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I miei figli dimenticheranno

23 settembre 2015
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i miei figli dimenticheranno

Il tempo è un animale strano. Somiglia a un gatto, fa come gli pare. Ti guarda sornione e indifferente, scappa via quando lo implori di fermarsi e rimane immobile se pure lo preghi, per favore, di andare. A volte ti azzanna mentre fa le fusa, oppure ti raspa con la sua lingua ruvida. Ti graffia mentre ti sta baciando.

Il tempo, piano piano, mi solleverà dalla fatica estenuante di avere dei figli piccoli. Dalle notti senza sonno e dai giorni senza requie. Dalle mani grassocce che ininterrottamente si aggrappano, mi scalano, mi tirano, mi frugano senza ritegno e senza remore. Dal peso che riempie le mie braccia e piega la mia schiena. Dalle voci che mi chiamano e non ammettono ritardi, attese, esitazioni. Mi restituirà l’ozio vacuo della domenica mattina, le telefonate senza interruzioni, il privilegio e la paura della solitudine. Alleggerirà, forse, il fardello della responsabilità che certe volte mi opprime il diaframma.

Ma il tempo, inesorabilmente, raffredderà di nuovo il mio letto, adesso caldo di corpi piccoli e respiri veloci. Svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze.

Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte.

Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere.

Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.

Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.

Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò.
Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano.

I miei figli dimenticheranno. Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute. Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano.

Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.

E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.

 

183 comments

  1. bel pezzo, davvero. non ho figli, ma mi ha commosso.
    pero’ vorrei farti vedere l’altro lato della medaglia, siccome io sono li’.
    se, come dici tu vuoi fare in futuro, mia madre avesse scritto questo e me lo avesse fatto leggere, piu’ che commozione avrebbe suscitato sensi di colpa. ed io non credo che una madre debba, coscientemente, porre un figlio nella situazione di doversi scusare per essersi fatto la propria vita o causare dolore al proprio figlio (questo, alla fine, sono i sensi di colpa: dolore) per aver osato “abbandonare” i suoi genitori.
    come scrive un altro lettore, non dubito che, a tuo tempo, tu abbia spiccato lo stesso volo.
    che male c’e’ quindi? perche’ porre sulle spalle del proprio figlio anche questo peso?
    io, invece, vorrei intensamente che la maggior parte delle mamme vedesse come un successo la crescita dei propri figli, non come un abbandono.
    anche perche’, alla fine, la mamma si ricorda sempre.

    1. Grazie del tuo punto di vista. Il punto è che voi lettori “occasionali” arrivate qui da Facebook (siete i benvenuti, ovviamente! ;)) e commentate questo singolo post. Se mi conosceste, se aveste letto almeno una parte dei milioni di parole scritti su e per i miei figli negli ultimi due anni, sapreste che, oltre al sentimento di “malinconia” per il tempo che vola e il fisiologico allontanamento che verrà, vivo con altrettanta intensità l’emozione di osservare i “pulcini” mentre si preparano un po’ alla volta a lasciare via dal nido. Sono (presuntuosamente?) convinta che se Davide e Flavia avranno la voglia e la pazienza di leggere tutto questo blog, insieme a questo chiacchieratissimo post, non ne ricaveranno troppi sensi di colpa. 🙂 Nel merito poi del singolo post, penso di aver scritto, esplicitamente e tra le righe, che questo processo di “distacco” e rimozione è non solo fisiologico, ma addirittura necessario e auspicabile. Questo lo rende meno straniante per (non tutte ma) molte madri? No. Ma non vuol dire, né ho mai pensato neanche per un momento, che sia colpa dei figli. Il dolore, ammesso che la malinconia e lo struggimento possano definirsi tali, a volte è fisiologico e naturale: se scrivo un post sul dolore del parto dovrei censurare anche quello per non far “sentire in colpa” i miei figli? Scusa il commento-fiume, spero di aver chiarito un po’ meglio questo aspetto, visto che non sei la sola ad averlo sottolineato.

      1. Tranquilla, si comprende proprio ogni sfumatura, anche la gioia di vederli crescere…. Mi posto ciclicamente il tuo pezzo perché dà voce a sogni e paure. Hai scritto TUTTO. Un abbraccio.

    2. Sono una mamma e se da figlia avessi letto quanto sopra credo che avrei pianto tutte le mie lacrime….ma siamo matti a, praticamente, rinfacciare ai nostri figli tutto il nostro amore per loro????? Amore malato,ecco cosa è questo brano. Ma finiamola con sto vittimiamo da strapazzo!!!! Amore non vuole nulla in cambio solo amare e basta

  2. e quando invece tre figli , cresciuti come tutti i figli con tanti sacrifici da parte dei genitori ….prendono la loro strada , ma finche’ i genitori sono in gamba , tutto questo e’ normale ….ma all’improvviso la vita riserva delle sorprese …il papa’ si ammala e viene a mancare – due di loro si avvvicinano e si interessano nei 15 gg precedenti la morte . Uno sempre vicino . La mamma resta sola ed invalida , viene assistita da una badante e dalla solita figlia . I soliti due figli si allontanano ,uno per un anno , poi riappare all’improvviso e per la mamma nulla e’ cambiato , si fa viva ogni 2 mesi circa . L’altro figlio invece sono due anni che non vede e sente sua mamma.
    e c’e’ sempre e solo quell’unico figlio vicino a Lei ad aiutarla a curare le sue ferite !!!!
    Che dire amici , di questi due figli ???? e dei loro figli???
    Che cosa consigliare ……..

  3. La voglia incontenibile dell’amore di una mamma per i propi figli, e la giusta dimensione che e’ compagna di vita della stessa mamma.
    E sempre cosi’ sara’ nei tempi dei tempi.
    Tutta l’esperienza sopra esplicata, e’ stata ed e’ per me vita quotidiana.
    Ma l’altruismo materno mai potra’ essere riprodotto dai nostri figli finche’ anche loro non diventeranno madri e padri, sempre lo vogliano diventare.
    Noi diamo loro la vita con amore e per amore, ma e’ la nostra vita e non la loro, anche se dal profondo del nostro cuore attendiamo sempre un riscontro……non passiamo nelk’amore essere egoisti . ❤️

  4. No, non credo che davvero dimenticheranno. Semplicemente trasformeranno quelle sensazioni e quei momenti in un rapporto complice con la loro mamma.
    Io non riesco a descrivere con i ricordi tutto quello che c’è fra me e mia madre, ma non per questo non è reale.

  5. questo post è meraviglioso, trovato per caso e letto con le lacrime agli occhi. ti ringrazio per le parole, perché toccano le corde più profonde dell’anima e mi ricordano di essere stata una figlia…che oggi si incazza con la propria madre e pensa che non vorrebbe mai a e poi mai diventare come lei…eppure anche lei avrà cercato di fare le cose nel miglior modo e nel modo che riteneva giusto, sbagliando come inevitabilmente facciamo un po’ tutte…poi c’è la mia bambina che mi chiamerà 100 volte al giorno e a volte vorrei anche io essere lasciata un po ‘in pace…ma fra qualche anno mi chiamerà, se va bene, forse una volta, al telefono, per dirmi che torna tardi…quindi godiamoci ogni attimo, che avere un figlio è la cosa più meravigliosa che la vita possa offrirci….

  6. Molto toccante!!! Lacrime calde che scorrono sul viso! Essere mamma fa capire tutti i sacrifici che la propria mamma ha fatto a sua volta.
    la vita è proprio un cerchio. mi viene voglia di abbracciare la mia bambina che dorme qui nella sua culla, e telefonare alla
    Mia mamma per ringraziarla e dirle che non ho mai smesso di amarla ! Grazie di queste
    Belle parole !!!

  7. Sono incazzata perché tutto questo e maledettamente vero! Ed e brutto ancora il fatto che lo capiamo solo quando anche noi diventiamo mamme! Vorrei pensare a tutte quelle volte che ho fatto incazzare mia madre e mi dispiace molto! Pero come solo una mamma sa fare, mi chiama ” angelo mio” prega per me e per le mie riuscite .. Nn più per essere una brava figlia ma per essere anche io a turno mio una brava mamma , amorevole, dolce , saggia e pazza innamorata del proprio figlio capace di perdonare ogni cosa come mia dolce mammina ha sempre fatto ! Capiamo che ormai viviamo dei successi e dei progressi di nostri figli , e cerchiamo di avere la forza e la calma per poterli crescere bene ! Che parole ! che mamma ! ☺

  8. Purtroppo tutti questo è vero è una ruota che gira lo abbiamo fatto noi lo faranno i nostri figli e ancora i nipoti e la vita che gira così però se si è dato tanto amore i figli questo non lo dimenticheranno mai, ancor di più un giorno se avranno la fortuna di diventare genitori ricorderanno tanti momenti belli trascorsi . È comunque una mamma non si può dimenticare mai

  9. Ho già detto che il sangue che scorre nelle mie vene sono i figli per cui ho bisogno continuo di trasfusioni…attimi di gioia sicuramente ma quanti altri momenti di cuore spezzato,notti insonni,lacrime,mortificazioni per cui alla fine una mamma e’ portata a credere che ha sbagliato tutto nella vita e allora ci si chiede:ma ne vale la pena?e’ in vita che una mamma deve essere amata,baciata,rispettata,desiderare la sua compagnia e non piangerla dopo morta e poi sentirsi in colpa,non serve a niente e a nessuno e non credo che si possa dimenticare .la parola ‘mamma’ e sempre l’ultima da noi pronunziata alla fine della nostra vita e io ricordo …….

  10. Bravissima, non ho altre parole. Anzi si: non capisco come per forza si debba pretendere di correggere o completare o anche solo ampliare tutto ciò che si legge. Come dire: tutto bello, però… Ma piantatela. Questo è un pezzo da 10 e lode, punto! Non commento quasi mai i post di nessuno, nel bene o nel male mi limito a condividerli, però di fronte a tanta classe mi posso solo inchinare. Chapeau

      1. Grazie a te. Dalle tue parole traspare solo amore per i tuoi figli. Ovviamente il tuo blog è tra i miei siti preferiti, lo leggerò con calma. Tante buone cose

  11. …un po’ troppo melodrammatico per i miei gusti. Siamo tutti figli, ma non tutti siamo genitori. Posso apprezzare questo post da un punto di vista riflessivo, e per come è scritto, ma non mi sento di condividerne tutto il contenuto emotivo. Questo tipo di poesia un volta scatenava in me, da figlia, rabbia e senso di colpa. Da mamma, cerco di dire grazie giorno per giorno al tempo e alla vita per quello che mi donano. Per dirla poeticamente :”chi vuol essere, lieto sia, di domani non c’è certezza”.
    Poi, per carità, ognuno di noi scrive e si relaziona con gli altri anche in base al proprio bagaglio personale. Essere genitori è una gioia, ma soprattutto una responsabilità che dura fino alla morte. E, ad ogni modo, ti posso assicurare che non dimentichiamo nulla, anche come figli, perché se è vero che i ricordi consapevoli cominciano dopo i primi 3000giorni di vita (Erickson) è pure vero che l’io, per formarsi e organizzarsi, ha bisogno di quei primi 3000 giorni che consciamente dimentichiamo. Trai le tue conclusioni e…in bocca al lupo!

    1. Chi è sto Erikson? quello che sostiene non ha fondamento. 3000 giorni sono 8 anni. In media mi pare che persone che conosco abbiano ricordi che iniziano ben prima, e io stessa ho ricordi chiari (di cui molti confermati) di pensieri fatti emozioni che risalgono a prima che iniziassi ad esprimermi a parole.
      Anche se non si dimenticasse una singola cosa della propria infanzia, comunque sia la vita fa sì che non si possa continuare ad agire come fanno i bambini nei confronti dei propri genitori. In molti sensi meno male (!!!), ma questo ad un genitore un giorno mancherà da pazzi, perchè a parte il fatto che i bambini sono più teneri e bellini degli adulti, ma a noi umani strazia lo scorrere del tempo, perchè nella nostra condizione ci è difficile concepire o percepire l’eternità della vita.

  12. Adoro questo post.. ogni parola,ogni pensiero,è realtà. Mi aiuta in questo momento di profonda stanchezza per le nottate sveglia … mesi senza dormire,so che rimpiangero’ questa stanchezza mi mancheranno questi momenti. Vorrei ogni parola scritto sulle mura di casa perche lo trovo vero, reale, profondo.. fa riflettere. Grandissima Donna!!

  13. Non fa una piega, mentre mi si accartoccia il cuore. Come si fa a non capire le tue parole cosí chiare attraverso le lacrime? Qualcuno dice : io non dimentico; oppure, no! ricordiamo tutto ma non lo rammentiamo; oppure , viene il momento che riaffiora tutto… . Ma è proprio questo il punto. E sei stata fantastica.

    Dimenticare…sentirsi dimenticati. Avete letto bene? O solo la fine? Siete davvero certi che ricordate tutto? Tutto quello che questa mamma sta vivendo come la nostra a fatto con noi? E anche fosse il punto è : quanto la vostra vita dipende da loro ADESSO? In che modo la vostra vita si mescola a quella dei vostri genitori ADESSO? Quanto siete presenti nella vita dei vostri genitori ADESSO?

    Dimenticare… sentirsi dimenticati. Perché non capire e puntualizzare su parole tanto belle e profonde?Che sia una riflessione passeggera, paura prospettata, realtà contemporana , è un pensiero soggettivo che per qualcuno può essere momentaneo , per altri una malattia o una delle sfumature nel mezzo; può dipendere dalla famiglia che si ha avuto, da quello che si é stati in grado di costruire in cui incanalare energie e avere soddisfazioni, da ogni sigolare sensibilità, dai figli che hai… Di sicurò è una realtà.

    “Dimenticare” e “ non rammentarlo” qui sono la stessa cosa. E’ il mondo intero di una madre che appartiene e dipende esclusivamente da lei ed a mano a mano spicchio dopo spicchio gliene resterá soltanto un pezzetto. No certo, non dimenticherete…
    ma lei si sentirá dimenticata.
    Perché 24 ore su 24 della vita dei nostri genitori per anni sono stati dedizione e amore per quel mondo intero, il LORO mondo! E ADESSO?
    Quanto ci siete ADESSO? Quanto lo rammentate ADESSO? Quanto glielo rammentate ADESSO? Non sarà mai abbastanza e dopo non conta, conta solo per voi.

    Ma tutto ciò non nasce per essere una colpa, non lo deve essere , questa è solo una pura analisi, la mia , una poesia la sua. E’ la vita. E questo bellissimo post non ne fa una colpa a nessuno che non al tempo.Questa fantastica mamma come tutte lo accetterà, dovrà farlo, con il sorriso o meno apprezzando tutto il resto, ricordando con amore, con dolore, con malinconia quello che sarà stato; vivendo amando quello che è e sarà ,arricchendo noi e i sui figli con nuove bellissime parole.

    Dolcissima Silvana, ti auguro di goderti al meglio questo ed ogni momento di mamma della tua vita eternamente felice , con tante gratificazioni e figli presenti da sentire sempre il presente tanto appagante da farti pensare al passato senza che ti manchi niente. Vorrei fosse così per mia madre che vive una situazione decisamente opposta. Grazie per questo meraviglioso malinconico quadro che mi sta dando nel modo migliore spunto e occasione per dire qualcosa a mia madre, nel giorno del suo compleanno , che vorrebbe sentirsi dire ogni giorno da quel figlio che non dimentica, ricorda tutto quello che è umanamente ricordabile fin da quando ne ha memoria, ma di sicuro l’ha fatta e la fà sentire dimenticata da tanto tanto tempo. Grazie. Auguri mamma.

  14. Sai Silvana, ho già provato il dolce dolore del ricordo. Ho una bimba di 11 anni e, intorno ai suoi sei anni, mi mancava tutto ciò che era quando di anni ne aveva meno… Il dolore si è affievolito con l’ arrivo, due anni fa, della seconda. Per prolungare la dolcezza del loro costante bisogno di me non ho aspettato molto per fare la terza che ora ha due mesi… 🙂

    1. aiuto! E che farai quando la fisiologia non ti consentirà più di fare figlie? Spero non sorga il pensiero di un’adozione.
      Conosco una situazione identica alla tua … e non mi sembra che i figli siano tanto ben messi.

  15. Silvana, il tuo post è bellissimo, doloroso e tanto tanto vero. Quante volte mi soffermo a guardare la mia bimba e le lacrime scendono incessanti proprio perché penso e ho paura di tutto questo!
    E poi penso alla mia di mamma, la vedo sempre, ogni giorno, il suo Amore lo porto tutto dentro, ma quanto sono cambiate le cose!!!
    ti abbraccio
    Alessandra

  16. Ti odio Silvana :-). Sei riuscita a far commuovere un vecchio, cinico, materialista e pessimista trombone come il sottoscritto. Dio solo sa quanto sono vere le cose che dici. Ti odio 🙂 Brava.

  17. I tuoi figli porteranno dentro tutto quello che hai fatto e non fatto per loro. Porteranno dietro senz’altro la sensazione di avere una mamma che si perde in sentimentalismi banali o che, secondo me, cerca alibi per non fare poi chissà quanto o, ancora di più, che fa sperando di avere in cambio qualcosa o che le piace piangersi addosso
    Quello che fai per i tuoi figli lo facciamo tutte, e facciamo di più di più di più senza neanche pensare ad avere niente in cambio
    Faglielo leggere subito ai tuoi figli, falli sentire in colpa ….. di essere tuoi figli

  18. Aspetta, fammi capire, Silvana. Sei tu che hai scritto questo pezzo? Se si, sei una letterata, una poetessa, un’intellettuale. Davvero. Ogni volta che lo leggo mi commuovo. E’ una delle pagine più alte che ho mai letto sull’amore dei genitori, e delle mamme in particolare. Io sono un papà, ma lo vedo con mia moglie. Secondo me devi scrivere un libro. Grazie infinite di quello che hai scritto! Il Signore ti bendica!

  19. Ciao sono silvia, ho 52 anni mio figlio ne ha 21 e mia figlia 18.
    Letto. Io semplicemente non credo che dimenticheranno!!! L’importante è non smettere di avere qualcosa da dire, qualcosa da dare…fino a che sono piccoli è facile renderrli felici, li nutri li coccoli gli sorridi…poi le cose un po si complicano, il rapporto deve evolversi fino a diventare un buon rapporto fra due adulti, ma è bello…un po come conoscere continuamente una persona nuova, è stimolante. È importante che cominci presto ad essere te stessa con loro ed a mostrargli con delicatezza i tuoi limiti e le tue debolezze, solo così potrai avere un rapporto alla pari e costruttivo. Certo mi mancano quei bimbi…ma questi ragazzi sono meravigliosi!

  20. Quello che dici è vero, commovente e generoso. Peccato per chi non sa o non vuole capire, del resto l’analfabetismo funzionale è sempre più diffuso.
    Grazie.

  21. Io, da figlia, ti dico che questo post è spettacolare. Rivedo gli occhi preoccupati della mia mamma nelle tue parole, il suo costante bisogno di sapere che stiamo bene anche se ormai siamo adulti e vaccinati, quel suo essere felice per ogni nostro successo che ogni tanto si scontra col la sua voglia di tenerci ancora vicino a lei, di fare ancora un po la mamma, traspare dal suo sguardo, mista a una quantità infinita di amore incondizionato. Rivedo tutto questo nelle tue parole e sinceramente fatico a concepire come qualcuno abbia potuto vederci qualcosa di male. Brava davvero ❤️

  22. La gente che critica non ha proprio capito il senso del pezzo. Comunque basterebbe pensare che anche i genitori sono stati a loro volta figli, e anche noi genitori abbiamo (per forza di cose) dimenticato. È il naturale svolgere della vita, nessuno rinfaccia nulla, anzi semmai in qualche genitore c’è semplicemente la consapevolezza innocente che tutti questi splendidi monenti vissuti insieme non faranno più parte della vita dei nostri figli perchè questo è ciò che pretende il tempo. Ed è una consapevolezza malinconica e triste, non certo egoista e rinfacciatrice.

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