutto a parto avvenuto e lattazione avviata. Non credo che sia stata la vitamina E a risparmiarmi le ragadi – per quello funziona solo e soltanto un corretto “attacco” del bambino al seno – ma mi ha aiutato molto a lenire i fastidi dei primi mesi. Perché, diciamocelo, gli inizi dell’allattamento sono un pendolo che oscilla tra il dolore e il prurito. In pratica, per circa tre mesi non ho fatto che spalmarmi questa roba sulle tette, salvo qualche rara aggiunta di lanolina quando la situazione si faceva davvero problematica. Altro aspetto positivo: vista la formulazione per così dire “ecologica”, può anche non essere risciacquato prima della poppata (ma questo non vale per la versione con nebulizzatore, vedi oltre!)

Ne consiglio l’uso anche come idratante/emolliente per “trattamenti shock”: a me, in particolare, dopo il parto ha letteralmente salvato le labbra (la bocca, cosa avete capito?!), devastate dall’aria secca della sala operatoria. Sembravo Francesca Dellera in versione Walking Dead, tutta squame violacee e tumefazioni. Ma un leggero scrub a base di Olio Vea mi ha restituito, se non la voglia, la facoltà di sorridere – provateci voi a sorridere con una montata lattea in arrivo e un trauma post puntura spinale.

Utile anche, infine, come alternativa all’olio di mandorle, al burro di karitè o ad altri prodotti vegetali per trattare in modo naturale la pelle dei neonati messa a dura prova dal trasbordo extrauterino – ma con quello che costa, meglio limitarne l’applicazine ad aree molto limitate. E ancora adesso, con BigD bene idratato e me medesima coi capezzoli di marmo, mi capita di spalmarne un po’ sulla dermatite che colpisce periodicamente le orecchie e il naso della mia metà.

Insomma, riassumendo la mia recensione dell’Olio Vea:

Inci verdissimo, ma solo per la versione Olio base in tubetto:
TOCOPHERYL ACETATE vv

Fate invece attenzione, soprattutto se intendete usarlo sui capezzoli in allattamento, alla versione spray, che contiene un silicone volatile (il CYCLOPENTASILOXANE) che è un doppio bollino rosso.

Prodotto valido, almeno per gli usi che ho già descritto. O meglio, sulla mia pelle ha funzionato (essendo un olio, su qualcuno potrebbe seccare un po’).

Nota dolente, il costo: decisamente fuori mercato. Ma per chi non ha dimestichezza con i nomi dei composti chimici, non è abituato a fare acquisti online o non trova il tocoferile acetato in farmacia può essere una soluzione praticabile.

Tutto sommato, promosso.

7 comments

  1. Fino ad ora niente dermatite da pannolino [Ecopannolini for ever…]. Per il seno a dire il vero ho sofferto un po’ qualche giorno in vari ed eventuali punti… ma senza ragadi fortunatamente. Ho resistito con i metodi naturali (gocce di latte e lasciare il seno traspirare il più possibile). Per tre/quattro giorni ho massaggiato la parte inferiore del seno indolenzita con gli oli che avevo in casa (Weleda o Prima Spremitura) salvo poi lavarmi bene il seno prima di allattare perché Brunello non amava i profumi degli oli..

  2. L’ho usato per le dermatiti, poi per i puntini allergici (prima di scoprire a cosa era allergico) poi per le manine gelate da palle di neve, anche come dopobarba di emergenza, e ora lo usa lui, da solo, per avere le labbra morbide per baciare la ragazza… olio vea forever and ever!

  3. Io ho usato sia il tubetto di cui parli, ma senza grandi risultati, sia la versione Spray secco, usata per idratare la pelle del nano quando ha preso, ad un anno, la varicella…ottimo nell’alleviare il fastidio, non c’era bisogno di spalmarlo (urlava appeno lo toccavo), fresco e non macchia. Provato anche sull’Alpmarito dopo una ustione di secondo grado al braccio, come idratante d’urto mattino e sera (finito il periodo delle bolle, medicazioni e cicatrizzazioni, ovviamente)…risultato anche in questo caso perfetto.

  4. Ciao ma se compro il tecoferile acetato in erboristeria posso.usare quello direttamente sulla pelle o devo comunque diluirlo in qlc olio?

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