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invidia gatto
neonato non dorme
mamma e bambino

Ma dai, che tenerezza! Congratulazioni ragazzi, come vi sentite?

Questa sono io di fronte all’ennesima coppia di amici o conoscenti che mi comunica l’imminente arrivo del suo primo figlio. Di solito sono miei coetanei, ma molte volte sono anche più grandi di me.

La mia reazione, ci tengo a dirlo, è assolutamente sincera. Ma è in un certo senso edulcorata. Censurata, anzi. Perché omette una parte di quello che sento.

E cioè il sollievo profondo per essere già “più avanti”. Per avere già dato, almeno in parte. Per aver superato le prime fasi, che per certi versi sono le più faticose. Penso a tutto quello che i futuri genitori devono ancora attraversare – la gravidanza, le paranoie, la morfologica, il parto, il puerperio, l’avvio dell’allattamento, i primi vaccini, i primi malanni, gli amici che spariscono, i ritmi quotidiani sbriciolati dalla nuova vita in tre, le abitudini da modificare, ma anche la tortura dei consigli non richiesti, le visite a casa di gente semisconosciuta, le intromissioni, i dubbi, etc.

Penso a chi figli ancora non ne aspetta, ma “prima o poi ne voglio uno, o magari due”, oppure a chi ne ha uno soltanto e progetta di averne un altro tra qualche anno. Al cammino che ho dovuto compiere per arrivare dal punto in cui sono loro a quello in cui mi trovo adesso. Dalla decisione di diventare madre a tutto quello che viene dopo.

Penso a tutto questo e tiro il fiato, perché io ci sono già passata. Due volte. E salvo colpi di testa, non mi toccherà mai più (anche se poi, è la prima volta ad essere la più impegnativa, almeno secondo la mia esperienza). Due concepimenti (facili, fin troppo), due gravidanze (fisiologiche), due parti (diversi da quelli che avrei voluto), due allattamenti (senza problemi, specie il secondo). Due figli nati a termine, sani e forti. Il primo dei quali ha già percorso un pezzettino di strada – piccolo ma cruciale – insieme a noi.

Tutto di una grande intensità, chiaro. Ma anche la cosa di gran lunga più faticosa che abbia fatto in vita mia. E allora, anche se so che presto mi mancheranno questi anni passati a “fare figli”, io sono felice per quelli che cominciano adesso, ma sono molto più felice per me, che ho giocato d’anticipo e ho già un pezzo di strada alle spalle.

11 comments

  1. stra condivido il tuo pensiero!!! il mio ha appena 13 mesi, ma ora si che tiro un po’ un sospiro di sollievo…ora dormo, ora lo conosco meglio e capisco prima i suoi bisogni, insomma abbiamo una routine che cambierà altre mille volte, ma niente di paragonabile al disagio profondo (almeno per me) dei primi mesi!
    e non ti nascondo che quando qualche coppia di amici mi dice che aspetta il primo figlio, sono felicissima per loro ma dentro di me godo un po’ perché so cosa li aspetta ma so anche che prima o poi òo passeranno…ma io sono già avanti!!!

    la maternità mi ha reso cattiva, lo so 😉

  2. è bellissimo trovare un pensiero scritto esattamente come lo scriverei io. Sul mio blog certe perplessità le ho espresse più volte e sono contenta di averlo fatto.

    Io ho un bimbetto di quasi un anno e non vorrei aspettare troppo a fare il secondo, ma mi preoccupa il dover passare da quella strada… anche se come dici tu con il secondo si fila più liscio!

    un bacio virtuale grande mamma green!

  3. Come ti capisco, io ho in produzione il secondo e spero sia un po’ piú semplice lo ammetto.
    Di contro consolo amiche anche loro in gravidanza, ma del primo. O do’ pareri ad altre amiche che sono in preda al panico perché hanno partorito da poco, tutte piú grandi di me.
    E penso alle amiche coscritte che forse tra una decina di anni metteranno in cantiere un figlio.
    Per dirla male.. fa un po’ strano tutto questo, ma da anche un po’ di orgoglio.

  4. Io sono a metà strada ancora… Ma quando penso alla mia migliore amica che partorisce a giorni… Mmh come non la invidio!

  5. … a volte l’idea mi spaventa. ho 36 suonati anni e ancora sono allo step uno: trovare l’uomo giusto. eppure, l’idea della fatica e dell’impegno è quella che più mi spaventa. per questo, so che si gioca di incoscienza. che è una decisione che si prende senza sapere cosa ci aspetta. e che è un “errore” che si continua a ripetere, perchè suppongo che niente sia più grande della magia di un essere vivente che nasce, si nutre e cresce proprio di fianco a noi.

    1. Che bella la tua frase sull'”errore che si continua a ripetere” !

      Anche io ho 36 anni e sono mamma da meno di un anno. Si è vero che è molto magico avere un esserino che cresce sotto i tuoi occhi, ma provandolo ora dico anche che, per mia esperienza, è bene farlo quando si è abbastanza convinti e si ha la persona giusta. Purtroppo a me è mancata quella dose di incoscienza e di fatalismo che potrebbe aiutare a gestire i primi tempi in cui la vita cambia. Ma è sempre un’esperienza personale (che reputo bella e incredibile) e di cui parlo anche nel mio blog.

  6. Verissimo quanto scrivi, però per me è vero anche il contrario: dei miei amici, pochissimo hanno figli e pochi sembrano avere intenzione di farne a breve. Chi per un motivo, chi per l’altro, non sembra ancora essere il momento giusto, anche se hanno più di trent’anni.

    Quindi certo, quando toccherà a loro io avrò già un pezzo di strada alle spalle, però mi è dispiaciuto non poter condividere il percorso che ho fatto fino ad ora e non poter condividere quello che mi aspetta con qualcuno che sarà al mio stesso punto, perchè gli altri staranno affrontando cose che io ho già affrontato.

    Però,ecco, ci sono sicuramente cose che sono molto contenta di aver già passato, almeno per questa volta!

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