Silvana Santo

La foto è della mia amica Luisa Roberto

Mi chiamo Silvana Santo e sono una giornalista ambientale, oltre che la mamma di Davide e Flavia. La mia vita è fatta di pannolini lavabili e pappe fatte in casa, ma anche di viaggi, di internet e soprattutto di scrittura. Sono nata nel 1981 in provincia di Napoli, e ricordo con precisione il momento in cui ho deciso che avrei dedicato la mia vita all’ecologia e all’ambiente: non avevo ancora 18 anni, e in riva al lago di Garda, durante una gita scolastica, guardai i cipressi e scelsi la mia strada. Da allora, ho studiato Scienze Ambientali, prima a Napoli e a poi a Viterbo. Dopo la laurea, uno stage alla Commissione Europea, e poi un master in Comunicazione Ambientale a Roma. Da allora ho scritto per La Nuova Ecologia, per il portale Villaggio Globale, per il sito italiano della Iucn (l’Unione internazionale per la conservazione della natura), per il “mitico” contenitore Parks.it e per la rivista Parchi. Di aree protette, in particolare, mi sono occupata per quasi tre anni, lavorando per Federparchi come addetto stampa e copywriter. Dal 2010 sono tornata a vivere a Pomigliano d’Arco, dove continuo a occuparmi di giornalismo e comunicazione ambientale, soprattutto per il web. Per 8 anni ho scritto per il quotidiano digitale Eco dalle Città, più di recente ho avviato collaborazioni con le testate online Lifegate.itGreenStyle, Yes.Life, Pmi.it, Golem Informazione, ho lavorato al sito del Ciram (Centro interdipartimentale di ricerca ambiente) dell’Università Federico II di Napoli e per oltre un anno ho scritto short news SEO Compliance per Cityfactor.it. Dal 2008 sono iscritta all’ordine dei giornalisti e mi piace dilettarmi con la fotografia.

Sono una lettrice compulsiva e adoro andare al cinema, ma non sopporto quelli che davanti a una pizza parlano di registi coreani e di capolavori muti della cinematografia bulgara. Lo sport piace più a me che alla maggior parte dei maschi (ho trascorso l’adolescenza nel mito assoluto di Miguel Indurain) e le mostre di pittura hanno su di me l’effetto del Prozac. Sono allergica al jazz, spero di morire viaggiando e ho un debole per le canzoni folk irlandesi. Ho un gatto di nome Artù e sette nipoti, assomiglio a mia madre e potrei morire mangiando marzapane, peperoni o focaccia genovese. Devo una buona parte dei momenti felici degli ultimi dieci anni ai Peanuts e alle compagnie aeree low cost!

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Per vivere con onore bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttar via tutto, e di nuovo ricominciare a lottare e perdere eternamente. La calma è una vigliaccheria dell’anima (Lev Tolstoj)