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Speriamo che sia femmina

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Speriamo che sia femmina. È stata – ormai posso confessarlo senza pudore – la seconda cosa che ho pensato di fronte al mio test di gravidanza positivo, circa un anno fa (la prima, banalmente ma anche no, era stata “fa’ che tutto vada bene anche questa volta“). Speriamo che sia femmina. Un desiderio irrazionale e inconfessabile, che mi sembrava un torto verso quel figlio che al 50% sarebbe stato maschio, un capriccio puerile, una pretesa arrogante. Finanche un’ingiustizia verso il mio primogenito che forse, mi dicevo, sarebbe stato più felice di avere un fratello.

Speriamo che sia femmina. Un palpito del cuore che allora mi ha colto di sorpresa. Perché io, fino a quelle due linee rosa che per la seconda volta hanno squassato la mia vita, avevo sempre vissuto la prospettiva di avere una figlia come un’ipotesi quasi spaventosa. Mi sentivo impreparata, ero sicura di poter contare su una maggiore affinità con i maschi, temevo le complicazioni che solo i rapporti madre-figlia possono portarsi dietro. E poi lo spauracchio dei costumi da principessa, le lezioni di danza classica, i condizionamenti e le minacce di una società maschilista e misogina.

E invece. Speriamo che sia femmina. All’improvviso, la possibilità concreta di restare “soltanto” madre di maschi mi lasciava con un po’ di magone. Sentivo che per tutta la vita mi sarei chiesta come sarebbe stato avere una figlia, che mi sarebbe mancato il vivere anche insieme a una donna. Sperimentare l’altra opzione. Ma c’era qualcos’altro, oltre la mera curiosità antropologica. A un tratto volevo disperatamente provarci, volevo sfidarla a viso aperto, quella Elettra che tanto mi spaventava. Dimostrare a me stessa che anche una figlia avrebbe potuto amarmi. Perfino una figlia.

Speriamo che sia femmina. Proprio io che per tutta la vita avevo sognato di avere un fratello, o forse anche e soprattutto per questo. Speravo che fosse femmina, una figlia a cui regalare il mio misero e prezioso vissuto di bambina che diventa donna. Qualcuno a cui dire: io ti capisco, perché ci sono passata prima di te. Una figlia per cui essere la madre che ho avuto io, ma anche e soprattutto quella che certe volte mi è mancata.

Speriamo che sia femmina. Nient’altro, in fondo, che il desiderio, umanissimo per quanto un po’ mediocre, di trovarmi occhi negli occhi con qualcuno che mi rassomigliasse il più possibile. Che poi, chi dice che sarà davvero così.

Alla fine, ho fatto Flavia. Me lo ricordo, quel tuffo al cuore in sala operatoria, quando una voce sconosciuta mi ha dato la notizia che ha cambiato la mia vita. A me prima che a chiunque altro. È femmina, e per qualche minuto lo abbiamo saputo soltanto io e mia figlia. È stato il primo dei tanti segreti che condivideremo negli anni a venire. Lo avevo sognato, in una notte serena di qualche mese prima. Lo avevo sperato e lo avevo sognato.

Speriamo che sia femmina, forse lo sarà, lo è davvero.

Esattamente come due anni prima avevo voluto un bambino, lo avevo sognato in una notte di primavera, e poi lo avevo stretto tra le braccia. Mi piace pensare che non sia stata io a sperare in entrambi i casi quello che poi è venuto, ma che siano stati i miei figli a rivelarsi per ciò che erano, a farsi strada nei miei desideri. Mio figlio e mia figlia, nella mia pancia e nel mio destino.

15 comments

  1. L’ho sperato anch’io anche se non volevo ammetterlo perché mi sentivo in colpa nei confronti di “Libeccio”, il nome con cui chiamavamo la “pancia” prima di conoscere il sesso. E’ arrivata Elena e sono felice perché in fondo volevo lei…

  2. Il primo figlio è maschio, il secondo, nato più di quindici anni dopo, ho sperato tanto che fosse maschio. Avevano troppi anni di differenza e se fossero stati dello stesso sesso avrebbero avuto più da condividere nonostante tutto. Era maschio. Se potessi avere un terzo figlio vorrei che fosse femmina, per le stesse ragioni che hai scritto tu. Guardo le bimbe degli altri col cuore gonfio della rinucia

  3. Mi identifico molto nelle tue parole. Per ora ho un maschio di 6 mesi, capisco la paura di affrontare il rapporto con una figlia femmina!

  4. Che bel post! Condivido appieno, speranze, ragioni, “risultati”…. Io avevo sempre desiderato una femmina, ma quando sono rimasta incinta la prima volta ho subito “sentito” che sarebbe stato un maschio! E quando, al secondo pancione, dicevo che secondo me sarebbe stata femmina, in tanti mi dissero di non fissarmi, che ci sarei rimasta male…. Invece…

  5. Ho due femmine e soprattutto con la prima ho un rapporto già conflittuale sebbene abbia solo 5 anni… ho tanto sperato che dalla seconda gravidanza nascesse un maschio perché sapevo già che non avrei avuto e voluto una terza possibilità. Oggi mi consolo pensando che per loro sarà più facile andare d’accordo e condividere, magra consolazione per me che sognavo un nanerottolo che mi guardasse con gli occhietti a forma di cuore che le mie figlie riservano al loro papà!

  6. Io dopo tre mesi e mezzo dalla nascita del primo mi sono trovata davanti a quelle due strisce rosa! E ho pensato:”speriamo che sia un altro maschio”. Anch’io pensavo di avere difficoltà nella relazione madre figlia. Poi all’ecografia dell’amniocentesi, che in genere è un po più chiara e visibile, il medico mi dice che si, probabilmente è maschio. Quando mi hanno chiamato dal laboratorio di analisi per darmi i risultati dell’amniocentesi, quasi non chiedevo il sesso. E ora c’è la Pulcetta che è la mia gioia!

  7. Che fosse femmina l’ho sperato anche io, prima di sapere che sarebbe stato Filippo. Mi piaceva l’idea di avere qualcuno con i capelli ricci a cui fare i codini, e invece Filippo di capelli ne ha ancora pochi e dritti. Quindi niente codini, per questa volta!

  8. Non sei mica l’unica! Non credo di conoscere nessuna mamma con più di un figlio che non abbia sperato di avere almeno una bambina! E’ normalissimo: ci immaginiamo poter fare con loro, più grandi, cose da donne: uscire, fare shopping, cucinare, fare le comari e tanto altro! Non che con un maschio queste cose non si possano fare…ma non é a stessa cosa! E poi non parliamo dei vestitini: che gioia comprare vestiti per le nostre bimbe che in realtà vorremmo poter mettere noi…mentre i reparti maschio sono di una tale noia! io dopo la prima bimba ho sperato tanto che la seconda , ravvicinata, fosse femmina anche lei, e sono stata accontentata! Per il terzo non avevo preferenze, e il destino mi ha regalato un maschietto! E che fortuna che ho avuto! E’splendido poter constatare le differenze con le sue sorelle..e ce ne sono davvero tante 🙂

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