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Quel taglio sopra il pube

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canzoni bambini
davide cesareo

 

Il parto di mio figlio non è andato esattamente come speravo che andasse. Niente di grave, per carità. Medici all’altezza della situazione, tutto nella norma e nessuna emergenza. Ma io, sarà che con la natura ci vado a nozze, speravo davvero di avere un parto naturale. Vaginale, per dirla con un termine più esplicito, ma che mi ha sempre fatto impressione (perché il fatto che ci contassi non vuol dire che la prospettiva non mi terrorizzasse letteralmente).

Speravo in un’esperienza da vivere attivamente insieme a mio figlio, piena di dolore e di fatica, ma anche di energia e concentrazione, di umori animali, di ormoni accesi e spenti in una sequenza chimica affinata in migliaia di anni di evoluzione. Qualcosa, insomma, che mi accomunasse alle altre mammifere, oltre che alle generazioni di donne che mi hanno preceduta sulla Terra. Magari senza troppi danni là sotto, ecco. Ma il meno “ospedalizzata” possibile. Per questo mi ero impegnata così tanto, al corso preparto. Mi offrivo sempre volontaria per fare le prove della “spinta in apnea” (un modo elegante per dire: “Fai come se dovessi andare di corpo”…), mi applicavo nell’allenamento per il perineo con diligenza da scolaretta e, nonostante la mia silhouette da cetaceo, cercavo finanche di fare quell’esercizio terribile in cui dovevi roteare le gambe dopo averle sollevate a candela.

Fatica inutile, purtroppo. Dopo una notte intera – e oltre 8 centimetri – di travaglio, BigD ha smarrito la strada, si è perso nei meandri del mio canale del parto e ha cominciato a farla lui, troppa fatica. Il suo cuore ha accelerato troppo e la sua testa non è riuscita a infilarsi lì dove si infilano di solito le teste degli umani quando vengono al mondo. Morale: un bel taglio sul basso ventre e una cicatrice a imperitura memoria (come se servisse, tra l’altro). Cesareo. Nessuna complicazione eclatante, a parte una odiosa cefalea post-anestesia spinale durata oltre una settimana (capita al 5-10% dei pazienti, mi dicono. Fortunella!). Figlio sanissimo, allattamento avviato senza effettivi problemi. E non ancora concluso, tra le altre cose. Però… Però.

Sarà che la fase “migliore” del travaglio, ormai, me l’ero goduta fino in fondo ( “Che peccato, signora – mi disse l’ostetrica – Le mancava la parte più liberatoria, quella delle spinte”), sarà che ricordo bene la sofferenza di mia madre nel raccontarmi il suo, di parto cesareo: l’anestesia totale, la lunga cicatrice verticale a tagliarle l’addome, il risveglio lento e, soprattutto, l’impossibilità di vedermi subito, di toccarmi, di allattarmi (allora andava così). Sarà, ma io quel taglio sopra il pube l’ho vissuto come una piccola mutilazione. Non credo si sia trattato di un “eccesso di prudenza” da parte dei medici, né penso che avrei potuto fare qualcosa per impedire quello che alla fine è accaduto (ero brava, nelle spinte, io!), gli imprevisti capitano e l’intervento è stato necessario, d’accordo. Ma una parte di me non si rassegnerà mai al fatto che Davide mi sia stato strappato dal ventre. Avrei dovuto essere io, con il colpo di reni più importante della mia vita, a spingerlo nel mondo.

Di cesareo, imprevisti e natura parlo nel mio post mensile per il sito Instamamme.net.

36 comments

  1. Ho assistito a tutti e 3 i parti dei miei pargoli. Ho visto la sofferenza di mia moglie, e poi la gioia. Penso di intuire quello che dici e penso che sia il più bel post che una madre potrebbe scrivere per suo figlio: l’assurda “voglia di soffrire” per lui. E poi con lui gioire. Quasi un preludio a quello che sarà, da qui all’ultimo giorno, il rapporto madre-figli.

  2. Non potevi fare diversamente… io dopo due corsi preparto (!) di cui uno in acqua mi son vista ‘scippare’ il mio ospedale. Il travaglio non è mai partito nonostante sia andata a nuoto fino al giorno prima del parto (40 settimane + 10!) che alla fine è stato indotto (prima le abbiamo provate tutte, anche il doloroso distacco dell’utero) in maniera violenta. 20 ore di travaglio con ossitocina, 2 giorni che non dormivo e alla fine la certezza che da lì mio figlio da solo non poteva passare per delle complicazioni (aveva la testa in obliquo col cordone intorno al collo) e a ogni spinta la testa tornava indietro. Si è deciso per l’episiotomia, ventosa e spinta dall’alto. Non le avevo preventivate. Con la rottura del sacco non ho potuto donare il cordone ombellicale. E da ricoverati ci hanno ‘trattenuti’ due giorni in più per eventuali problemi (che poi si son rivelati inesistenti). Lì per lì mi sarei sparata. Come per il fatto di non sapere, da sola, passare dalla teoria alla pratica dell’allattamento. Tornata a casa ho deciso di lasciarmi alle spalle tutto. Certo non essermi proprio potuta sedere per 30 giorni (e avere ancora qualche spiacevole sensazione oggi a distanza di 75 giorni) continuavano a ricordarmelo. Ma io ho continuato a ripetermi: è finito tutto. O anzi… il meglio è quel che è iniziato dopo. Da’ un bacione a Davide e non pensare agli aspetti negativi… I parti perfetti non esistono. Ma esiste l’amore per i nostri figli…

  3. è assolutamente vero che durante il travaglio nessuna di noi può decidere sul da farsi ‘ora dopo ora’ ed anche tu ce l’hai messa tutta affinché il parto terminasse in modo naturale ma alla fine sono i cuccioli ed i medici a prendere la decisione , si spera, ‘giusta’ e noi nonostante il nostro ruolo da ‘protagoniste’ , visto che il nostro corpo a subire ‘la qualunque’ durante quelle ore, purtroppo non possiamo nulla. Quanto a me ero una di quelle terrorizzate all’idea del parto , ma il corso frequentato e tutti i consigli dati mi sono stati utilissimi ed alla fine è andato tutto bene, il mio travaglio è iniziato spontaneamente,il parto naturale non è durato molto e nonostante la mia piccola avesse un giro di cordone intorno al collo con soli tre punti di episiotomia sono riusciti a farla nascere. In realtà credo che al di là dell’impegno che ognuna di noi ci possa mettere è questione di fortuna, ma ciò che conta è il poter vedere i nostri piccoli essere nati sani!

  4. Ho il tuo stesso rimpianto…dopo una notte di dolori e sofferenze…di spinte, di pianti e commozione…il cordone era corto e mia figlia non scendeva abbastanza da essere tirata fuori…avrei tanto voluto essere io a spingerla fuori e stringerla ancora calda tra le mie braccia…forse potrò ancora provare questa emozione!!Chissà…
    Madda

  5. Anche il mio parto è stato un’avventura…7 giorni di falso travaglio ( contrazioni ogni sera che mi costringevano a visita e poi…puff niente) poi 2 ore di VERO travaglio, epidurale, 6 ore di travaglio ovattato dall’anestesia ma niente dilatazione..indi CESAREO!!!!Naturalmente un medico non poteva perdersi la complicanza…anestesia troppo forte e perdita di conoscenza.Per la seconda mi sono detta:bene ho una data precisa…no stress…ma la piccola andava di fretta e 1 settimana prima contrazioni e corsa in ospedale per la gioia del mio ginecologo che era appena tornato a casa!!!Forse per te la seconda volta sarà quella giusta…io x un problema anatomico e per l’intervallo troppo breve tra le 2 gravidanze (18 mesi…il minimo è 24) non ho potuto.lo so che ora mi dirai che pensare ad un bis ti fa venire la pelle d’oca ma continuo a dirti o ora o mai più!!!!perché quando riassaporerai il gusto della libertà (non gioire troppo presto…libertà di poche ore=asilo)non potrai più farne a meno….

  6. Io cesareo d’urgenza per gestosi, nemmeno le contrazioni ho provato…dopo naturalmente una gravidanza meravigliosa…beffa del destino. Le due cose peggiori: Tommy è nato di sera, me lo hanno portato via e ridato solo la mattina dopo…il trauma del distacco non lo supererò mai; al corso preparto, dove tutto era fantastico nessuno ci ha preparato al cesareo, non lo prendevano nemmeno in considerazione, cosa di cui dopo mi sono molto lamentata…chi non partorisce in modo naturale non è una mamma di serie B. Fattori positivi: siamo sopravvissuti al servizio sanitario nazionale…e possiamo raccontare l’esperienza.
    Quindi forza e coraggio a tutte le mamme di Cesare!

    1. L’ho appena scritto a Letizia in un altro commento: la separazione nel mio caso è stata breve, perché mi hanno operato all’alba. Ma spesso si protrae per ore. E questo è un fatto. Al corso he ho frequentato io, comunque, c’era una lezione dedicata al cesareo.

    2. A me l’hanno tolto la sera e ridato a mattina dopo (nonostante le mie continue richieste… ospedale amico del bambino con tanto di certificazione Unicef) per pochi minuti e poi ritolto per qualche altra ora… L’ho potuto attaccare solo dopo 13 ore e questo ha creato una serie di problemi nei primi giorni dell’allattamento…

      1. Io avevo scelto l’ospedale proprio perché c’era il rooming in. Ma non c’è stato verso… e neanche uno straccio di spiegazione! A volte penso sia meglio non pensarci più, altre mi sale il sangue al cervello. Altre ancora un pizzico di sconforto, poi penso che però è passato. Come quando ti svegli e ti rendi conto che era un incubo e che invece sei al caldo nel tuo lettuccio con tuo figlio e tuo marito a coccolarti. Pfiu

  7. Poiché io sono un soggetto facilmente condizionabile (quello preferito da truffatori e ciarlatani,per intenderci)mi ero lasciata convincere al corso preparto che il parto naturale fosse la scelta migliore,che il bimbo soffre meno che con cesareo perché viene preparato naturalmente dal nostro corpo a essere ‘espulso’ (piuttosto che essere letteralmente strappato all’ambiente ovattato dell’ utero per essere esposto improvvisamente a luci,mani,mancanza di respiro e bla bla bla)poi arriva il mio ginecologo e in modo diretto mi dice ‘ma lei crede ancora a queste cose?lei preferirebbe incastrare la testa in un corridoio claustrofobico,fare su e giù per ore a causa delle spinte o essere preso dolcemente ed essere pulito,servito e riverito?’.Insomma,dopo l’ultima visita mi ero decisa per il cesareo se Michela si fosse fatta attendere oltre le 40+1.Ma michela è stata puntuale come un orologio svizzero.Ho avuto un parto fantastico e un travaglio veloce.Ma mi rimarrà sempre il cruccio di non aver potuto evitare al mio cucciolo un pochino di violenza nel venire a questo mondo……

    1. Se è per questo, Davide è nato con una settimana di anticipo! Comunque non sono così convinta della storia “cesareo meglio”, se non altro perché altri paesi “evoluti” hanno un tasso di interventi inferiore all’Italia, dove la Campania è in testa alla classifica (il che francamente incrementa i miei dubbi). Quello che so con certezza è che ho visto madri efficienti e operative a due ore dal parto, mentre io ho dovuto aspettare il giorno successivo per alzarmi. La prima volta che ho preso in braccio mio figlio (che tra l’altro ho visto dopo oltre un’ora, a parte un rapido sguardo in sala operatoria) hanno dovuto passarmelo. In molto casi, parto cesareo significa separare suo figlio dalla madre per lunghe ore, a volte anche per una notte intera, e questo mi pare molto più violento di un travaglio naturale. Secondo me non hai proprio niente di cui crucciarti!!

  8. Due cesarei all’attivo.
    Vissuti tutto sommato bene.
    Eppure… Come mi ritrovo in quello che con poche precisissime parole hai descritto così bene: la sensazione di non aver dato loro la luce, ma di essermele fatte “tirar fuori”.

  9. Mi ha commosso quello che hai scritto… Sono passati quasi 7 anni da quel giorno e il percorso è stato uguale al tuo… Pronta a tutto, informata, spaventata ma convinta… Poi il travaglio, lungo, sfiancante, tremendo… e sul più bello, il battito della mia piccola si è fatto “ballerino” e mi hanno portata in sala operatoria… Per me il post operatorio è stato tremendo sia fisicamente (ho cominciato a camminare dritta dopo quasi due mesi) sia psicologicamente… Ci ho messo anni a convincermi che non è quel momento a fare di una mamma una mamma… è tutto quello che c’è prima, quegli incredibili 9 mesi, e soprattutto tutto quello che viene dopo e che si costruisce giorno per giorno… Un anno fa sono diventata mamma per la seconda volta: ho voluto fortemente, ho lottato e ho preteso di fare un travaglio di prova… Dopo 10 ore di travaglio la sentenza è stata lapidaria “alle 17.00 arriva l’anestesista e la portiamo in sala operatoria”… Alle 16.00, tra lo stupore generale, è nata la mia piccola con parto naturale… Sono diventata mamma, di nuovo, tanto quanto la prima volta… Ti auguro di poter vivere questa esperienza “mancata” in futuro, come è successo a me… ci vuole un po’ di testardaggine (perché il personale medico spesso rema contro) e tanta fortuna… A differenza della prima volta mi sono potuta alzare subito e sono tornata in camera sulle mie gambe… ho aggiunto a un bel taglio in pancia svariati tagli altrove (i punti sono stati addirittura di più!)… Ma sono sempre e comunque mamma, allo stesso modo… ed è così per tutte noi, mamme con o senza taglio sopra il pube… e tu dimostri di essere una persona e una mamma speciale con le tue belle parole….

    1. Sissi, sei tu che commuovi me con quel tuo “mamma allo stesso modo”. E mi dai una speranza, raccontandomi del tuo VBAC! Grazie di cuore per entrambe le cose (a proposito, potresti mandarmi in privato il tuo indirizzo email? Mi piacerebbe chiederti altre informazioni. Se ti fa piacere, puoi scrivermi a unamammagreen-chiocciola-gmail-punto-com. Rigrazie! :))

  10. La scelta di un Cesareo è quasi sempre, se non sempre, una scelta per il bene di tuo figlio. E se l’ego richiama ad una incompletezza, l’amore ha prevalso e superato una normalità che per lui non esiste. Sii fiera di te come lo sono io da amico e da maschietto priviligiato anche se comunque, credo, non potrà mai capire fino in fondo. Grazie.

  11. Non fartene un cruccio, la cosa importante è che tutto sia andato bene. Io ero terrorizzata all’idea di partorire e poi tutto è stato perfetto, a partire dalla gravidanza per fino all’urlo di Giuseppe (non il mio.. bada bene…)
    La prossima volta magari ci riuscirai! se passano almeno 2/3 dal cesareo è possibilissimo 🙂

  12. Anche io ho avuto un cesareo e per un po’ di tempo mi è rimasta quella sensazione di sconfitta. Sensazione che ricompare ogni volta che parlo con madri che invece decantano la bellezza di un parto naturale…. Ma nel mio caso, dopo aver rotto prematuramente le acque e dopo 18 ore di travaglio con una dilatazione di appena 2 cm credo che avrei preso la stessa decisione che ha preso la mia dott.

  13. Ciao Silvana, io ho avuto 2 cesarei a distanza di 23 mesi l’uno dall’altro. Il primo è arrivato, con mio grande sollievo dopo 4 ore di intensissimo travaglio indotto, mancanza assoluta di liquido, 0 dilatazione e sofferenza fetale… Il miagolio di mia figlia è la cosa più bella che ho sentito dopo il sollievo dell’anestesia! Abbiamo cercato il secondo figlio prima dei due anni proprio per evitare un parto vaginale che comunque non avrei potuto fare perchè si sono presentate le stesse complicazioni del primo travaglio…la mancanza prematura del liquido in primis. Sono orgogliosissima del mio taglio sopra il pube, e ho riso in faccia a mio suocero quando mi ha detto: tu non sai cosa vuol dire fare un figlio. Io lo so…. te lo posso assicurare… Mi sento una mamma completa al 100 per 100, e Erica (la mia prima figlia) mi sento di averla spinta nel mondo io, anche se quella spinta non l’ho data, grazie alle suppliche che continuavo a fare al mio ginecologo, quando sentivo attraverso il monitoraggio, la frequenza del battito del suo cuoricino affievolirsi sempre più. E anche grazie alle parole di mio marito “sono fiero di te”, sussurratemi mentre scendevamo in sala operatoria!

    1. Io lo capisco bene, tuo marito! Dev’essere davvero fiero di te… Quanto a tuo suocero, che dire? La sua frase si commenta da sola. “Fare un figlio”, come dice lui, è cosa assai diversa dal concepirlo o dal partorirlo. Sono madri allo stesso modo quelle che travagliano fino alla spinta decisiva e quelle che vengono tagliate, quelle che concepiscono i figli in un letto o in un ambulatorio. Sono madri, ovviamente, quelle che adottano. Sono felice che tu non abbia avvertito questo senso di incompiutezza. E soprattutto sono contenta che alla fine tutto sia andato per il meglio. Grazie di essere passata, torna a trovarmi se ti va.

  14. Ho i brividi lungo tutto il corpo, ogni volta che leggo questi racconti, perché è una cosa davvero viscerale che se non ti ci trovi non puoi capire. Io posso dirti che dopo un lungo processo di accettazione del mio primo cesareo, fatto per aiutare me e non 2G che per fortuna stava alla grande, dopo 3 anni e mezzo sono riuscita a fare un VBAC, parto vaginale dopo cesareo! L’ho voluto con tutto il cuore, mi sono preparata in modo quasi ossessionato e grazie a G e ad una buona dose di fortuna ce l’ho fatta, addirittura senza epidurale. Un’esperienza che mi riempie di un orgoglio infinito, per tutto ciò che ci sta dietro. Non ho ancora avuto la forza di affrontare questo tema in modo diretto nel mio blog, solo qualche accenno qua e là, ma prima o poi lo farò! Tutto ciò per dire che ti capisco e che da un’esperienza difficile puoi trovare la forza per fare un’esperienza diversa! 😉

      1. A livello medico, se rimani incinta 1 anno dopo il cesareo, la cicatrice è perfettamente in grado di sostenere una seconda gravidanza ed un parto, poiché equivale ad un intervallo di tempo minimo di 1 anno e 9 mesi. Io ho preferito aspettare almeno 2 anni prima di poter pensare ad un secondo figlio e di rimettermi in gioco per un VBAC. Quello che mi preme raccontare alle altre mamme (e ti avviso con piacere non appena scriverò il mio post) è che in Italia il primo cesareo è ancora visto dai medici (e non solo loro) come un segno indelebile che “farà un altro cesareo, vero?” … E se tu rispondi: “Vorrei provare un parto naturale”, vieni travolta dai commenti più svariati dal “sei matta” o “chi te lo fa fare” e da indagini tipo terzo grado sulle “cause” del primo cesare, cosa emotivamente non molto facile da sopportare per tutti i lunghi 9 mesi di gravidanza! Questo solo per accennare che decidere di fare un cosiddetto “travaglio di prova” deve essere una scelta assai voluta, ben preparata a livello psicologico ed estremamente supportata prima di tutto dal padre del bimbo e dal personale medico. Sono molto fiera di ciò che io ed i miei amati G, 2G e 3G siamo riusciti a fare, sempre ricordando che il fine ultimo è che mamma e bimbo stiano bene 😉

  15. Arrivo in questo post da un altro post bellissimo.
    Leggo del tuo cesareo, del VBAC e piango a dirotto. Anche io ho quel sorriso rosso che non accenna a scomparire, ci piango ogni giorno, sono in psicoterapia a casa sua – mannaggia a lui, non riesco a liberarmi di questo fallimento.
    Poi penso al prossimo parto che mi aspetta e sono ancora più terrorizzata. Che fatica santodddddio.

    1. Un cesareo non è un tuo fallimento ma un modo assai inaspettato in cui si è risolta una situazione di vitale importanza per te e tuo figlio. Poteva andare diversamente? Forse, ma sia in meglio che in peggio. Sono arrivata a questa consapevolezza dopo un lungo percorso in cui mi sono rimessa in discussione al 1000 per 1000 e ho versato ettolitri di lacrime. Poi mi sono raccattata pezzetto per pezzetto, ho creduto in me ed in mia figlia, ho affrontato il parto facendomi supportare come e da chi sentivo averne il bisogno e ce l’ho fatta. È molto dura, soprattutto far pace con il primo parto, ma si può fare ed essere di nuovo sorridenti 😉

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