Di decrescita, (troppo) lavoro e tempo rubato

23 luglio 2014

Piedi e cuore

23 luglio 2014

La moda della madre degenere?

23 luglio 2014
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All’inizio ho tirato un sospiro di sollievo. Tutta quella retorica della maternità che mi aveva appestato la gravidanza (“’e figli so’ piezze ‘e core”) sembrava non trovare molto spazio nell’accogliente mondo del web in cui mi ero sistemata dopo la nascita di mio figlio. Poi mi sono ritrovata a sorridere, pensando a quanto fosse bello che, almeno online, per le madri fosse più semplice, oserei dire naturale, vincere l’omertà che a volte si percepisce nei rapporti a tu per tu, non esitando ad ammettere la propria stanchezza, le mancanze, le rese, i compromessi. A rivelare il lato oscuro della genitorialità, che esiste e può far male, anche se in certi contesti rimane tuttora difficile ammetterlo. Da qualche tempo, però, mi capita di domandarmi se quella di essere – anzi, di dichiararsi – una madre un poco degenere non sia anche una tendenza popolare. Una specie di moda, diciamo.

Come se fosse più sportiva, più moderna, più disinvolta (più figa, in un certo senso) la mamma-non-troppo-mamma. Quella che non fa che ripetere quanto le riesca male occuparsi della prole e quanto non veda l’ora di liberarsene per una serata o per un fine settimana. Quella che scrive dozzine di post su quanto sia inadeguata – perché non ha allattato, perché lascia i figli davanti alla maratona di Peppa Pig, perché porta in tavola surgelati e piatti pronti, perché ha trasferito il pupo in cameretta quando aveva 20 giorni, perché dimentica di recuperare il figlio all’asilo almeno due volte a settimana e lo lascia a dormire dai nonni un weekend sì e l’altro pure. Solo che queste “confessioni”, lungi dall’essere infarcite di mea culpa e materni rimorsi (per fortuna, mi vien da aggiungere) a volte sembrano intrise di autocompiacimento. Come a dire: non solo non mi sento in colpa, e rivendico il diritto ad essere degenere, ma in fondo ne vado anche un po’ fiera, perché le mamme-troppo-mamme, diciamocela, sono un po’ sfigate (e soprattutto lo sono i loro figli).

Di contro, e non mi sembra affatto un caso, nelle “fenomenologie materne” tanto di moda su certi siti web, nelle vignette umoristiche e finanche in certi articoli, le mamme “di una volta” – quelle che preparano dolci in casa, accorrono quando i figli piangono, li tengono a dormire nel lettone, li inseguono sul bagnasciuga con l’asciugamano pulito e via dicendo – escono sempre più malconce, descritte impietosamente come chiocce, gelose, iperprotettive, libertarie. O, semplicemente, sfigate, come già accennato. E si tende irresistibilmente, o almeno questa è l’impressione che mi sono fatta in mesi di letture e frequentazioni virtuali mammesche, a compatirne i figli, destinati a soffrire le conseguenze psicologiche e sociali dell’eccesso di istinto materno cui sono sottoposti (mentre ai bambini delle “degeneri”, manco a dirlo, viene spesso vaticinato un fortunato destino intriso di indipendenza, libertà e apertura mentale).

Premesso che potrei essere la sola ad avere avuto questa impressione, e che onestamente non sento di appartenere a nessuna delle due “categorie” (ho allattato a lungo mio figlio, dormiamo tutti insieme e preferisco delegare le sue cure il meno possibile, ma in casa nostra non sono banditi TV, tablet, giochi di plastica, non sforno torte e cerco sempre di ritagliarmi qualche ora per me), devo ammettere che certi atteggiamenti mi fanno sorridere, ma un po’ amaro.

Quando la finiremo, mi chiedo, di etichettarci, di catalogarci, di confrontarci, anche se “scherzosamente” (che poi anche i post e i decaloghi più ironici finiscono sempre con lo scatenare una selva di commenti tutt’altro che spiritosi)? E, soprattutto, quando la smetteremo di aver bisogno di dirci che noi, in fondo in fondo, non siamo “peggiori” di chi si comporta in modo diverso? Perché una madre che allatta suo figlio per due anni ha così bisogno di sentirsi migliore rispetto a una che sceglie il biberon, e perché quest’ultima non riesce a fare a meno di giustificarsi, se non proprio di ribaltare la classifica, dimostrando (a se stessa? Alle altre madri?) che la sua non è stata una scelta di comodo, ma di libertà ed equilibrio?

Non è che l’ansia di auto-assoluzione ci sta facendo sfuggire di mano tutta la faccenda, e che nella pur comprensibile esigenza di difenderci dalle ipocrite accuse dei benpensanti rischiamo di finire noi sul banco degli inquisitori? Che senso avrebbe rivendicare il proprio diritto ad essere semplicemente la-madre-che-si-è ridicolizzando o criticando espressamente chi è madre in un modo diverso?

Se c’è una cosa che ho imparato da quando sono mamma è che gli altri genitori non si giudicano. Che i bambini sono tutti diversi e che la vita cambia continuamente. Che i figli, soprattutto, sono quello che sono, a prescindere da molte delle scelte che faranno per loro i propri genitori. E allora chi se ne frega se una mamma è troppo chioccia o troppo degenere. Chi se ne frega cosa sceglie di fare delle sue tette, o del suo talamo nuziale, se usa la fascia, il passeggino o il guinzaglio per bambini. Chi se ne frega se pasce suo figlio a pappe pronte o a filetti di branzino freschissimo.

Iniziamo a chiederci, dico io, se è una madre felice. Perché è soltanto quella la moda che spero possa dilagare quanto prima. La sola a cui, per la prima volta in vita mia, farei davvero di tutto per uniformarmi.

42 comments

  1. Bello trovare sempre i propri pensieri messi nero su bianco su un altro blog.
    Continuo a leggerti nella convinzione che prima o poi mi stupirai con un tema sul quale la pensiamo diversamente 😉

  2. Ti ho scoperta con questo tuo post e mi sa che appena trovo il tempo vengo a leggerti per bene! Sono mamma da 8 anni di tre marmocchi e non sai quante volte mi sono sentita giudicata perche’ mi comportavo diversamente da altre mamme, mi sono dovuta cuccare consigli non richiesti di mamme francesi che tanto felici non mi sembravano. Io ho sempre fatto a modo mio, attirando critiche, dando argomenti di discussione ad altre mamme alle mie spalle ma me ne frego. Vado avanti per la mia strada e da oggi in poi rispondero’ “faccio come mi pare, sono una mamma felice”!!!
    Sono contenta d’averti scoperta!
    un caro saluto

  3. “Iniziamo a chiederci, dico io, se è una madre felice. Perché è soltanto quella la moda che spero possa dilagare quanto prima. La sola a cui, per la prima volta in vita mia, farei davvero di tutto per uniformarmi.”

    sempre bello leggere le tue analisi…

  4. ciao, io seguo sia il tuo blog, sia quello qui preso in esame, e non ti nascondo che mi ritrovo molto nella descrizione di “madre degenere” che loro fanno…e la cosa mi ha confortata molto, e sai perché?
    perché quando ho scoperto di essere incinta, io non sapevo davvero niente di gravidanza, bambini, pannolini e via dicendo, e quando ho provato ad informarmi, ho trovato solo persone che incentivavano una metodologia (latte materno, cosleeping, fascia e via dicendo) piuttosto che un altra!

    al corso preparto, invece di darci tutte le opzioni disponibili, ci hanno inculcato l’idea che il latte materno era l’unica soluzione, che tutte le mamme hanno il latte salvo casi eccezionalissimi, e che cosleeping e fascia erano le pratiche migliori da adottare!
    io ci ho creduto perché ahimè ero davvero disinformata (mea culpa) ma poi quando mi sono scontrata con la realtà, tutti questi “preziosi” consigli sono andati a farsi benedire purtroppo….
    ho dovuto scoprire tutto da sola, perché tutti i “professionisti” che avrebbero dovuto aiutarmi mi consigliavano solo una via che non era quella adatta a me…

    io nel vortice della “madre degenere” mi ci sono trovata per caso, cioè non ho seguito una moda, ho solo scoperto dopo che c’erano madri che facevano esattamente quello che facevo io, e si la cosa mi ha confortata non poco!

    non è bello parlare di mode e sono d’accordissimo con te quando dici che bisognerebbe chiedersi innanzitutto se la mamma è felice, però purtroppo è un epoca nella quale se non allatti al seno a oltranza, se non metti la fascia e se non pratichi il cosleeping sei guardata a vista, manco fossi un terrorista.
    e questo non va bene!

    1. Pensa che il mio percorso è stato opposto. Ero una “tutta di un pezzo”, convinta che avrei sloggiato mio figlio dalla camera da letto il prima possibile, che avrei smesso di allattare al massimo dopo un anno, che avrei fatto tutta una serie di cose che poi non mi sono venute naturali (perché ho conosciuto mio figlio e perché, soprattutto, ho conosciuto la “me madre”, e non per quello che dicevano al corso pre-parto). E ti confesso che a volte mi sono sentita inadeguata anche io, perché “troppo presente”, troppo protettiva, madre di un figlio “mammone”. Perché ho notato, nei mesi e negli anni, un compiacimento crescente nel definirsi “degeneri”, anche quando in fondo non lo si è affatto (il latte artificiale esiste da decenni, mica è un motivo per definirsi degeneri!), come a voler ostentare il proprio modo “alternativo” di essere madri. Io questa cosa la avverto sempre più, non solo nel bellissimo sito che ho citato. Il senso ultimo della mia riflessione, quindi, è che non va bene in alcun caso “paragonare” gli stili di maternità. Non è giusto pretendere (né seriamente né con l’ironia, quando se ne abusa) di essere migliori di un altro. Poi è chiaro che era ora, come spero di aver detto chiaramente io stessa, di far crollare il mito delle “mamme all’italiana”, tutte sacrifici e dovere. Per carità!

    2. Esattamente quello che è successo anche a me, tutti li a darti un’unica strada che, ahimè, era quella più sbagliata per me e per come sono fatta.
      Peró ha ragione Silvana…anch’io vorrei solo essere una madre felice!

    3. Non sono d accordo sul tuo ultimo paragrafo: io ho allattato oltre due anni, usato la fascia, tuttora facciamo co sleeping, eppure per tutte queste cose sono stata considerata la maggior parte delle volte strana, esaltata e ridicola.
      Ormai è talmente radicata l idea che il bambino non deve rompere le palle ma essere una bambola che non ha esigenze, che chi invece pratica l alto contatto viene vista come una alternativa Fricchettona.
      E sai cosa? Io sono una Figa di0legno, tacchi, vestita bene anche se ho jeans e converse, smalto, trucco, sempre curata, titolo di studio alto con specialità post laurea, e questo faceva a pugni con l idea della mamma ad alto contatto che viene associata a una mezza zingara con gonne lunghe, zero trucco, tutta orto e sapone di Marsiglia.
      Mi è stato detto più volte con stupore “hai allattato così tanto/usi la fascia ma sei laureata e sempre in tiro”

      E di quelle che conosco sono l unica ad aver usato la fascia, l unica ad aver allattato così tanto (solo due mie amiche fra tutte hanno allattato fino all anno, tutt le altre hanno smesso entro due mesi perché non gli piaceva), e questo mio modo di essere mamma, adottato perché io sono molto fisica, mal si concilia col mio apparire in un certo modo.

      Non è miopia questa?

      1. Arrivo con quasi un anno di ritardo, ma come mi ritrovo con questa tua descrizione!!
        Ma come, lei, architetto, sempre cosi a puntino e la laurea e i lavori all’estero e il trucco e le unghie a posto, suo figlio dorme con lei?! e prende il seno a due anni e mezzo?!
        Come sono duri a morire gli stereotipi, come si è rigidi, pronti a giudicare, cosi poco curiosi nei confronti di cio’ che è nuovo.
        E, mio dio, che palle le madri degeneri!! Io quando faccio qualcosa di VERAMENTE degenere, ti assicuro che ne vado ben poco fiera e non lo sbandiero ai quattro venti!
        Amen a questo post di mammagreen che mi pare Vangelo.

    1. Già. Le mamme chiocce che guardano scandalizzate le “degeneri”, e queste ultime che compatiscono con un sorriso le prime.

  5. Verissimo questo post, come sacrosanto il tuo pensiero finale.
    Anche io come te, sono “degenere” per alcuni motivi (non ho allattato, ho addirittura fatto due cesarei!, do il ciuccio e via discorrendo), così come sono “sfigata” per tanti altri versi. Ma l’importante è la serena consapevolezza di cercare di fare il meglio per i propri bimbi: credo che l’importante, in fondo, sia questo.

    1. Brava! In fondo siamo tutte un po’ degeneri e un po’ chiocce, in qualche modo. E va benissimo così!

      1. A me hanno rotto le palle, scusate, quelle che si vantano di essere degeneri perché hanno fatto il cesareo o perché non hanno allattato.
        Chi cavolo se ne frega, ma vi sembra una cosa per cui si deve essere degeneri

        Io considero degeneri, questo si, le mamme che mollano il figlio di pochi mesi per ore davanti alla tele così non rompe le palle, e ne conosco tante che fanno così e se ne vantano perché sanno benissimo di fare una scelta di comodo per nulla educativa.

        O quelle che si vantano di lanciare il biberon col latte cagliat0 perché non hanno voglia di alzarsi a farne un altro, ecco, non trovo degeneri quelle che hanno avuto un taglio in pancia o che danno il ciuccio, o che danno l artificiale per quanto io abbia allattato oltre due anni, abbia fatto il naturale e mio figlio non abbia mai preso il ciuccio.

        Provo profondo fastidio e anche odio per chi deve vantarsi di stronzate, per chi deve vantarsi di educazione sbagliata, di chi deve vantarsi di essere degener per cose per cui non è detenere.

        E se qualcuna si sente offesa non mi interessa: riflettete se davvero siete degeneri, primo, e secondo nel caso in cui lo siate riflettete se sia intelligente da parte vostra vantarsi di bruciare i neuroni di vostro figlio che a 5 mesi non ha bisogno di 4 ore di tele: facevate a meno di fare un figlio

      2. Ah, io ho allattato oltre due anni, facciamo co sleeping nel senso che mio figlio si addormenta da solo ma quando si sveglia uno di noi va a dormire con lui oppure lui si infila nel letto nostro, ho usato la fascia perché voleva sempre contatto visto che è nato prematuro, eppure da quando ha 3 mesi una volta a settimana dorme ben contento dai nonni così noi da un lato possiamo uscire e fare cose non rispettose dei suoi orari e dall altro possiamo tirare una notte filata.

        Non mi sento una madre degeneri perché io ho trovato il mio modo di essere mamma, il modo giusto per la serenità mia, di mio figlio e di mio marito, e così come non sento il bisogno di giustificarmi se esco con una gonna blu, parimenti non vedo perché devo vantarmi di fare scelte diverse da altri.

        Chi si vanta di essere degeneri non ha capito niente, ma proprio niente, e anzi non è vero che lo fa per difendersi dagli altri: lo fa per0difendersi da sé stessa perché non vuole cambiate una situazione che nel profondo sa essere sbagliata. Non parlo di cesareo o ciuccio o stronzate del genere, parlo di scelte educative.

        Inoltre, continuando a ridere dell’essere degenere perché giustamente ogni tanto ci si ritaglia degli spazi privati significa affossare il diritto di tutte le donne di essere altro che angeli del focolare. se vi vantate di essere dei generi per questo motivo è perché nel vostro profondo non vi sentite a posto a lasciare il figlio e quindi dovete buttare la cosa in una ironia deleteria per tutta la categoria di mamme sia per quelli che per motivi loro non si sentono di lasciare mai il figlio sia per quelle che invece almeno due volte al mese hanno bisogno di ricordarsi qual’è la loro identità utero a carte

        1. Wow, che veemenza! Diciamo che io preferisco usare toni più pacati, ma penso di aver colto il senso del tuo messaggio. Personalmente, credo che la gente possa vantarsi quanto vuole (per non sentirsi in colpa o per i motivi che preferisce!) ma basta che non giudichi chi è diverso 😉

        2. Frafru,
          mi ritrovo in ogni tua singola parola.
          No, non siete #degeneri (hashtag d’obbligo), cercate di autoassolvervi, peccato che agli altri non gliene freghi niente.
          Grrr!

  6. L’utocompiacimento è una “malattia” da cui sono affette madri di ogni partito. Vuoi le “degeneri”, vuoi le “talebane” (ti ricordi? Ne parlai su IM in maniera ironica…).
    Resta il fatto che in questo campo, come tu stessa affermi (ma anche in altri), un po’ di equilibrio non guasterebbe e, soprattutto, bisognerebbe usare il vecchio, caro, desueto BUONSENSO…

    1. Quanto hai ragione. A volte ho l’impressione che sia solo l’altro risvolto dell’insicurezza. E di quel dannato senso di colpa che troppo spesso attanaglia noi madri. È questo il fantasma che dovremmo combattere, tutte unite.

  7. Già… d’accordo su tutta la linea, Silvana, come sempre.. In fondo cos’è degenere? cos’è naturale? cos’è giusto? Io mi sono ritrovata a tenere mio figlio nel lettone con noi per quasi tutte le notti da quando a 4 mesi e mezzo gli è spuntato il primo dente ed abbiamo smesso di dormire serenamente (ora ha 13 mesi e dieci giorni). Abbiamo provato a “costringerlo” a rimanere nel suo lettino, a dormire nella sua cameretta..poi abbiamo spostato il lettino nella nostra stanza, impresa non facile, essendo piccola, facendo salti mortali ed acrobazie per andare a letto perché lo spazio s’era ridotto al minimo..niente da fare,anche così puntualmente si addormentava beato solo quando lo mettevo in mezzo a noi…quindi il lettino è tornato “di là” e viene utilizzato saltuariamente….e TUTTI a dirmi che sbagliamo, che con noi non deve dormire, che così non va bene, che è viziato… stesso discorso per l’allattamento…Ancora s’attacca alla sera prima d’addormentarsi…e TUTTI a dirmi che è ora di finirla..Insomma, io allora per la stragrande maggioranza delle persone che conosco sarei degenere perché lo sto abituando male………… tutto è relativo! Ma l’unica cosa che so con certezza è che sono felice nonostante le difficoltà. Quindi va bene così anche se pensano che io sia inadeguata come madre, hanno provato a farmici sentire, ma grazie anche al marito stupendo che ho non ci sono riusciti. Ed hai ragione, gli altri genitori non si giudicano! E non sai che nervi quando vengo giudicata io e non parlo solo di web, ma anche degli incontri che facciamo ogni giorno da 13 mesi a questa parte, trovo sempre chi si vanta di fare in modo diverso ed ovviamente con risultati strabilianti…ma la maggior parte delle volte si tratta di balle raccontate per farsi belle ai miei occhi…ma non hanno capito che a me poco importa se la loro dolce bimba dorme tutta la notte nel lettino o non è “tanto mammona” perché sai, io non l’ho allattata ed ora è indipendente (2 anni, un fenomeno!)…potrei continuare in eterno.. io continuo a non giudicare e a farmi grasse risate quando sento certe cose! Grazie a te per gli spunti di riflessione che ci regali!

    1. Sulle balle mi fai ricordare un mio vecchio post sulle mamme “perfette”. Sai che ti dico: meglio sincere, nel bene e nel male. Grazie a te.

  8. Io non so a quale categoria appartengo, non mi sento degenere, anche se i sensi di colpa non mancano mai e quasi sempre mi sento inadeguata, ma neppure super chioccia o super “natural”, anche perchè ogni tanto ho bisogno di vivere altre dimensioni, oltre all’essere mamma, eppure adoro le coccole, non amo la tv e su certe cose sono molto “madre italica”.
    Sono semplicemente io e, dopo averci riflettuto (ho scritto pure un post, sul tuo stesso argomento, ma non mi ricordo più neanche quando!), leggo i post di cui parli in chiave ironica, come un modo per “liberarsi” da un peso, enfatizzando la realtà, non come accuse o giudizi.
    E così vivo più serena!
    La tua riflessione, comunque, è molto lucida e ben fatta.
    A leggerti, sembri una persona felice ed equilibrata e hai ragione, è questo che conta!!

    1. Felice ed equilbrata. Amen 😉 Magari fossi sempre così! Che dire? Ci provo ogni giorno, cercando di sorridere quando leggo (o sento) certe cose.

  9. Guarda io mi sono autoproclamata la Mamma Sfigata per eccellenza perchè ero stanca sia delle super mamme in tacco 12 sia di quelle che “oddio mio figlio non sia mai”…un po’ di sana normalità no????

  10. Diciamo che con questo articolo si vuol far credere o meglio giustificare gli atteggiamenti egoistici di una certa categoria di mamme. Egoismo all’ennesima potenza, perchè si vuol essere mamma, ma non si rinuncia a voler fare quello che si faceva prima di avere bambini. Credo che una mano sulla coscienza ve la dovreste mettere e sicuramente anche una mano nei capelli quando i vostri poveri figli diventeranno grandi perxhè sicuramente saranno dei grandissimi maleducati!!!

    1. Solo per chiarire una cosa. Il mio post non avalla la “tendenza” alla mamma degenere. Anzi, tutto il contrario 😉

    2. Io ho rinunciato a tanto, a partire dal lavoro che ho perso pur avendo fatto di0maternità solo 2 settimane, perché la mia azienda non voleva mamme nemmeno se erano produttive.
      Ho rinunciato alla serenità perché mio marito è andato in depressione rifiutando di farsi aiutare, per cui io mi sono trovata totalmente sola con un bambino che non ha dormito per oltre due anni.
      Ho rinunciato a mettere in primo piano me perché essere genitori è questo: al primo posto viene la serenità e il bisogno dei figli, poi tutto il resto.

      Però questo per poter essere sopportato necessitava di potermi ritagliare degli spazi, sempre nel rispetto di mio figlio: se stava male io annullavo i programmi, se era in crisi di abbandono io non lo lasciavo.

      A poco più di un anno sapeva dire grazie a modo suo, rispettare il suo turno, non ha mai alzato le mani, al ristorante sta composto senza disturbare, lo porto per musei e parla a bassa voce, non corre, non è molesto: ora ha 4 anni e il fatto che io una volta a settimana lo lasci a dormire dai suoi adorati nonni non ha tolto nulla al fatto che l abbia educato a riconoscere i contesti.

      Al parco si corre e ci si scatena, al museo no. A tavola si è educati anche a casa, quindi il ristorante non è un problema. Si chiede per favore, grazie, Prego sempre. Si apparecchia e si sparecchia, si collabora a pulire casa: ora è un gioco che però lo rende orgoglioso e getta le basi per un futuro in cui non darà per scontato che la donna è la serva di casa.

      Essere mamma non vuol dire annullarsi, e conosco mamme a tempo pieno che hanno sempre i figli appresso che come educatrici sono molto carenti e hanno dei figli maleducati, aggressivi, cafoni. Eppure loro si considerano ottime madri perché non li mandano all asilo e non li lasciano a nessuno.

      Viceversa, ci sono mamme che devono fare le dighe a ogni costo, e sono quelle che si vantano stupidamente di essere degeneri: non sai il fastidio che provo tra blog e Facebook a leggere commenti auto referenziali su come si è pessime perché si è andate al concerto di Vasco o dei Pearl Jam.

      Ma perché, dico io? Che bello per una sera essere solo una donna, mica si è lasciato il figlio legato al tavolo!! Sono pessime quelle che hanno portato il figlio di 2 anni, non quelle che lo hanno lasciato a casa coi nonni o col papà.

      Queste sono aretine perché ridendo e dicendo di essere pessime per una cosa che non è pessima creano una cortina di riprovazione verso le mamme che seguono i figli ma non rinunciano alla propria identità, sempre nel rispetto delle esigenze dei figli, e fanno sì che le mamme che invece si vantano di fare sacrifici si sentano migliori e portino quindi avanti una distorta e obsoleta idea di maternità universale.

      Le brave mamme non si vedono da quante volte in un anno si prendono i loro spazi: si vedono dalla serenità dei bambini e dal prendere gli spazi in base ai bisogni della prole

  11. ma sai che questa cosa della “moda” della mamma degenere l’ho notata anch’io? cmq penso che alla fine della fiera questo bisogno di etichettare (da tutti gli schieramenti…) sia perchè in fondo ci troviamo + o – sole a barcamenarci in questa avventura, e dobbiamo difenderci in qualche modo, catalogare ci dà sicurezza… (anche se hai 300 nonni attorno, ognuno ti dirà una cosa diversa, e quindi alla fine un pelino inadeguata ti senti sempre… almeno credo, visto che io di nonni ne ho mezza…)

    vabè non sto dicendo nulla di nuovo, però volevo ringraziarti x questo post 🙂

  12. Ho sempre pensato che ogni mamma sia perfetta per il proprio figlio/a… Solo loro ci potranno dire se siamo o meno inadeguate.. Il resto non conta.. Non c’è mamma che, guidata dall’amore per suo figlio, non faccia ogni cosa al meglio.. Alle volte anche sbagliando.. Ma degenere, chioccia, sfigata o new age, solo ai nostri figli sarà dato giudicare.. E penso anche che la felicità dei nostri figli sia la sola certezza che stiamo facendo la cosa giusta per loro.. Solo così saremo mamme felici.. Come sempre Silvana, grazie..

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