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Il corredino del bebè: tessuti naturali e zero chimica

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sacco nanna
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Tratto dalla mia rubrica “Diario di ECOmamma” su La Nuova Ecologia (numero di marzo 2013)

Fonte: Mamma.pourfemme.it

«I neonati hanno sempre freddo, quindi vanno coperti molto di più rispetto agli adulti». «I bambini sudano facilmente, meglio vestirli poco». «Attenzione ai colpi di vento e alle allergie!». Quando c’è un bimbo in arrivo, tutti si sentono in dovere di elargire consigli non richiesti e spesso le future mamme si trovano investite da moniti allarmanti e opinioni in deciso contrasto tra loro. Quello della preparazione del corredino è uno dei momenti in cui l’equilibrio psicologico già delicato della donna in attesa viene messo a dura prova dai suggerimenti contraddittori che arrivano da ogni parte: difficile trovare un altro argomento su cui vi sentirete dire tutto e il contrario di tutto.

Come gestire input così contrastanti? Senza pretendere di possedere le chiavi della verità, quando è toccato a me ho cercato di affidarmi al buon senso e di attenermi a poche e semplici “regole” che per lo più sono valide anche per l’abbigliamento degli adulti. Prima di tutto, personalmente ho preferito tessuti di origine naturale, come il cotone, il lino e la seta. Trovo infatti, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, che favoriscano la traspirazione, evitano che il bimbo sudi troppo e che la sua pelle delicata diventi terreno fertile per dermatiti, micosi e infezioni batteriche. La lana non andrebbe usata a diretto contatto con la pelle dei neonati, perché potrebbe causare prurito e fastidiose irritazioni (meglio optare per il caldo cotone), ma resta un’ottima scelta per gli strati più “esterni”, come golfini, cardigan e copertine.

Anche per le fibre naturali, comunque, occorre sempre assicurarsi che gli abiti non contengano formaldeide, metalli pesanti, ftalati, coloranti nocivi e altre sostanze chimiche allergeniche, tossiche o inquinanti. Sul mercato esistono diverse certificazioni che attestano la salubrità dei prodotti tessili, come il bollino Eco Safe o lo standard Oeko-Tex, ma una delle scelte più sicure è quella di affidarsi ai filati biologici. Il cotone organico, come le altre fibre naturali bio, viene coltivato senza usare prodotti chimici di sintesi come fertilizzanti o pesticidi, non contiene allergeni né Ogm e l’intera filiera di lavorazione esclude l’impiego di sbiancanti, tinte o detergenti nocivi per la salute e per l’ambiente. Attenzione, però: tutti i capi realizzati in fibre biologiche devono essere contrassegnati con un apposito marchio rilasciato da un organismo di certificazione indipendente.

Quanto al dilemma atavico su quanto coprire il bambino, il sistema migliore è forse quello di vestirlo a strati, in modo da coprirlo e scoprirlo facilmente a seconda della temperatura esterna. In ogni caso, meglio non esagerare con la paura dei colpi di freddo: uno strato in più rispetto a quello che indossiamo noi è più che sufficiente per tenere al caldo anche un bimbo freddoloso.

6 comments

  1. E’ così naturale scegliere per il proprio bambino gli stessi tessuti con cui siamo a nostro agio anche noi grandi… per non parlare di quando sono tutti infagottati mentre i genitori sono in giro in infradito!

    1. Io mi fido della certificazione di “organico”, non tanto perché sia certa della qualità ma perché in pratica non vedo alternative migliori. Comunque, a parte i tanti marchi online, personalmente gradisco molto la linea Crescendo Coop e il cotone organico di H&M (che ha anche aderito alla campagna Detox di Greenpeace)

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