Allattare a lungo è difficile. Bellissimo. E difficile

12 settembre 2016

Amica senza figli, non ti invidio (più)

12 settembre 2016

Valencia con bambini: 8 cose indimenticabili della nostra vacanza

12 settembre 2016
allattare oltre l'anno
amica-senza-figli
visitare valencia bambini

Non farò di certo una rivelazione straordinaria nel dire che Valencia è una destinazione ideale per le famiglie con bambini di qualsiasi età. Eppure è la semplice verità: buon clima, vicina all’Italia, un centro storico piccolino ma molto interessante, mezzi pubblici efficienti e piste ciclabili da favola, mare perfetto per i piccoli e tanto verde ne fanno una meta family frendly al massimo. Oltre che adatta a chi, come noi, cercava contatto con la natura e mezzi di trasporto sostenibili e comodi. Di Valencia, insomma, ho amato quasi tutto, ma ci sono alcune cose che rimarranno indelebili nella mia memoria di mamma viaggiatrice.

1. L’horchata de chufa
L’horchata de chufa è la tipica bevanda fresca valenciana, preparata, a differenza della “nostra” orzata di mandorla, a partire dal chufa, il tubercolo di una pianta delle Cupressacee che in italiano si chiama cipero o zigolo dolce. Io ne ho assaggiate varie versioni, e posso dirvi che quella fresca servita dai chioschi e dalle horchaterie della Ciutat Vella è davvero insuperabile. Accompagnata dai fartons, soffici dolci glassati o spolverati di zucchero a velo, è semplicemente perfetta.

horchata de chufa valencia con bambini

2. Il bagno degli elefanti al Bioparc
Pare che abbiamo avuto una certa fortuna nel sorprendere gli elefanti a bagno nella bellissima pozza a loro riservata nel Bioparc. Non so se sia davvero uno spettacolo così inconsueto, ma io vi giuro che avevo la pelle d’oca, sarei rimasta ore a guardarli. Davvero da brividi. In generale, il Bioparc di Valencia è stata una vera e propria rivelazione, per me che oscillo sempre tra l’interesse per gli animali (e la convinzione che la salvezza delle specie in pericolo non possa prescindere dalla tutela di esemplari in cattività) e il disagio di fronte a certe strutture troppo “commerciali”. Il bioparco valenciano dovrebbe essere preso a modello da chiunque gestisca una struttura del genere: ambienti ampi e realistici, veri e propri habitat in cui convivono specie diverse, assenza di animali adatti a fasce climatiche diverse da quella di Valencia, moltissime informazioni di carattere scientifico per i visitatori. Una delle prime cose che ho notato durante la nostra visita è stata una ferita sul braccio di uno dei gorilla. Preoccupazione istintiva e campanelli d’allarme immediati (povera bestia, chissà cosa è accaduto, allora li tengono male, etc etc). Pochi passi più in là, un cartello spiegava ai visitatori le cause del taglio (una scaramuccia tra maschi) e l’intervento dei veterinari del parco.

Informazioni pratiche: la visita al Bioparc di Valencia dura diverse ore, ci sono anche degli spettacoli che noi abbiamo volontariamente evitato. All’interno non si possono introdurre cibi e bevande, ma ci sono diversi punti ristoro in cui rifocillarsi (vi consiglio il self service con vista sulla savana, anche la paella era buonissima). La struttura è accessibile con passeggino o carrozzina e ospita un parco giochi e negozi di souvenir.

bagno-elefanti-valencia

3. La spesa all’alba al Mercat Central
Partire con i bambini significa anche ritagliarsi dei momenti di solitudine mentre i pargoli dormono, giocano o stanno a casa con l’altro genitore. Così una mattina sono scesa non più tardi delle 7.30, sola, per andare a fare la spesa al bellissimo Mercat Central di Valencia, un tipico mercato coperto in stile spagnolo che offre prodotti freschi (e non solo) di ogni genere. A quell’ora i banchi erano appena stati allestiti, e in giro c’erano solo persone del posto intente negli acquisti quotidiani. Una goduria assicurata.

Informazioni pratiche: il Mercat Central  di Valencia è aperto tutti i giorni tranne la domenica, dalle 7.30 alle 14. Alcuni banchi accettano il pagamento con carta di credito, comunque la piazza circostante è piena di sportelli bancomat. Proprio di fronte al mercato sorge la bellissima Lonja della Seda, che ospitava l’antica borsa della seta in epoca rinascimentale.

4. La siesta nel Jardí del Turia (mentre i bimbi giocavano)
Fino a qualche decennio fa, Valencia era cinta dal fiume Turia, che spesso esondava causando morte e distruzione in città. Dopo l’ennesima catastrofe del 1957, i valenciani decisero di deviarne il corso e, negli anni ’80, di trasformare l’antico letto fluviale in un meraviglioso parco che attualmente è il giardino urbano più grande di tutta la Spagna. I Giardini del Turia sono perfetti per passeggiare, fare merenda, pedalare, prendere il sole, giocare su un prato o, appunto, abbandonarsi a una rigenerante siesta pomeridiana sotto gli alberi. In perfetto stile spagnolo!

giardini turia valencia bambini

5. Le architetture avveniristiche della Ciudad de las Artes y las Ciencias
Sono di parte, perché a me l’architettura contemporanea (ben fatta) piace quasi sempre. Ma il complesso realizzato da Calatrava ad una delle estremità dei Giardini del Turia è davvero spettacolare. Non solo per le geometrie accattivanti degli edifici, ma soprattutto per la commistione di architettura, acqua ed elementi naturali che secondo me rende l’insieme estremamente piacevole. Le varie “astronavi” della Città delle Arti e delle Scienze ospitano diversi siti di grande interesse, dall’acquario al museo della scienza. Una delle grandi vasche di acqua chiarissima è navigabile con canoe trasparenti da prendere a noleggio, mentre chioschi e piccoli bar offrono orzate e spuntini. Una meraviglia che da sola vale il viaggio.

valencia città scienza bambini

6. Il mondo sottomarino del meraviglioso Oceanografic
Amo gli acquari e ne ho visti tanti, e penso di poter dire senza tema di smentite che il grande Oceanografic di Valencia è davvero un gioiello in termini di quantità e varietà delle specie ospitate, qualità degli allestimenti, intelligenza del percorso espositivo. Vasche enormi, tante informazioni e molti ambienti da visitare, sia al chiuso che all’aperto. L’unica cosa che non ha soddisfatto appieno le mie aspettative è stata l’offerta di interattività per bambini piccolissimi come i miei: mi aspettavo una maggiore possibilità di toccare, esplorare, “immergersi” e, appunto, interagire (cosa che avviene benissimo, ad esempio, all’acquario di Barcellona). È comunque disponibile un piccolo parco giochi all’aperto e c’è la possibilità di partecipare a laboratori e altre attività per bambini più grandi.

Informazioni pratiche: conviene comprare il biglietto in anticipo, specie se ci andate in alta stagione (anche se noi, a fine agosto e di lunedì, non abbiamo trovato moltissima folla). Con la Valencia Card c’è uno sconto del 15% sull’acquisto dei biglietti, che sono disponibili anche presso gli info point turistici della città. Lo stesso biglietto è valido anche per l’ingresso serale. Alcune strutture, come la Biosfera, sono ad accesso regolamentato, quindi mettete in conto un po’ di fila. Di solito ci sono rampe e ascensori, anche se a volte si deve camminare un pochino per trovarli. Non mancano, all’interno dell’Oceanografic di Valencia, ristoranti, snack bar, bagni con fasciatoi e negozi. C’è uno spettacolo coi delfini che personalmente ho trovato progettato molto meglio rispetto a quelli di altri acquari europei (ma resto una che non ama questo genere di cose, ci siamo andati su esplicita richiesta di Davide, che a un certo punto si è commosso fino quasi alle lacrime!).

oceanografic valencia bambini

7. La passeggiata in risciò
Che mi ha riportato in un attimo alle estati della mia infanzia, oltre che rivelare impietosamente le mia pessima condizione fisica. Scherzi a parte, Valencia è una città ideale da esplorare pedalando: piste ciclabili ovunque (noi abbiamo approfittato di quella nei Giardini del Turia!), tantissimi noleggi di bici, anche con seggiolini, e risciò, distanze abbordabili e ampi tratti pianeggianti. Anche in questo caso, con la Valencia Card si possono ottenere sconti e agevolazioni.

valencia biciclette

8. L’atmosfera familiare della playa della Malvarrosa
Ci siamo stati la domenica mattina, e la spiaggia era piena di famiglie locali in gita. Un modo molto piacevole per passare qualche ora di relax e concedersi una sosta dal caldo (che con noi, comunque, è stato molto clemente). Peccato solo per l’edilizia senza senso del litorale, che rovina alquanto il panorama.

spiaggia valencia bambini

Ma Valencia per piccoli e grandi naturalmente non finisce qui: dalle escursioni a piedi pensate apposta per le famiglie al sapore unico della vera paella, dai campanili del centro storico alle bancarelle di artigianato di Placa Redona, dalle movimentate piazze della città vecchia ai vicoli un po’ decadenti, dai suggestivi resti dell’antica cinta muraria alla straordinaria ospitalità della sua gente, questa città saprà conquistarvi e scaldarvi il cuore. È una promessa.

Edit: Visto che me lo avete chiesto in molti, al Parco Gulliver ci siamo andati, ma a Davide e Flavia non è piaciuto molto. Il gigante su cui arrampicarsi e da cui scivolare era forse troppo impegnativo per loro, che al momento del viaggio avevano 3,5 e quasi 2 anni. Il playground, che si trova nel giardini del Turia, è gratuito e rimane chiuso nelle ore più calde della giornata, è forse indicato per bimbi un po’ più grandi dei miei. O semplicemente più intrepidi! 😉

Informazioni generali su Valencia:
Noi abbiamo raggiunto Valencia in treno da Barcellona (circa tre ore di viaggio), e al ritorno abbiamo preso un volo Ryanair per Roma Ciampino. La stessa compagnia low cost serve anche altre città italiane. Abbiamo alloggiato per 4 notti in un delizioso loft affittato su AirBnb, dopo moltissime ricerche e confronti per scegliere la zona migliore. Scelta decisamente azzeccata: eravamo ai margini del centro storico (5 minuti a piedi dalla Cattedrale), in una zona servita ma tranquilla e silenziosa, a due passi dai Giardini del Turia e dalle fermate dell’autobus per la spiaggia, il bioparco e l’acquario. I prezzi mi sono sembrati accessibili, forse perché venivamo dalla più cara Barcellona. Ci siamo mossi bene con gli autobus, con tempi massimi di attesa di 10 minuti e trovando praticamente sempre posto a sedere. Dalla stazione e per l’aeroporto, avendo anche tanti bagagli al seguito, abbiamo preso un taxi: sia all’andata che al ritorno abbiamo potuto pagare senza problemi con carta di credito, e le tariffe mi sono sembrate abbordabili (circa 5 euro dalla stazione Joaquín Sorolla e 18/20 euro per l’aeroporto).

visitare valencia con bambini

Altre informazioni utili per visitare Valencia con i bambini potete trovarle su www.visitvalencia.com.

Lascia un commento!