“Ti orto a scuola”: il progetto sugli orti scolastici che riavvicina scuola e famiglie

3 novembre 2017

Lettera di auguri per mia figlia

3 novembre 2017

Di figli insoddisfatti (perché forse hanno troppo)

3 novembre 2017
ti orto a scuola
lettera di auguri per mia figlia
bambini insoddisfatti

Leggo spesso, da qualche tempo, di madri che si definiscono degeneri – o mamme “di merda”, citando testualmente – ma che dichiarano con orgoglio, o con finta meraviglia, di avere comunque dei figli felici, educati e “sereni”. Figli che le amano perdutamente e che le ritengono perfette “così come sono”. Posto che è chiaro che queste genitrici si definiscono degeneri senza esserlo neanche lontanamente (perché le mamme davvero degeneri non stanno certo a raccontarlo su Facebook, e in genere non sono neanche consapevoli di esserlo), a me, negli ultimi tempi, queste considerazioni suscitano sempre qualche domanda.

Io, bando alle ipocrisie, non mi sento affatto una “mamma di merda”. Sono un essere umano pieno di difetti, di paure, di fisime. Traboccante di limiti e di nodi da sciogliere. Ma da quando sono nati i miei figli – ormai riesco a rivendicarlo senza falsa modestia – ho fatto, in ogni singolo momento della mia vita, il massimo che potessi in nome di quello che in buona fede ho ritenuto di volta in volta “il loro bene”. Ho dato sempre tutto quello che avevo da dare, senza risparmiarmi, senza rimandare. Qualche volta ho attinto a risorse che neanche sapevo di possedere. Ho cercato, finora, di dare loro l’infanzia migliore possibile, in termini di tempo di qualità, di educazione, di regole, di confini. Ma anche di stimoli, esperienze, opportunità. Di essere, in piena coscienza, la madre che ho sempre sperato di diventare. I miei figli, da quando sono al mondo, sono diventati la mia priorità. E non in nome di un ideale stereotipato di “mamma sacrificale”, ma perché penso, molto brutalmente, che riprodursi sia un investimento. Il più significativo, in termini di risorse sul piatto, che un essere umano possa decidere di fare. E allora mi sembra il caso di fare di tutto perché frutti al meglio, questo investimento. Il che, fuor di metafora, significa provare a gettare le basi perché, una volta cresciuti, questi figli diventino individui sereni e realizzati.

Da quasi 5 anni tento con ogni mezzo a mia disposizione di essere un genitore un po’ più che decente. E allora com’è che ultimamente Davide e Flavia mi sembrano così irrimediabilmente insoddisfatti? Com’è che si annoiano con tanta facilità, che non sempre apprezzano le “cose” che hanno – che sono tante, tantissime, molte più di quante ne avrà mai la maggior parte delle persone sulla Terra -, che si lamentano quando davvero non ci sarebbe motivo di lamentarsi? Che si innervosiscono e protestano a ogni occasione?

Sono solo stanchi? Sono io che pretendo troppo, da due bambini tanto piccoli? Che vorrei un raccolto troppo precoce, mentre sono di fatto ancora nel pieno della semina? Forse, trovarsi a crescere dei bambini insoddisfatti è un effetto collaterale inevitabile della vita di agi che comunque conduciamo. O forse si eredita per via genetica, e io non posso farci molto.

Oppure sarebbe meglio crescerli con lo stesso granitico amore ma con meno dedizione? Imponendomi, visto che non mi viene spontaneo, un po’ di egoismo in più? Dando loro “meno” (meno tempo, meno presenza, meno esperienze), perché possano apprezzare di più quello che ricevono? Forse fanno bene, le mamme cosiddette “degeneri”. Fanno evidentemente meglio di me, se hanno, come dicono di avere, figli tanto soddisfatti e risolti. Forse anche più propensi non certo alla gratitudine (che dai figli non si pretende mai) ma a riconoscere il valore di quelle stesse madri.

Io non saprei amare diversamente da come faccio, e vale non solo per i miei figli ma per tutti quelli a cui voglio bene. Amare per me significa darsi, in tutto e per tutto. Significa anche, qualche volta, mettere il bene dell’altro davanti al mio. Nessun rimpianto, dunque. Nessun ripensamento. Però nei giorni più faticosi devo reprimere una certa frustrazione, perché vorrei che il mio impegno, la mia cura, la mia dedizione aiutassero i miei figli ad essere più soddisfatti della loro esistenza di quanto in realtà mi pare che siano.

6 comments

  1. Sicura che queste madri “degeneri” abbiano davvero figli soddisfatti e risoluti? Forse i tuoi bimbi sono ancora troppo piccoli per comprendere la fortuna che hanno 🙂
    In bocca al lupo

  2. Cara Silvana……mi lasci senza parole e guarda è molto difficile!! Hai scritto quello che alcune volte lo penso anche io….e forse è proprio perché ancora non possiamo “raccogliere” anche io faccio tutto questo da 6 anni forse è troppo presto raccogliere ci dobbiamo risentire fra almeno 10 anni forse di più….o forse gli diamo troppo non lo sapremo mai!!!

  3. Anche io sono sempre stupita, perplessa, a volte anche un po’ irritata, dai Blog di madri che ” simpaticamente ” si definiscono degeneri (salvo poi limitarsi a raccontare solo di grandi trionfi per essersi fatte sedute dal parrucchiere senza rimpianti o aperitivi alcolici…). Dunque, forse sbagliano il termine. Più che degeneri direi felici di annacquare la loro stanchezza con svaghi molto borghesi. Il che è cmq lecito. Ma fa ridere che per loro essere degeneri significa passare una serata fuori con le amiche…. Ci sarebbero molte riflessioni da fare ma non è il caso…

  4. Sai credo che in fondo, come dici tu, in questa epoca dove tutto abbiamo sia difficile essere soddisfatti, lo è per noi adulti, figurarsi per i bambini.
    Pensa, io sono una madre degenere, ma i miei figli sono comunque lamentosi e insoddisfatti come i tuoi ;P

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