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Pappa in viaggio: ecco come organizzarsi

20 gennaio 2014
allattamento
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pappe in viaggio

Rispondendo alla richiesta di un’amica, come me mamma da poco e appassionata viaggiatrice, spero di fare cosa buona e giusta raccontandovi come, in occasione di viaggi brevi o lunghi, in Italia o all’estero, mi sono organizzata per i pasti fuori casa di Davide nella lunghissima fase dello svezzamento (la dentizione di mio figlio è estenuante, infinita e drammatica: il poveretto, alla soglia dell’anno, ha ancora un solo misero incisivo inferiore, soffre da cani e non ha assolutamente dimestichezza con i cibi solidi).

Prima di tutto, ecco quello che metto sempre in valigia:

  • un pentolino mignon
  • detersivo per piatti, spugna e un paio di strofinacci
  • posate
  • due termos piccoli da 400/500 ml
  • borsa frigo
  • fornellino elettrico (se non avrò a disposizione un angolo cottura, ovviamente)
  • minuscola bottiglia di olio di oliva (io uso un vecchio contenitore di vetro di un liofilizzato, ricordo delle primissime pappe di BigD. Lo trovo comodo perché si chiude con un tappo a vite: mai avute perdite)
  • parmigiano grattugiato conservato in un vasetto di vetro (di quelli da omogeneizzato)
  • pastina
  • semolino o altra farina
  • biberon e scovolino

pappe in viaggio1Per quanto riguarda la preparazione delle pappe, di solito preferisco essere autonoma, piuttosto che dover dipendere dal microonde di un ristorante e dalla disponibilità di un cameriere. Per quanto un viaggio possa essere pianificato, mi piace garantirmi sempre un minimo di libertà. Ecco dunque come mi organizzo:

Se so di avere a disposizione un frigorifero con congelatore, cerco di organizzarmi con le pappe fatte in casa cui Davide è abituato. Bagagli permettendo, mi porto dietro i vari ingredienti già conservati nei vasetti monoporzione, prevedendo una varietà sufficiente a cambiare menu ad ogni pasto. Quindi: barattoli di brodo, vasetti con i vari secondi (carne, pesce, legumi) e vasetti con le diverse verdure. Se il viaggio è breve, magari in auto, porto tutto già congelato in una grossa borsa frigo con un paio di lastre refrigeranti. Altrimenti preparo tutto il giorno prima di partire, suddivido nei vari contenitori e poi congelo direttamente sul posto.

Una volta a destinazione, mi comporto come a casa: ogni sera metto a scongelare in frigorifero i pasti del giorno dopo. Al mattino riscaldo una porzione di brodo (e la metto in uno dei termos), il secondo e le verdure, cui aggiungo il parmigiano (che conservo nell’altro termos). Oltre ai due contenitori, metto nella borsa frigo un set di posate in acciaio, un paio di cucchiaini per Davide, un bavaglino, una ciotola di plastica, l’olio di oliva e un vasetto di frutta (in genere della Hipp, di quelli 100% frutta). Per quanto riguarda i carboidrati, finora ho usato quasi sempre semolino o crema di cereali, che porto con me in un barattolino di plastica e sciolgo nel brodo caldo al momento del pasto. Mischio il preparato ottenuto con il secondo e le verdure, aggiungo l’olio e la pappa è pronta. Finora non ho mai avuto problemi per quanto riguarda la temperatura del cibo, anche in pieno inverno i termos tengono per 5/6 ore (di solito, prima di riporli nella borsa frigo, li passo per qualche secondo sotto l’acqua bollente e poi li asciugo per bene).

pappe in viaggio2Con la pastina le cose si complicano un po’, perché non è semplice mantenerla mangiabile a tante ore dalla preparazione. Se si è certi di mangiare al ristorante, la cosa più semplice è chiedere al cameriere di cuocerla al momento, fornendogli la giusta quantità di pasta cruda e il brodo in cui prepararla (se occorre). In situazioni in cui occorre essere autonomi, come una giornata in spiaggia, un picnic in campagna o in montagna o semplicemente quando i programmi sono incerti, si può conservare la pastina nel termos con un po’ di brodo bollente, avendo cura però di lasciarla parecchio al dente (la cottura si completerà all’interno del recipiente).

Un’altra possibilità, consiste nell’optare per un’alternativa alla pasta, come pane o patate (proposte ad esempio come purè o in frittata).

Nei casi in cui non ho avuto a disposizione un congelatore o un frigorifero, ho ripiegato su omogeneizzati biologici di carne, pesce e verdure e brodo liofilizzato. Al mattino preparavo il brodo e riscaldavo gli omogeneizzati, per poi procedere esattamente come con le pappe fatte in casa. Per quanto riguarda la frutta, opto sempre per quella in vasetto, biologica e senza zucchero.

So che esistono delle pappe pronte, da scaldare e servire direttamente, ma finora non le ho mai provate.

E voi, come vi organizzate per i pasti fuori casa?

10 comments

  1. Io faccio esattamente come te.L’unica differenza, come sai, è che io non scelgo mai l’hotel come sistemazione ma l’appartamento.QQuindi non porto con me thermos e pentoline ma solo cibo (i cui vasetti già è un bel problema incastrarli ad arte in un trolley che diventa PESANTISSIMO (con relativi problemi di trasporto e di limite peso bagaglio dettato dalle compagnie aeree principalmente low cost)).Con l’appartamento faccio in modo che uno dei due pasti (solitamente la cena) venga fatto in casa così posso usare anche la pastina.Va da se che non vedo l’ora che Michela possa mangiare le stesse cose che mangiamo noi!!!!! Ps:conosci un modo per sapere se gli omogeneizzati di una determinata marca vengano venduti anche nel posto in cui vai che non sia usare il sito di riferimento? ??? Ci ho provato con la Hipp quando andai in Danimarca ma era scritto tutto in lingua!!!

    1. Idem per il pasto serale a base di pastina. L’unica cosa che mi viene in mente è cercare con parole chiave ad hoc (tipo “omogeneizzati Hipp Danimarca”), magari anche in inglese. Scusa, non sono molto fantasiosa (finora mi son portata sempre tutto dietro)

      1. Ops, scusa! Ho detto thermos, ma intendevo il fornellino! No, no, senza termos non andrei da nessuna parte! Tra l’altro ne ho preso uno al decathlon comodissimo perché il tappo, abbastanza largo, lo uso come piatto . Quindi, quando sono fuori, non porto neanche quello.Sono in ansia da riduzione di spazi perché tutte le volte gli omogeneizzati mi ammazzano!

  2. Io ho sempre alloggiato in aparthotel ( categoria conosciuta proprio x esigenze pappe) che altro non sono che appartamenti in cui è previsto riassetto e colazione come hotel prenotando con booking le strutture che non prevedono penale finanche 1 giorno prima della partenza…non si sa mai.ho provato 1volta le pappe pronte…arminio l’ha mangiata ma avrebbe divorato qualsiasi cosa..francy le ha letteralmente schifate e non le do torto.al ristorante pastina portata da me in sugo semplice loro (x una volta non si muore).la pastina in thermos è stato un fallimento!!ps:siamo arrivati 2 zanne superiori,2 dentini inferiori e 4 accenni di denti che mi sono costati 2 notti insonni e febbre a 40(alla faccia degli studi scientifici secondo cui l’eruzione dei denti non porta febbre)..
    PPS:quali dimensioni internei deve avere il piatto doccia x la vschetta del post precedente?

    1. Sì, anche noi abbiamo fatto qualche esperienza del genere (in Maremma, ad esempio), molto comodo decisamente! Qui siamo a un miserrimo incisivo che fa capolino da oltre 15 giorni senza erompere definitivamente. Ti risparmio i dettagli sulle nottate, i pianti e le devastazioni intestinali! Questi dentini hanno (e)rotto!!

      PS. il mio piatto doccia è 70×90. Esiste anche una versione più piccola della vaschetta dal 65×65, ma è fissa, non si richiude (http://www.bibabad.nl/page/1919/bibabagno-ultra-leggero.html?lang=8). Scrivimi in privato se hai altre domande…

  3. Mamma mia! Mi sono sentita stanca per te a metà post! Hai mai sentito parlare di autosvezzamento? Samuel ha iniziato a mangiare cibo solido dopo i 6 mesi senza nemmeno un dente! Masticano benissimo anche con le gengive! Ora ha 9 mesi e si fa certi piatti di pasta ( ai broccoli al sugo….minestroni, zuppe , adora il salmone e la sogliola, torte salate alle verdure ) noi siamo vegetariani ma ogni tanto mangiamo pesce.. e Samuel adora la verdura e la frutta …data rigorosamente in pezzi grossi che afferra con le mani e mangia in autonomia! http://Www.autosvezzamento.it
    Oppure “io mi svezzo da solo” del dott. Piermarini (pediatra)

    1. Ciao Nicole, mi spiace che ti senta stanca leggendomi, io non lo sono, ti assicuro 🙂 Conosco bene i principi dell’autosvezzento e il libro di Piermarini, ma Davide (allattato esclusivamente al seno per sei mesi) non è mai stato interessato ai cibi “da grandi”. Ha rifiutato la pasta per settimane. Ancora adesso non cerca il nostro cibo, e quando gli propongo assaggi dai nostri piatti, frutta a pezzi inclusa, li rifiuta o li ignora. Se avessi aspettato lui, forse andremmo avanti ancora solo a tette! 🙂 Comunque Davide mangia tutto quello che hai citato, tutto fatto in casa, ovviamente. Solo con la pasta piccina e il resto frullato grossolanamente. Grazie per la tua testimonianza, un bacio a Samuel 🙂

  4. Per noi il momento clue non sarebbe stato il soggiorno all’estero bensì il viaggio per arrivarci.Il primo viaggio lungo che abbiamo fatto con Ana Clara è stato quando aveva 7 mesi e siamo andati in Argentina per il battesimo.A quel punto lei mangiava quasi tutto (non ho allattato per problemi legati alla nascita) e anch’io facevo brodi e pappe fatte in casa e congelate. Però un lunghissimo viaggio con tanto di ritardi e attese (a Madrid 4 ore, a Santiago del Cile altre due ore) hanno fatto che scongiurare le pappe pronte (pasto pronto in vasetto: praticamente primo e secondo frullato) dell’aeroporto, risultato, si leccava i baffi heheheheeh. Poi qualche vasetto di frutta omogeneizzata e un thermos. In aereo sono stati gentilissimi.

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