Ne vale davvero la pena?

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Pannolini lavabili: la mia esperienza

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polvere
figlio di tre anni
lavabili

I pannolini lavabili sono davvero più ecologici degli usa e getta? E non costano uno sproposito? Sono igienici? Non comportano una mole insostenibile di lavoro extra? Come al solito, non ho risposte. Posso solo condividere la mia personale esperienza.

Premessa obbligatoria: non sono una grande esperta di pannolini lavabili. Li uso tutti i giorni da molto tempo, ne ho provati diversi tipi e varie marche, ma sicuramente c’è in giro gente che ne sa molto più di me (in questo gruppo fantastico, per esempio). All’inizio ho fatto degli errori ed espresso qualche giudizio troppo sommario (prontamente, e duramente, bacchettato dalle utilizzatrici più entusiaste), nel tempo non sono mai diventata una vera e propria “appassionata”, diciamo piuttosto che accetto di buon grado l’impegno extra che richiedono perché sono di gran lunga l’opzione più sostenibile, da molti punti vista. Con Davide abbiamo applicato un regime misto lavabili/usa e getta ecologici per circa un anno e mezzo. Poi l’inizio del nido e le fatiche legate all’arrivo di Flavia, oltre alle reticenze al cambio del diretto interessato (che spero vivamente di spannolinare nei prossimi mesi) ci hanno impigrito, per cui adesso lui indossa i lavabili solo saltuariamente quando è a casa. Flavia, invece, salvo situazioni particolari (vacanze, gastroenterite etc) li usa in modo praricamente esclusivo, ad eccezione della notte.

I modelli
In questi tre anni ho avuto occasione di utilizzare diversi tipi di pannolini, dai fitted (pannoli assorbenti sagomati come un usa e getta, da indossare sotto una cover impermeabile) ai sistemi “a culla” (mutandine nei cui lembi inserire gli strati assorbenti, con o senza necessità di una ulteriore copertura esterna), ai pocket (gusci impermeabili con la parte interna in tessuto e una tasca in cui infilare uno o più inserti assorbenti). Per l’uso che ne faccio io – diurno, su due bimbi, con cambi ogni tre ore circa e asciugatura all’aria, dentro o fuori casa – proprio i pocket sono risultati la soluzione migliore, anche se utilizzo pure qualche muslin (teli quadrati in mussolina di cotone) ripiegato all’interno di cover impermeabili. Si asciugano piuttosto rapidamente pur non avendo l’asciugatrice, si “farciscono” a seconda delle esigenze, adattandosi all’uso da parte di bambini diversi, si mettono rapidamente (se sono stati precedentemente riempiti e riposti). Ripeto che la scelta del modello dipende dalle proprie specifiche preferenze e necessità, per cui è importante poter provare modelli e materiali diversi prima di acquistare l’intero “parco pannolini”.

pannolini lavabili pocket

I materiali
Ho deciso quasi subito, pur non senza remore, che Davide avrebbe usato pannolini con materiale sintetico (nel nostro caso micropile) a contatto con la pelle. Questo per due ragioni in particolare: tenerlo all’asciutto (i materiali sintetici sono molto drenanti) ed evitargli qualche rossore che sembrava causargli il contatto con fibre naturali. Con Flavia ho ripetuto la stessa scelta, ma anche in questo caso non esiste una ricetta universale: ogni bambino reagirà meglio con un determinato materiale, e genitori diversi si troveranno a preferire l’uno o l’altro. Provate diverse opzioni e scoprirete cosa fa per voi (io stessa ho testato solo una parte dei materiali esistenti). Per quanto riguarda gli strati assorbenti, l’assetto va tarato a seconda delle specifiche caratteristiche di ogni bambino. Flavia fa molta pipì, e dopo qualche incidente di percorso ci troviamo molto bene usando un doppio strato assorbente composto da un inserto in microfibra, drenante e velocemente assorbente, sopra e da uno strato in fibra naturale ad alta assorbenza – canapa o bambù – al di sotto. Ricordate in ogni caso che la microfibra non va mai messa a contatto con la pelle, perché la seccherebbe troppo.

La mia routine di pulizia
Dopo qualche iniziale difficoltà, ho finito con l’adottare questo sistema di stoccaggio, lavaggio e asciugatura dei pannolini lavabili: quando tolgo il pannolino zozzo, separo gli inserti dal guscio e li getto insieme in un secchio (chiuso ma forellato), a secco. Se il pannolino è sporco di feci (io utilizzo velini raccogli pupù biodegradabili, che getto nel wc), lo sciacquo con acqua fredda per rimuovere lo sporco, sfregando delicatamente con una spazzolina da bucato. Poi strizzo, con cautela, per nom rovinare lo strato di PUL impermeabile, e getto nel solito secchio. In terza giornata procedo al lavaggio in lavatrice: risciacquo a freddo e senza centrifuga per i soli pannolini, e lavaggio a 40 gradi con pochissimo detersivo ecologico insieme al resto del bucato (tranne tovaglie, bavaglini e simili). Di solito schiaccio il tasto “più acqua”, oppure effettuo un risciacquo finale extra solo per i pannolini (perché è fondamentale che nei lavabili non restino residui di detersivo). Se occorre, aggiungo un cucchiaio di percarbonato di sodio per smacchiare e igienizzare (ma non deve essere presente già nel detersivo) e di acido citrico come ammorbidente (MAI usare additivi industriali con i lavabili, che siano ammorbodenti, smacchiatori, igienizzanti etc). Per l’asciugatura, stendo in balcone quando è possibile, anche perché il sole smacchia e disinfetta, o dentro casa, accanto ai termosifoni, facendo molta attenzione ai gusci impermeabili che non devono mai venire a contatto col calorifero.

Le marche
Ne esistono tantissime, di prezzi variabili. Senza contare le produttrici artigiane italiane e straniere. Io non ne ho provate molte, ma quelle che uso mi sembrano avere un ottimo rapporto qualità/prezzo, almeno per i pocket: Milovia, CharlieBanana, Bumgenius, LittleLamb (quelli a taglie sono migliori dei taglia unica, ma io, sarà che ho figli con gambe paffute, mi sono trovata bene anche con questi ultimi, più economici e un po’ bistrattati dagli esperti). Posseggo un parco pannolini abbastanza essenziale composto da una ventina di pezzi, la metà dei quali usati da entrambi i figli.

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Le mie impressioni finali
Prima di tutto: si può fare! E fa meno schifo di quanto si possa pensare, per quanto maneggiare stoffa imbrattata di deiezioni umane resti una cosa francamente non molto divertente. I tessuti dei pannolini moderni sono fatti apposta per affrontare quello che devono affrontare, e per essere ripuliti facilmente: vi assicuro che col minimo risciacquo preliminare che ho descritto più sopra, in lavatrice la cacca non ci finisce proprio (molto peggio se si macchia un body o un asciugamani, per dire!). Mentirei se dicessi che non richiedono uno sforzo maggiore rispetto agli usa e getta: vanno stoccati lavati, stesi, ritirati, assemblati e/o piegati ogni santo giorno o quasi. E inoltre occorre, per usare i pannolini lavabili, investire un minimo di tempo per documentarsi, orientarsi tra le tante proposte del mercato, scegliere l’assetto giusto etc. Dal punto di vista ecologico, la pratica quotidiana ha cancellato le mie remore iniziali: con le modalità che vi ho descritto (risciacquo minimo, lavaggio e freddo e in comune col bucato, con quantità minuscole di detersivo ecologico) sono sicura che l’impatto legato alla gestione dei lavabili sia trascurabile rispetto al vantaggio dei mancati rifiuti prodotti, e del mancato inquinamento legato al ciclo di vita degli usa e getta (materie prime, acqua, energia, sostanze tossiche, imballaggio etc). Per quanto riguarda l’efficienza dei lavabili, posso garantire che funzionano. Richiedono un po’ di impegno per trovare il giusto assetto, che magari andrà anche cambiato nel tempo, vanno cambiati relativamente spesso (ma è una cosa che andrebbe fatta pure con gli usa e getta!), ma se usati a dovere garantiscono una tenuta perfetta. Non è sempre vero che accelerano lo spannolinamento (vedi Davide), e neanche che automaticamente risolvono i problemi di arrossamenti e irritazioni: il lavaggio non effettuato a dovere, ad esempio, può lasciare residui di detersivo nelle fibre e causare reazioni della pelle; qualche bambino, inoltre, può mal tollerare il contatto con determinate fibre naturali o sintetiche, o con l’umidità. Il bidone dello stoccaggio può emanare odore di ammoniaca (specie in estate), anche se ci sono accorgimenti per limitare il problema (va detto comunque che anche il bidone degli usa e getta puzza da far paura!!). Esistono pannolini lavabili semplicemente meravigliosi, tanto che moltissime mamme diventano matte per lo shopping “pannolinoso”, ma io trovo onestamente contraddittorio l’acquisto compulsivo ed esagerato di oggetti che dovrebbero invece servire a evitare gli sprechi e l’impatto ambientale. Economicamente convengono, o almeno, secondo la mia esperienza, convengono molto se: scegliete marchi con un buon rapporto qualità/prezzo, comprate un numero non eccessivo di pannolini, li lavate come vi ho raccontato, li usate su più di un figlio, ve li fate regalare per nascita/battesimo/compleanno. Esiste inoltre un fiorente mercato dell’usato che permette di abbattere ulteriormente i costi dell’investimento.

In definitiva: richiedono sicuramente impegno e dedizione, funzionano bene (pur non essendo la panacea di tutti i mali), convengono decisamente all’ambiente e al bilancio familiare. E sono belli. Pensateci!

flavia lavabili

4 comments

  1. Mi sono approcciata ai lavabili quando mia figlia aveva 2 mesi e il Comune in cui abito ha tolto i bidoni. Da quel momento hanno iniziato a raccogliere l’indifferenziata a casa ogni 7 giorni. Il che ha comportato a casa mia cambi drastici: lettiera compostabile e gettabile nel wc, e, appunto, pannolini lavabili. Il primo set che ho comprato era economico ma almeno 2 volte al giorno dovevo cambiare tutti i vestiti e non solo: probabilmente erano scadenti, ma forse sono anche partita troppo presto. Poi ho comprato, con apparente grande dispendio di denaro, un set della marca forse più famosa: beh, dopo un anno e mezzo posso dire che è stato un grande acquisto. Ne ho comprati altri di marca inferiore per non dover fare una lavatrice al giorno: con doppio inserto reggono bene anche quelli.
    Bilancio a due anni dall’utilizzo (spero anche io di spannolinare quanto prima): sono contenta, a dispetto delle apparenti difficoltà: basta prenderci la mano. Ho risparmiato, alla fine ho fatto una lavatrice in più a settimana, mediamente (quando posso infilo un paio di pannolini sporchi nel carico che devo già fare); il mio sacchetto dell’indifferenziata è ridotto al minimo.
    Da quando mia figlia ha iniziato il nido, pochi mesi fa, ho dovuto per forza acquistare degli usa&getta per portarla a scuola. Mi è parso un passo indietro epocale, soprattutto perché sono comparse le prime irritazioni (prima mai avute, salvo un episodio mentre metteva i denti)… Purtroppo non posso fare diversamente, ma che spreco.

    1. Aggiungo, sulla questione risparmio. Io ho speso in totale 270 euro per 18 pannolini più 7 inserti. Sommandoci anche i 120 euro spesi per il primo set che ho smesso di usare quasi subito, fanno 390 euro. Vi sembrano tanti? E invece sono l’equivalente di 7-8 mesi di pannolini tradizionali. Solo che io li sto usando da quasi due anni, e in caso di secondo figlio o cuginetto, sono sempre lì tosti&gajardi.

  2. Io ho provato marche diverse e piuttosto costose: i migliori, secondo me, HappyHeinys in micropile con velcro, ma anche i WikyMilky, handmade italiani in bambù, non sono male. Usati per 2 figlie in almeno 3 anni e mezzo di utilizzo intensivo, ormai i più vecchi sono a pezzi e qualcuno è passato a miglior vita, ma tanto tra un po’ spannolo la seconda e i circa 600€ (per 30 pannolini in tutto) spesi nel tempo non sono troppi. Le maestre al nido non hanno fatto storie e ogni mattina porto il pannolino per il cambio con la wetbag (naturalmente ho fornito una scorta di Naty per le emergenze).
    Secondo me il più grande vantaggio con i neonati è che la cacca liquida non esce, viene frenata dal tessuto, contrariamente a quanto succede con gli U&G. Crescendo, il fatto di cambiarli spesso, a volte dopo una sola pipì senza scrupoli per il portafogli, e di abbinare un po’ di educazione precoce al vasino permette di spannolare prima o, quanto meno, di far prendere al bambino consapevolezza. Mia figlia di quasi due anni la notte non lo bagna quasi mai, anche se la sera, e a volte in mattinata, ci alziamo dal letto per fare la “pepé”!

  3. Anche io pannolini lavabili: Pop-In e Imse Vimse, li portiamo anche al nido e Matteo li usa in via esclusiva di giorno. Per la notte, dopo diversi tentativi falliti, ci siamo rassegnati agli usa e getta, ma è comunque un solo pannolino al giorno, anziché 6/7..
    Ne abbiamo parecchi, molti li ho comprati usati da mamme che hanno rinunciato e li hanno rivenduti praticamente nuovi, tanto che faccio una sola lavatrice a settimana.
    Li asciugo nell’asciugatrice.
    Mi trovo bene. Non mi impegnano poi cosí tanto. Mio figlio si è bagnato di rado.
    Li consiglio.
    Unico neo: poche informazioni a riguardo e la necessità di comprare tutto online perché nella mia città non ci sono negozi che li vendono..

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