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Coppia dopo due figli: come si fa a restare a galla?

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Lo so che un tempo le coppie sopravvivevano benissimo a qualche mezza dozzina di bambini, che le donne lavoravano lo stesso ma sfornavano marmocchi fino alla menopausa e che i matrimoni erano solidi e duraturi. Ma oggi le cose sono molto cambiate, e far funzionare la coppia dopo due figli non è sempre facile. I ritmi quotidiani sono mutati, sono mutate (per fortuna) le esigenze personali di ognuno, i genitori hanno un approccio diverso alla cura dei figli e i matrimoni non sono più un fatto impossibile da mettere in discussione anche in assenza di felicità. Come fare, allora, per sopravvivere come coppia dopo due figli? Io non sono affatto sicura di avere delle risposte, ma posso condividere con voi le idee che sono venute a me e che cerco, purtroppo con moltissimi alti e bassi, di portare avanti insieme al padre dei miei figli. Troppo presto per dire se basta per sopravvivere come coppia dopo due figli. Per il momento siamo ancora a galla, il tempo poi ci dirà se avremo avuto ragione.

1. Dividersi il lavoro

Le persone non sono tutte uguali, e io credo poco al mito dei genitori interscambiabili. Penso piuttosto che in base alle attitudini e abilità di ciascuno, ogni madre e ogni padre possa dare un contributo personale alla routine della famiglia e alla cura dei figli. A patto però che ciascuno dei due, in base alla disponibilità di tempo residuo dal lavoro, sia coinvolto appieno in tutte le incombenze. In altri termini: per sopravvivere in coppia dopo due figli è indispensabile che i papà siano operativi tanto quanto le mamme, non solo nell’accudimento dei bambini, ma anche nella gestione delle faccende domestiche, nell’organizzazione quotidiana (appuntamenti dal pediatra, rapporti con la scuola, ricorrenze, vita sociale, pianificazione delle vacanze etc). Per la mia esperienza, l’ultima voce resta ancora troppo spesso appannaggio del genitore femmina, causando un carico mentale enorme e una mole di stress a volte difficile da sopportare.

2. Coppia dopo due figli: bambini a letto presto

Ovvero la garanzia di avere ogni giorno, almeno in linea teorica, alcune ore da dedicare esclusivamente al rapporto di coppia, che ogni coppia può scegliere di trascorrere fuori casa, affidando a una baby sitter i figli addormentati, o semplicemente guardando un film sul divano, chiacchierando, cenando a lume di candela o coccolandosi in beata solitudine. Certo, si può chiamare la tata anche se i figli fanno le ore piccole, ma se i bambini si abituano ad andare a letto presto, la serata “a due” diventa una costante quotidiana, e non solo una piacevole ma rara eccezione. Un aiuto in più per tentare di sopravvivere in coppia dopo due figli.

3. Un figlio per uno

Pura e semplice aritmetica: se i figli sono piccoli, e sono in numero uguale ai genitori, è molto utile, nella routine quotidiana, ma anche per esempio in viaggio, che ciascuno degli adulti si occupi di uno dei bambini. Per i pasti, per il pannolino, per l’aiuto nel vestirsi etc. Il rischio da evitare (esperienza personale anche in questo caso) è che si tendano a formare delle “coppie fisse” (esempio: figlio grande sempre col papà, figlio maschio sempre con la mamma etc), alimentando gelosie e creando qualche forzatura. Meglio, invece, mischiare le carte di continuo, alternandosi nel badare a ciascuno dei figli.

4. Non trascurare l’intimità

Il progesterone che prosciuga ogni velleità, il lettone sempre affollato, la stanchezza cronica, il perineo che non è più quello di un tempo, il sonno perenne: la vita di coppia dopo due figli può risentire di molti fattori, ma è fondamentale non ignorare i campanelli d’allarme e non sottovalutare i problemi. Senza una vita sessuale, almeno secondo la mia opinione, non esiste una coppia, e neanche un matrimonio. In caso di difficoltà è indispensabile riconoscere l’esistenza di un problema, parlarne apertamente, impegnarsi nel quotidiano per recuperare e, se fosse necessario, chiedere aiuto a uno specialista.

5. Parlare, parlare e parlare

Non sono sicura se questo sia un modo per far funzionare una coppia dopo due figli, o la mazzata definitiva per farla affondare (se lo chiedete a mio marito, potrebbe darvi una risposta perentoria), ma penso che crescere insieme dei bambini richieda necessariamente un dialogo costante e aperto, anche a costo di alimentare discussioni o di “ferirsi” in qualche modo. Magari bisognerebbe evitare di accanirsi, di esagerare, e soprattutto di parlare di questioni delicate in presenza dei figli. E questa è una cosa che devo tenere a mente decisamente di più!

4 comments

  1. Io mi chiedo come si fa a restare a galla anche come individuo…ultimamente mi sento davvero persa…tra l’allattamento, soprattutto notturno (la mia bimba ha superato i 2 anni), una figlia in prima elementare e la gestione di tutto sto per annegare…e ho sposato un uomo che non sta con le mani in mano, altrimenti mi avrebbero già ricoverato….io e il mio uomo siamo 2 cadaveri ambulanti… e mi sento perennemente in colpa…

  2. Parlare, comunicare in qualsiasi modo, rispettarsi lealmente, sapersi fare carico del peso portato dall’altro e dividerlo a metà….perchè i figli hanno un padre e una madre, che sono anche marito e moglie, un uomo e una donna. Accidenti….mica facile!!! Noi ci proviamo. Insieme. Giorno per giorno. 🙂

  3. Condivido in pieno la tua lista 😉
    Possono anche sembrare cose ovvie, ma il problema è che spesso ci si dimentica di attuarle.

    L’altro giorno leggevo a proposito di questo tema che “la coppia” dovrebbe essere intesa (e difesa) in quanto individuo a sé stante all’interno della famiglia, non confondendola con le singole entità che la compongono.

    Mi è piaciuto come suggerimento.

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