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15 cose che ho imparato in Repubblica Dominicana con i bambini

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mamma e figlio
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Trovate il mio racconto del nostro viaggio in Repubblica Dominicana, con tanti consigli su organizzazione e itinerario sul sito Bimbi e Viaggi.

1. I bambini piccoli non vedono le differenze sulla pelle degli uomini. Non è che non ne tengano conto, o non vi diano peso, è proprio che neanche se ne accorgono.

2. I bambini di tutte le età imparano a vivere come possono. Se non hanno quasi niente, si accontentano del poco che hanno (e ringraziano accorati per qualsiasi dono imprevisto); se hanno tutto, si abituano a chiedere sempre di più (e a dare per scontato che lo avranno). Se li si priva della loro stessa infanzia – per bisogno, per necessità, per mancanze di alternative o per cattiveria – cresceranno convinti che sia normale non averne una. Se li si ama senza riserve, vivranno forse nella convinzione che amare è necessario, possibile e naturale.

3. Il proprio tempo, l’attenzione, l’interesse sincero sono il regalo più grande che si possa fare a un’altra persona.

4. Il platano fritto dà assuefazione.

5. La natura è sempre uno spettacolo mozzafiato. Quando è ostile e quando è madre, quando ti coccola e quando ti frusta. Un acquazzone tropicale improvviso potrà forse sconvolgere i tuoi piani per il pomeriggio, ma di sicuro ti lascerà a bocca aperta per la meraviglia dinanzi alla potenza e al fragore degli elementi. E anche il bambino più avvezzo alla tecnologia, o quello che al contrario non ha facile accesso a giochi e gadget elettronici, per cui li brama come acqua fresca in un mattino di sole, si accenderà di vita e di gioia di fronte a un mare spumoso o a una famiglia di scimmie.

6. Le barriere linguistiche possono essere facilmente abbattute da un pizzico di curiosità e qualche dozzina di sorrisi.

7. La religione, forse, è l’oppio dei popoli. Ma l’oppio, forse, fa meno danni degli antidepressivi e di certe verità.

8. Il Mediterraneo non possiede la sconfinata maestà degli Oceani, ma esercita un fascino irresistibile sui viaggiatori, fatto di cristalli di sale, lampi di luce e nenie di vecchie Sirene che hanno incantato generazioni di marinai.

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9. Viaggiare è sempre fantastico, ma riuscire a sottrarsi alle logiche del turismo di massa è tutta un’altra storia.

10. L’olio di palma non ha mai ammazzato nessuno, per lo meno a certe latitudini.

11. Non tutti gli aerei usati nei voli intercontinentali sono comodi e belli (non quelli dei voli molto economici, almeno!).

12. Il turismo sessuale fa vomitare, ma questo lo sapevo già.

13. Una famiglia è qualcuno che ti ama senza condizioni. Anche se si tratta di una tua vicina di casa povera e non più giovane che, senza alcun legame di sangue o compenso economico, ti accoglie in casa propria insieme al tuo fratello gemello, dopo che tua madre vi ha abbandonato in tenerissima età.

14. Certi luoghi comuni, a volte, corrispondono a verità. Tipo che ai Caraibi, o almeno nel piccolo pezzettino che ho visto io, la musica risuona sempre e dappertutto, rigorosamente ballabile e ad alto volume. Oppure che la gente latina sa offrire un’ospitalità straordinaria, spontanea e discreta, mai sussiegosa, invadente o interessata: senza dubbio la Repubblica Dominicana è il posto in cui mi sono sentita più “a casa” lontano da casa. Infine, a volte è vero che ad essere più generoso, e magari anche più contento, è proprio chi possiede di meno.

15. Corollario del punto precedente: il benessere e la ricchezza sono due cose profondamente diverse, e forse per certi aspetti in antitesi. Puoi essere povero e felice, e non è affatto detto che essere ricco ti renderà l’esistenza più lieta.

Sono stata nella regione di Puerto Plata, in Repubblica Dominicana, presso una comunità formata soprattutto da famiglie povere ed emarginate di rifugiati haitiani in fuga da miseria e scontri sociali, i cui bambini ricevono assistenza, cibo e istruzione in un centro finanziato dalla Fondazione Mission Bambini grazie al meccanismo dell’adozione a distanza. Trentacinque di questi piccoli sono ancora in attesa di un donatore che li sostenga da lontano. Per seguire il mio viaggio, c’è il tag #azzeraladistanza, per attivare un’adozione a distanza c’è il sito ufficiale di Mission Bambini.

(Trovate il mio racconto del nostro viaggio in Repubblica Dominicana, con tanti consigli su organizzazione e itinerario sul sito Bimbi e Viaggi.)

4 comments

  1. bel post come sempre. ho solo da ribattere su due punti: la religione e’ un oppio ma preso a grande dosi puo’ fare male come e piu’ dei medicinali, e l’olio di palma e’ una (delle mille) piaghe di questa nostra societa’ che punta alle quantita’ e all’economico, creando disboscamenti e gravi problemi all’equilibrio dell’ecosistema (ne ho una piantagione scandalosamente estesa dietro a casa mia) e non solo. poi certo, bisogna capire il contesto, e davvero il post mi ha fatto riflettere e mi e’ piaciuto tanto tanto. brava!!!

    1. Ciao Stefania, grazie del tuo commento! Quella sull’olio di palma era ovviamente una battuta, ultimamente sembra la causa di tutti i mali del mondo, il che mi sembra francamente un pochino ridicolo. Soprattutto perché se ne parla quasi sempre in termini di salute, ma di rado dal punto di vista ambientale. Il problema sta nell’uso massiccio dei prodotti industriali, nella sovrappopolazione e nelle logiche industriali, ma è un discorso molto ampio! Quanto alla religione, per me il male è negli uomini, non in quello che credono. Le strumentalizzazioni e i fanatismi sono un problema oggettivo, ma valgono per qualunque “credo” (anche ideologico, politico, etc). Grazie mille per gli spunti di riflessione!

  2. Debbo solo ringraziarti per quello che hai scritto in quei giorni della visita in rep. Dominicana.
    Mi hai fatto ritornare li con te e con i “miei” bambini”
    Grazie

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