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libertà2Mio figlio ha calzato le sue prime scarpe poche settimane fa, all’alba dei suoi primi 8 mesi di vita. Si tratta di scarpine a suola morbida, in pelle conciata e colorata senza l’uso di sostanze tossiche (come queste, per intenderci!). Sono le uniche calzature che tuttora possiede, e che BigD indossa sporadicamente, e comunque soltanto fuori casa. Il motivo non sta nel costo, per quanto spesso indecente, delle scarpe per bambini (ingenua io, che ho sempre creduto che l’equazione più piccolo=più costoso valesse solo per gli orecchini di vetro di Murano soffiati a bocca e per i libri miniati di età medievale). E neanche nell’atteggiamento di Davide che, stranamente, è abbastanza arrendevole per quanto riguarda la vestizione delle sue appendici podali.

Il fatto è che qui, in casa Mamma Green, apparteniamo alla scuola di pensiero secondo la quale “scalzo è bello”. Una teoria neanche tanto nuova, per dirla tutta, e che mi pare incontri sempre più favori tra i pediatri e tra le mamme (una volta tanto, insomma, non mi sento una specie di Giovanna Battista che parla coi sassi nel deserto). In altre parole, io e il padre di BigD pensiamo che sia meglio, per il nostro corpulento figliolo, imparare a camminare senza scarpe. Come gli asini e le scimmie. Le rane e i millepiedi (anche perché, in quest’ultimo caso, davvero sarebbe necessario accendere un mutuo. Con sotto mille firme, per giunta, perché suppongo che i millepiedi abbiano anche altrettante mani… Ok, basta).

abebe_bikilaIo stessa, del resto, se potessi camminerei sempre scalza, incurante del freddo e delle cacche di cane. Con sotto i piedi dei calli che al confronto Abebe Bikila impallidirebbe, se appena appena fosse ancora vivo (diventando tra l’altro incredibilmente simile al mio defunto nonno materno e alla sua figlia terzogenita, che poi sarebbe mia madre). Ma siccome non me la sento di andare in giro calzata come Eva nell’Eden, lascio che, almeno per il momento, sia BigD a sfoggiare quei due bocconcini di porchetta di Ariccia che si ritrova alle estremità delle gambe. Almeno fino a quando non avrà imparato a camminare (cosa che, viste le premesse e il culopesante che si ritrova, non avverrà prima di un paio d’anni, temo…). Dopodiché, comunque, solo calzature morbide, comode e con la suola flessibile, il più possibile rispettose della naturale fisiologia del piede.

Che guarda caso hanno quasi sempre quello stile fricchettone e vagamente gipsy che io amo tanto (non vedo l’ora di comprare per Davide le sue prime Birkenstock, per intenderci). E sempre a proposito di gipsy, una volta, mesi fa, ho incontrato un povero padre, distinto ed evidentemente acculturato, che portava al guinz… ehm, nel passeggino, un settemesenne vestito di tutto punto e, manco a dirlo, calzato di griffatissime e meravigliose scarpette bonsai. Dopo aver lanciato un’occhiata a mio figlio e al suo stile un po’, come dire, da clochard astemio, il malcapitato mi fa: «Vedo che è scalzo… (sospiro). Buon per lui. Io litigo tutti i giorni con mia moglie (sospiro), lei ci tiene molto all’abbigliamento del nostro bambino. Soprattutto alle scarpe (sospiro). Dice che solo i figli dei poveri vanno in giro scalzi. I figli dei poveri e… degli zingari».

C’è ancora gente che va in giro a dire zingari, ebbene sì. Quanto a me, giusto per la cronaca, ancora non ho capito se avrei dovuto sentirmi offesa o lusingata.

14 comments

  1. Stessa politica con entrambe le mie bimbe, scalze fino a che non hanno camminato. Portate in fascia, pure, quindi credo che rientrassimo a pieno nello stereotipo zingaresco.
    Siamo state molto bene lo stesso. 🙂

    1. Irene, non ne dubito 🙂 Io uso un marsupio ergonomico che è sostanzialmente un mei tai, quindi più o meno ci siamo 😉 Grazie di essere passata e torna a trovarmi, se ti va!

  2. Hai preso le soft sole giusto? Mio figlio è stato rigorosamente senza scarpe ( calza antiscivolo con sotto una calza normale) fino alla settimana scorsa quando ha fatto i primi passi. Non è amore a prima vista perché per ora piange quando glieli mettiamo. La proprietaria del negozio ha detto che è normale. A poco a poco si abituerà poverino.Il prossimo figlio lo faccio nascere in primavera così potrà stare scalzo anche fuori :-p
    Per risparmiare il mio portafoglio e l’ambiente ho preso le scarpine di seconda mano. Non credo che in un mese un bambino ai primi passi possa “formarle al suo piede” come dicono tanti e e onestamente 10€ sono meglio di 60.

  3. Lele, come ben sai, dall’alto dei suoi quattordici anni, continua a camminare scalzo in casa. Potendo, lo farebbe anche per strada, tanto che aspetta l’occasione per scalzarsi furtivamente. Mostra orgoglioso i suoi calli pedestri e quando vede bimbi piccoli con scarpe mi chiede: “Ma perché gliele mettono?”. L’unico problema sono i suoi calzettoni sempre neri, nonostante il quotidiano ricambio. W la tribú dei piedi scalzi!!!

  4. Anche Gaetano ha avuto le sue prime scarpe a 12 mesi ma per un lungo periodo le metteva solo quando uscivamo e voleva stare a terra. Per il resto sempre antiscivolo o babbucce e in estate piedi nudi per la gioia della nonna che lo chiamava con il nome di una cantate sempre scalza degli anni 70.Adesso cammina e pretende di avere le scarpe che sono diventate una passione per lui. le guarda in ammirazione, le toglie, tenta di rimetterle da solo. Ma in casa spesso è scalzo.

  5. Chiedete al mio fidanzato. .lui sorriderà e vi racconterà di tutte le volte che ha dovuto fermarmi perché volevo togliermi le scarpe..
    P.s. a volte ci riesco, camminare per un paio di passi scalza in un museo. ….priceless

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