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L’allattamento al seno, ormai lo sapete, è la scelta che ho fatto per e con i miei figli. Una scelta convinta e ponderata, che rifarei senza esitazione per tanti motivi diversi, non ultimo il fatto che il latte materno non costa nulla e che ha impatto zero sull’ambiente. Non è stato facile, all’inizio. La montata lattea che si è fatta attendere per 4 giorni, Davide che si rifiutava ostinatamente di attaccarsi, il dolore, i pianti, l’angoscia crescente. Poi tanta ostinazione, qualche aiuto prezioso, e ho finito con l’allattare mio figlio per quasi un anno e mezzo. Ho scelto io quando smettere (ero incinta di 5 mesi), ho potuto farlo con estrema gradualità e senza traumi, utilizzando il ciuccio come surrogato e aiuto indispensabile.

Poi è nata Flavia, che si è attaccata al seno come se non avesse fatto altro per i precedenti 10 anni. Il latte è arrivato nel giro di qualche ora (del resto, avevo appena smesso di allattare il fratello), zero dolori, zero problemi.

Da quel momento sono passati quasi due anni, e credevo che superati i primi mesi estenuanti, quelli dei risvegli continui e delle poppate infinite, sarebbe stato tutto relativamente facile. Non mi ponevo neanche il problema di quando e come avrei smesso, immaginavo un distacco graduale e abbastanza veloce (per quanto non del tutto indolore) come mi era accaduto col mio primogenito. Ad allattamento avviato ho provato per qualche mese a offrire dei succhietti a mia figlia, che però non ne ha mai voluto sapere. Non sono stata lì a pensarci più di tanto e siamo andate avanti. Poppate a richiesta, autosvezzamento – visto che ha odiato le pappe – e via.

Allora non immaginavo che la vera stanchezza sarebbe arrivata col tempo. Non potevo sapere che non avrei dormito più di tre ore di fila per almeno i 22 mesi successivi (che è, giorno più, giorno meno, il tempo passato dalla nascita di Flavia a oggi). Ignoravo che, dopo una fase di parziale perdita di interesse per il seno, le richieste sarebbero diventate di nuovo frequenti e molto insistenti. Che anche a distanza di due anni mia figlia avrebbe avuto disperatamente bisogno di me, e del mio corpo, per riuscire ad addormentarsi. Non credevo che sarei arrivata a sentirmi talmente prostrata, e in un certo senso affranta da questa cronica e prolungata condizione di “insostituibilità”. Non mi aspettavo che sarei arrivata a piangere, a urlare, a implorare una tregua. Che avrei cercato in tutti i modi di convincere mia figlia a mollare il mio seno. Invano, a tutt’ora, perché nonostante abbia seguito i consigli delle consulenti per smettere di allattare, la sua reazione è sempre talmente disperata da farmi stringere i denti e semplicemente continuare a “concedermi”. Non potevo prevedere che in certi momenti l’allattamento avrebbe smesso di essere una esperienza di tenerezza e complicità, per diventare una fatica indicibile. Un gesto, più che di amore, di sacrificio per il benessere del proprio figlio.

Perché la verità è che quando si parla di allattamento prolungato non si racconta mai, o quasi, il lato oscuro di una scelta così impegnativa. Si riferiscono i benefici per la salute psicofisica del bambino, le raccomandazioni ufficiali, i vantaggi pratici legati, ad esempio, alla gestione dei risvegli notturni. Ma è raro che si faccia notare quanto un’esperienza tanto coinvolgente possa essere impegnativa per la mamma, specie se non ha un solo figlio e se lavora. Ammettere di essere stremate, di voler smettere anche se tuo figlio non vuole saperne, di desiderare una tregua, è difficile. Hai paura di essere giudicata egoista dalle madri che sono favorevoli all’allattamento a termine e patetica da quelle che non hanno allattato, o che lo hanno fatto per pochi mesi. Sai che le prime potrebbero biasimarti perché non riesci ad andare fino in fondo, e le seconde compatirti perché “hai viziato tuo figlio” e adesso sono cavoli tuoi.

Ho pensato a lungo se scrivere o meno questo post. Il rischio di essere fraintesa esiste e ne sono consapevole. Ma credo che sia giusto, nel testimoniare una lunga esperienza di mamma che allatta, sottolineare anche questo aspetto. Non è detto che sia così per tutte le mamme e per tutti i bambini, ma esiste la possibilità che vi stanchiate prima che i vostri figli siano pronti a staccarsi definitivamente dal seno. Esiste la possibilità che un bimbo allattato sempre a richiesta e in modo prolungato, senza ciuccio o biberon, finisca con l’avere disperatamente bisogno di sua madre per addormentarsi, o per riaddormentarsi ogni volta che si sveglia di notte, e questo può condizionare pesantemente il menage familiare, tanto più se ci sono altri figli da gestire. Non sto affatto dicendo che questa sia la regola, ma può succedere. Per mia figlia, ad esempio, è tuttora così, nonostante abbia quasi due anni, vada all’asilo abbia un rapporto profondissimo con suo padre, che è sempre stato intercambiabile con me per tutto quello che non è l’allattamento: per dormire, di sera e di notte, ci vuole sempre la mamma, altrimenti sono tragedie apocalittiche. E questo, per una donna che per giunta lavora, può diventare davvero gravoso. Imbarazzante, quando devi spiegare che non puoi assentarti di sera o di notte (e gli altri danno per scontato che il padre dei tuoi figli sia uno di quegli uomini disinteressati e assenti). Problematico, quando avresti bisogno di quelle ore serali o notturne per lavorare. Devastante, quando semplicemente avresti bisogno di una notte di sonno per riprenderti dalla stanchezza che non passa più.

Credo anche che sia giusto ammettere che, se allattare semplifica la gestione dei risvegli notturni, può anche in qualche modo incentivarli, in un loop che può durare anni. Anche in questo caso, non esistono certezze: ci sono bambini allattati che a pochi mesi dormono una notte filata, e piccoli che prendono il biberon ma si svegliano lo stesso. Ma la mia esperienza, e il confronto con tantissime madri, tende a farmi dire che in qualche caso il bisogno del seno condiziona “negativamente” anche i ritmi sonno/veglia, ritardando il momento in cui, finalmente, si riuscirà a dormire per almeno 6 ore consecutive.

Al di là della questione strettamente nutritiva, allattare al seno è un’esperienza umana di portata colossale. Nel bene e nel male. Io non saprei immaginarmi madre in modo diverso, e se avessi altri 10 figli rifarei con loro le stesse scelte che ho fatto in passato. Ma è necessario che una neomamma sia consapevole anche di questo, per poter fare le sue scelte in totale coscienza e libertà: allattare o meno, farlo o meno a richiesta, introdurre o meno biberon o succhietti. Per non trovarsi poi del tutto impreparata di fronte alle sue stesse emozioni. Come è successo a me, che da almeno due mesi sono lacerata dalla fatica, dal senso di colpa, dalla difficoltà di gestire sensazioni così contraddittorie e inconciliabili. E dalla vergogna di raccontarle, che non mi abbandona neanche in questo momento.

Non suggerisco niente a nessuna, e non sono pentita di aver scelto di allattare a lungo. Voglio che questo sia chiaro come il sole. Ma ciò non vuol dire che l’allattamento prolungato sia una scelta facile – o “comoda”, o addirittura egoista, come ho letto spesso qua e là – e sento che dirlo a chiare lettere può far bene a tante mamme che allattano, che allatteranno o che non lo hanno fatto (sappiate che le difficoltà, i giudizi e i rimorsi ci sono per tutte, invariabilmente!). E forse, magari, un pochino anche a me.

43 comments

  1. Grazie. Io ho un solo pupetto di 16 mesi. Ho scelto di allattare a richiesta, e spesso mi sento come te…vorrei smettesse di volere il seno ma io non me la sento di negarglielo.
    Grazie, non sono sola!
    Ilaria

  2. Dopo 9 mesi di allattamento non ne potevo già più, ho dovuto comunque aspettare fino all’anno per potermi liberare di quello che per me era diventato un momento per niente piacevole

  3. Potrei averlo scritto io, questo post (avessi la tua capacità di scrivere con tale franchezza e intensità). Mi ci rispecchio fedelmente. Grazie.

  4. Ciao. Sono una mamma che allatta da 19 mesi. Non lavoro. Ma cercherò lavoro appena sarà avviato l’inserimento al nido di mio figlio. Già il nido. Perché sono 19 mesi che sta con me h24. Il papà è presente un po ci aiuta e un po deve lavorare..perché sennò come faremmo? I nonni assenti e vorrebbero un nipote bambolotto che faccia quello che vorrebbero loro. Alla fine tutti i gg da quando è nato sta con me. E ha continui risvegli conosco bene la stanchezza di cui parli. .. pur non lavorando sonk stanca e anche se la sia felicità mi dà una grinta quotidiana i momenti di sconforto vi sono… anche di nervoso per via della stanchezza. Non ho provato ancora a togliere il seno. Anche se di notte ogni tanto i continui risvegli divengono frustranti. A volte ciuccia poco a volte tanto a volte si addormenta vicino a me a volte non posso girarmi sul fianco.. avolte mi passa sopra di continuo per cambiare tetta….
    Spesso ho cercato conforto da una mamma che non ha mai allattato ma la bimba non ha mai dormito prima deo 2 anni e mezzo… quindi non è che il latte artificiale faccia miracoli.. soprattutto per il sonno.. alcuni bambini sono così. Hanno esigenze differenti…
    Staremo vedere. Importante è riconoscere come stiamo noi e riuscire ad identificare i loro bisogni.
    Un abbraccio solidale

  5. Dici bene.. io sono pro allattamento e la prima ho dovuto interrompere a due anni e mezzo per delle medicine. Ero stremata anche io ma la mia bimba non si svegliava già più di notte nonostante si addormentasse solo al seno. Come dicevo, dici bene. Il problema è il sentirsi in colpa e il tirarsi addosso il peso delle critiche altrui. L’allattamento è u rapporto di coppia. Non può durare se una delle due parti viene meno. È amore. Staresti con chi ti dà sui nervi? È UNA SCELTA SOLO VOSTRA CO TINUARW O FERMARVI. perché la critica arriverà comunque ma a casa tua la sera ci sei tu e lei. E solo a voi due importa (e dovrebbe importare) cosa succede prima della nanna…Chiudi la porta e fate le vostre cose senza dar conto se non a voi!!! Un abbraccio

  6. Grazie per aver scritto questo post. Mio figlio ha 22 mesi e siamo messi come voi, forse anche un po’ peggio visto che mio figlio non va al nido e si addormenta anche nel pomeriggio con il seno. È stancante ed è bellissimo. Sto arrivando alla fase in cui vorrei iniziare il distacco ma non so da dove cominciare, anche lui non ha mai voluto il ciuccio. Se hai idee/consigli su come fare, sono ben accetti.

    1. Grazie a te, Lena! Purtroppo non ho grandi consigli, se non quello di provare a prevenire le sue richieste, ad esempio uscendo a passeggio prima che gli venga sonno (non so se usate passeggino o fascia, magari si addormenta così), distrarlo con giochi e musica, proporgli acqua o un succo naturale. Piuttosto, se ti viene un’idea geniale vieni a raccontarmela, per favore! 🙂 In bocca al lupo, ce la faremo anche noi prima o poi.

  7. Mi spavento ogni volta che ti leggo….sembra di leggere la mia coscienzadi leggere quello che ho dentro e non riesco a dirlo….ma sono come e con te. Mamma fra libero professionista con marito adorabile e paziente con cui abbiamo creato due splendide creature eleonora e fabrizio

  8. Mi piace quello che scrivi, mi piace come lo scrivi e sono d’accordo con te. E’ necessario poter essere essere libere di ammettere quant’è faticoso l’allattamento. Un abbraccio forte!

  9. Ciao, ti seguo con piacere da qualche mese, è la prima volta che commento un post ma il tema dell’allattamento mi rende particolarmente sensibile. Il mio è stato tutt’altro che semplice.
    Mia figlia Matilde, di 19 mesi, quando è nata non voleva saperne di attaccarsi al seno, è successo per la prima volta che aveva tre settimane…. nel frattempo con ostinazione, tante lacrime (e taaaanto tiralatte, solo a sentire il rumore ora mi viene la pelle d’oca) l’allattamento al seno si è avviato e ho allattato Matilde fino ai 14 mesi. Forse sono tra le poche fortunate che è riuscita a staccarla dal seno senza fatica, in modo graduale e direi naturale ma sin da subito, contro pareri di ostetriche/amiche/conoscenti, non ho mai fatto ricorso al fatidico allattamento “a richiesta”, cercando di distanziare le poppate, egoisticamente – lo ammetto – anche per paura di ritrovarmi nella situazione di non riuscire a terminare con serenità un’esperienza che è sì bellissima e gratificante ma terribilmente stancante. Insomma, hai tutta la mia comprensione, sono sicura che con qualche nottataccia e pianto in più riuscirai nel tuo intento! Forza!!
    p.s. complimenti per il tuo blog 🙂

  10. Volevo dirti, anche se già lo sai sicuramente, che non sei sola, che tante altre mamme sono nella tua stessa situazione o ci sono state in passato. Io sono tra queste.
    Il primogenito allattato alla stessa identica maniera in cui tu allatti Flavia fino si 2 anni e mezzo. Oggi ne ha 4 e mezzo e si sveglia ancora la metà delle notti circa una volta. Si riaddormenta sereno dopo essersi assicurato che io sono vicino a lui (quindi mi sveglia e invita a stendermi nel suo letto).
    Il secondogenito è nato quando il grande aveva 2a 5m, ed ha in comune con Flavia la stessa età e le stesse modalità di allattamento.
    Mi sento in modo identico a come ti descrivi. In tutto.
    Però questa seconda volta vado forse serena e rassegnata a quando avrà 2anni e mezzo. Solo dopo prenderò credo che in considerazione tentativi di distacco purché avvenga in modo da non sconvolgerlo. Con il primo ha aiutato avergli detto che i capezzoli mi facevano molto male (vero perché ero incinta al settimo mese) e che il dottore mi aveva fatto mettere dei cerotti. Questo ha funzionato solo qualche giorno ma è servito a spezzare la routine e a creare dei precedenti in cui si è addormentato e riaddormentato senza tetta. Dopo 2/3 mesi ha smesso del tutto.

  11. Del senno di poi son piene le fosse…io ho allattato poco: l’idea di essere l’unica fonte di sostentamento per la prima figlia affamatissima (che poi ha preso il biberon come niente fosse quasi felice fosse finito il martirio) mi lacerava; al secondo figlio dopo i primi mesi di idillio la primogenita ammattiva per le poppate troppo lunghe e mi son detta “se è cresciuta la prima bene lo stesso…”. Insomma: niente consigli inutili, le consulenti ne avranno di sicuro già dati di più sensati. Solo tanta solidarietà. Tutte le maternità hanno dei momenti bui, hai raccontato tante volte che poi passa. Passerà anche questa, vedrai. Un abbraccio

  12. Ho allattato per due anni. Ho vissuto in simbiosi assecondando ogni suo desiderio di suzione, non ha mai voluto un ciuccio, una tettarella un biberon, mangiava e beveva al bicchiere, ma la notte era un continuo cercare. Il giorno del suo secondo compleanno, dopo una notte che si era attaccato nove volte ho detto basta. Ho sofferto più di un mese per far tornare indietro il latte, aiutandomi anche con farmaci. È stato un sacrificio enorme ma anche un piacere, eravamo una persona sola. Attaccato e geloso, conclusione sono riuscita a toglierlo dal letto all’età di 8 anni con l’aiuto degli scout, la sua prima notte solo in un letto solo.

    Ora ha 15 anni

  13. Grazie Silvana per questo post.
    Grazie per essere sincera al cento per cento e mostrare quello che ogni mamma vorrebbe nascondere.
    Il tuo post arriva in un momento in cui cerco di fare forza ad un amica che dopo un mese estenuante di allattamento ha forse deciso di lasciare perdere.
    Io ti avevo commentato tempo fa sul post allattare oltre l’anno.
    Sono stata relativamente fortunata ho allattato mia figlia per quattordici mesi e insieme abbiamo “deciso” di smettere: tutte e due stavamo perdendo l’interesse.
    Allattare è stato bello e faticoso ma personalmente mi sono sempre sentita libera., forse perché non ho allattato a richiesta e riuscivo ad avere i miei spazi. Le poppate notturne sono finite ai cinque mesi (tranne in casi speciali come febbri, momenti di passaggio ecc).
    per me più che sull allattamento prolungato il nocciolo è su quello a richiesta.
    trent’anni fa si diceva che era meglio il latte in polvere, oggi quasi tutto il personale medico e affine che è per l’allattamento materno dice alle mamme che devono allattare a richiesta…
    l allattamento a richiesta deve essere una scelta personale e molto consapevole come dici tu..purtroppo nel giro di due anni sono già quattro le amiche che hanno abbandonato dopo pochissimo tempo la tetta perché si sentivano un ciuccio umano o perché il bimbo entrava in una dinamica di micro sonnellini e micro spuntini senza fine.
    E mi fa arrabbiare perché a tutte queste mamme è stata data la scelta tra latte in polvere ogni tre ore o tetta ad oltranza. E quindi esaurite della seconda molte passano alla prima (Almeno qui in francia).
    Ma perché la via di mezzo non va più di moda?
    Lungi da me giudicare, davvero, (io la prima a subire commenti stile ma allatti ancora??!! come se andasse gia al liceo)solo mi fa stare male vedere le mamme che poi si sentono in colpa se non fanno la scelta “giusta” per il bambino.
    Forse quando saranno mamme le nostre figlie tornerà il buon senso e faranno le loro scelte serenamente.
    ti prego non vergognarti e non sentirti in colpa.
    se sei stanca e non vuoi più continuare fermati.
    Flavia è fortunata ad avere una mamma come te e se smetterai di allattarla farà scene madri isteriche per un po ma passerà e non rimarrà traumatizzata, fidati.

    Ti abbraccio forte
    Francesca

    1. Hai assolutamente ragione, ci pensavo l’altro giorno parlando con una neomamma. Tra allattare a termine (e a richiesta) e non farlo affatto ci sono tante vie di mezzo possibili, ogni mamma dovrebbe essere messa in condizione di scegliere quella più adatta a lei e alla sua famiglia. Grazie per l’osservazione molto importante e per le tue parole sempre affettuose. Ricambio l’abbraccio!

  14. Grazie, grazie della condivisione. Mia figlia ha 23 mesi usa biberon, ciuccio a volte (poche) ma il seno di mamma non si tocca! I vostri commenti sono tutti una parte del mio vissuto e questo mi solleva. E mi rendo conto che l’unica cosa importante è sempre guardare la propria figlia e fare quello che l’istinto ci dice. Grazie.

  15. Ti vorrei abbracciare… Io sto allattando il mio terzo figlio che ha 3 mesi (3 figli in un lustro). I primi due li ho allattati fino a circa un anno, poi ho introdotto il biberon con il latte artificiale e da un giorno all’altro non mi hanno più chiesto il seno. Ancora oggi, però, quando si vogliono rilassare con me, mi mettono una mano nella maglietta (senza toccare il seno). La grande solo quando siamo a casa la sera… Ai primi due ho dato il latte artificiale fino all’età di tre anni (per colazione ed a volte merenda). Ho scelto una formula bio arricchita di vitamine. Con la ripresa del lavoro e l’inizio del nido ho preferito interrompere l’allattamento.

  16. Ciao Silvana, questo post mi tocca nel profondo perché l’allattamento è stata l’esperienza più forte della mia vita fino ad adesso. Un mondo inaspettato, difficile, bellissimo. Io mi ero così tanto appassionata che ci ho costruito un sito e un blog, dedicato totalmente all’allattamento, a essere mamma che allatta qui dove vivo io (Torino), eppure, quando sono dovuta tornare a lavoro sono crollata. Ho allattato 14 mesi il mio bambino ma gli ultimi 4, con la routine lavorativa ripresa, sono stati estenuanti. Anche io ero combattuta tra “il sacrificarmi per il suo bene” e “sacrificarlo per il mio bene”, tra il “metto davanti il suo benessere” e il “se non ritrovo il mio benessere non ne saprò più dare nemmeno a lui”. Alla fine ho deciso di smettere e sono stata inondata dai sensi di colpa. Li ho raccontati qui se hai tempo di leggerli: http://www.allatto.it/ho-smesso-di-allattare/
    La consolazione di questi momenti è sapere che siamo in tante a dover vivere queste fasi e che condividere le sensazioni che proviamo è la cosa più utile che ci sia.
    Tieni duro.

  17. Mamma due volte. Prima figlia parto orribile, allattamento difficilissimo ma riuscito (se pure misto, per un anno intero :-).
    Secondo figlio tutta altra storia: allattato ininterrottamente per 22 mesi, terminato purtroppo bruscamente a causa di un intervento chirurgico mio.
    Due storie diverse, emozioni spesso simili, amore immenso entrambe le volte e un attaccamento indescrivibile…. Mio figlio piccolo ha tre anni e 5 mesi e tuttora non dorme tutta la notte e se lo fa lo fa nel lettone con la mano sul mio seno e guai se mi sposto leggermente…. Critiche? ricevute per ogni scelta che ho fatto, da parte di tutti, marito compreso. Ma sto crescendo due figli equilibrati, sereni, amati e che sanno amare, generosi, che si emozionano, empatici, capricciosi si’ anche capricciosi, ma coccolati e felici. A oggi, per quanto in colpa a volte io mi possa sentire, mi sento di stare facendo un buon lavoro.
    E secondo me dovremmo tutte fregarcene un pochino di piu’ delle critiche che riceviamo in continuazione e seguire di piu ‘ il nostro istinto.

  18. Anche io credo che alle mamme dovrebbero essere date delle possibilità di scelta fra allattamento a richiesta a termine e LA, mentre ultimamente per chiunque (addetto ai lavori spesso) sembra che non esista! Quando nella generazione delle nostre mamme chi allattava lo faceva ad orari senza problemi.. Anche per alcuni pediatri pensare di dare un’aggiunta la sera per poter dormire forse un po’ sembra un sacrilegio e per le ostetriche allora diventa la scelta inesorabile che vuoi ridurre la produzione e smettere di allattare.. a vederla a posteriori io credo che invece le vie di mezzo spesso siano un bene per mamme e bebè!

  19. Ti capisco al 100%….. mamma di tre bimbi, l’ ultimo di 23 mesi con allattamento prolungato.
    Non so cosa significhi dargli il cuuccio o bottiglina o semplicemente dormire per 2 ore di fila.
    Ma lui è la felicità in persona e cio mi ripaga di tutto!!!!

  20. Mi viene da piangere leggendo queste parole, mi sembra di leggere una storia che ho scritto io! Mi sono commossa e mi sento esattamente così! Il mio piccolo ha 16 mesi e per ora non vedo “via d’uscita” da tutto questo! Sono stanca, tanto ma comunque felice!

  21. Anch’io ho allattato i miei due figli per 24 mesi e posso darti un consiglio: mi sono messa con dei cerotti due coppette assorbi latte sporche di tintura di iodio sui capezzoli. Nel momento in cui mi veniva richiesto il latte gli mostravo che avevo la bua e non potevo. Non hanno insistito per niente e così è andata!

  22. Io ho allattato fino ai 20 mesi della mia nanetta, poi lei ha detto basta. O forse inconsciamente l’ho indotta io a smettere. Le cose che hai scritto le ho provate anche io, riuscivo però a sfogarmi con il mio compagno che mi ascoltava e non giudicava. Mi ha sempre detto di fare quel che mi sentivo, che mi avrebbe appoggiata sempre e che sono una mamma fantastica già solo per il fatto di pormi questioni sul bene di nostra figlia, e quindi un po’ mi si alleggeriva il senso di colpa. Ho scelto e sostenuto l’allattamento a richiesta sin dall’inizio, finché all’anno e mezzo i capezzoli hanno iniziato ad essere ultra sensibili e allattare mi faceva proprio male. Mi sembrava di essere ritornata ai primi giorni dopo il parto. Cercavo di stringere i denti ma non provavo più molta serenità, ero diventata insofferente a qui momenti. Però continuavo per il bene della piccola, perchè volevo fosse lei a staccarsi quando fosse stata pronta. Ma quando proprio non resistevo più dal fatidio, chiedevo alla piccola se si potesse staccare un po’, perché alla mamma faceva tanto male. Non l’ho mai sgridata, glielo dicevo con tono calmo e tranquillo. A volte si staccava e la ciucciatina finiva lì, a volta me la richiedeva dopo, altre non ne voleva sapere e io cercavo di resistere richiedendoglielo un paio di minuti più tardi. Siamo andate avanti così per un paio di mesi, la durata delle poppate era effettivamente diminuita, anche se non era mia intenzione, finché una sera ho tirato fuori la tetta (si addormentava solo con quella) ma lei me l’ha spinta via dicendomi “no pappa, via!”. Non ci ho fatto molto caso al momento, pensavo me l’avrebbe chiesta più tardi, invece da quella sera non me l’ha più chiesta, anzi, ha iniziato a volte a chiedere che fosse il papà a farla addormentare (non sempre eh.. Ma prima di allora non era mai successo). Anche quando un paio di giorni dopo, con le zizze gonfie, gliel’ho proposte, mi ha detto un secco “no!”. Ed è finita lì. Spremiture manuali e impacchi caldi finché il latte è sparito. Non so, un po’ mi sento responsabile, ma dall’altra parte è stato un sollievo, lo ammetto. Non c’è stato comunque trauma ed è stata lei a dire il no definitivo.
    Però… Però ci sono volte il cui lei mi accarezza il seno, mi dice “latte dolce” e mi da abbraccioni e bacioni enormi. E mi si sciolgie il cuore.

  23. ..condivido, da “solo” 16 mesi..
    Grazie per averlo scritto e descritto così bene. Sono fiduciosa nella natura 🙃 ..per tutte noi!

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