Di ministri col pancione, emancipazione femminile e donne senza scelta

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A te

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ministro
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donatello

A te, uomo alla voce stentorea che sognavi di emulare le gesta canore di Tenco e Bocelli (o almeno di fare la stessa carriera di Tiziano Ferro…). A te che hai preso lezioni per anni da quel maestro di canto con l’alitosi e le cravatte demodé. A te che a scuola ti chiamavano Lucio Battisti e al karaoke strappavi sempre l’applauso più forte. A te che ti sei diplomato al Conservatorio con impegno e sacrificio, a te che hai fatto la gavetta nei locali e cantato per pochi spiccioli a matrimoni sempre chiassosi e troppo lunghi. A te che conosci le basi della tecnica vocale e della respirazione diaframmatica, la storia della musica italiana e tutti i segreti dell’interpretazione.

A te, che hai dato la tua voce a Donatello il martello, Vito il cacciavite e Artù il re tamburo.

La mia totale e incondizionata solidarietà.

4 comments

  1. Che poi il mio Coinquilino ha voluto fare una ricerca puntuale su tutte le collaborazioni di Guccini. E nonostante la ricerca non abbia dato risposte positive, Lui continua a pensare che dietro tutto ci sia il Guccio

  2. “Sono Donatello e sono proprio un bel martello! Cantiamo insieme, daai chi viene?”
    Che dispiacere quando quel bruto di mio figlio la martellata l’ha data troppo forte e Donatello da allora ronza solo. :.-(

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