10 cose che ho imparato viaggiando con i miei figli

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Gli amici dei miei figli sono miei amici (per forza)

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Fai un figlio e dai per scontato che riempirà la tua vita per diversi lustri. Ne fai un paio, di marmocchi, e ti aspetti come sia ovvio che da quel momento ne avrai due, di piccoletti a farti compagnia. Al massimo tre se, come la sottoscritta, hai la fortuna di avere anche un figlioletto quadrupede.

Quello che forse non ti aspetti è che la tua vita sarà invece molto affollata,  grazie alla presenza di una quantità sempre crescente di compagni di gioco di pelo, stoffa e plastica. Regalati da parenti e amici, ereditati, acquistati da te stesso in un impeto di lieve masochismo, scelti come ricordo di viaggio. Poco importa la loro provenienza, diventeranno presenze ineluttabili nella tua vita quotidiana di madre.

A casa nostra, per esempio, al momento ospitiamo in pianta stabile:

Johnny, l’orsetto dal sangue british.

Due bambole di pezza con fattezze femminili, ambedue ribattezzate Flavia.

Una bambola con fattezze maschili, che come a questo punto sarà forse ovvio, si chiama Davide.

Un bambolotto di Ikea con la pelle color cioccolato e i vestiti verdi, il primo a entrare in casa nostra dopo la nascita del primogenito. Si chiama Peppe, in onore di un vecchio amico di scuola del suo proprietario.

Due esemplari di una bizzarra specie di elefante nano (per fortuna!) e maculato, che rispondono entrambi al nome di Sassolino.

Una coppia di orsacchiotti identici. Quello di Davide si chiama – nientemeno – Orsacchiotto, quello di Flavia pure, solo che lei lo pronuncia “Cacchiotto” (e su questo mi astengo dai commenti).

La minuscola scimmietta Gegè, l’impavido SuperGattino e un cagnetto adorabile che un giorno si è macchiato e io non sono mai riuscita a pulire per bene.

Un gufo con gli occhi enormi, un cane che abbaia davvero, una coppia di pappagalli comprati a Tenerife e un coniglio celeste, fabbricato in Cecoslovacchia nel 1991, che è stato mio e adesso appartiene ai miei figli.

Ovviamente non manca la squadra dei personaggi cinematografici e televisivi: una Peppa Pig, un Topolino ereditato dalle cuginette, un pesce Nemo salvato dall’acquario di Barcellona, uno Spongebob di dimensioni improbabili e ben 3 Minions, due dei quali suonano pure.

Annoveriamo inoltre due teddy bear vestiti da cuochi, ricordo di un recente viaggio in Svizzera e in grado di scatenare risse e contese sanguinolente tra i miei figli. Nonostante siano perfettamente identici e del tutto indistinguibili l’uno dall’altro. Almeno agli occhi innocenti di una mamma.

L’ultimo, molto amato, acquisto è Nikuala, regalo di Natale degli zii. Un koala i cui occhi “si inclinano” (cit.) quando lo si mette a dormire.

Con loro, oltre che con i miei figli, passo di fatto molto del mio tempo. Li “nutro”, li addormento, li pulisco, li lavo, li spoglio e li rivesto. Li consolo e li rimprovero. Li fotografo. Sempre, visto che ancora non sono impazzita fino in fondo, sotto la regia a tratti marziale dei miei figli. Con loro divido il letto e lo spazio vitale, con loro alimento i miei ricordi.

Un giorno finiranno in un sacco da regalare a qualche altro bimbo, o da conservare per i miei eventuali nipoti. E io, nonostante mi lamenti di continuo per lo spazio che occupano, la polvere, il disordine eccetera eccetera, già so che mi mancheranno. Gli amici dei miei figli sono miei amici. Anzi, in un certo senso sono anche loro un pochino figli miei.

10 comments

  1. Noi, tra i vari peluches e pupazzi, ci siamo ritrovati in casa ben cinque e dico cinque orsetti di Ikea tutti stesso modello tutti regalati da persone diverse ( della serie: “viva l’originalità” o “è il pensiero quello che conta”), ma i miei bambini non ne vogliono abbandonare nemmeno uno.
    Nella fattispecie sono: mamma, papà, sorella grande, sorella piccola e fratellino. E guai a sbagliarti a chiamarli quando li trovi abbandonati nell’angolino!

    “Amore, porta il fratellino in cameretta!”
    “Ma mamma, non capisci niente! Non vedi che quella è la sorella grande?”
    “Ah, scusa, è che si assomigliano così tanto…”

  2. Anche noi pieni di amici, e alcuni sono addirittura i romantici regali del mio ex. Io non mi sogno nemmeno di portarglieli via, da piccola ne avevo tantissimi e guai a toccarmeli

  3. Immagino che quelli siano i più ambiti, i più usati e cercati. Sennò ne avete pochi! Io ne ho una quantità simile e ho già fatto 2 epurazioni in nemmeno 3 anni (ho una suocera pupazzo-compulsiva, giocattolo-compulsiva, ticomprotuttoquellocheindichiepurequellochestadifianco-compulsiva)

    1. No, direi che ho dimenticato di menzionare solo SuperGattino (che anzi aggiungo subito per dovere di cronaca) e due minuscoli pupazzetti Ikea usciti dal calendario dell’Avvento. Per fortuna non andiamo oltre, per il momento. I nonni e i parenti tutti sono stati ripetutamente cazziati, però! 😛

  4. Naturalmente anche noi abbiamo la casa piena di peluches e pupazzi di ogni sorta e genere accumulati nei cinque anni dai miei due bimbi. Ma in + abbiamo sempre e costantemente gli amici immaginari.Nel nostro caso sono: Flash, Spiderman, Batman e Superman. E anche qui non hai idea delle figuracce che mi faccio quando penso di aver a tavala Flash ed invece non c’è perchè è a cena da Batman! Ed in + abbiamo un cane di nome Cane che vive in casa ed un cavallo di nome Cavallo (che vive sul balcone) che sono immaginari ai quali preparo da mangiare per poi sentirmi dire che hanno già mangiato e dormono.

  5. Dopo molte epurazioni, non solo siamo sempre invasi, ma nel ripostiglio non si riesce più a entrare. L’inseparabile della mia secondogenita é però “Caccauga”, che ogni tanto si perde nel forno della cucina giocattolo del nido e dobbiamo tormare lì a fare la caccia al tesoro con la maestra…

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