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Se sei fortunato, a un certo punto della tua vita ti ritrovi a sentirti un po’ il genitore dei tuoi genitori. Loro ti hanno generato e cresciuto. Ti hanno sostenuto in ogni modo possibile, senza mai lasciarti solo. Sono stati la tua casa per anni lunghissimi e continuano ad aiutarti senza posa. Lo faranno per sempre, è una delle poche certezze che hai conservato diventando adulto. Loro sono i nonni dei tuoi figli, ma a un certo punto, se sei fortunato, diventano in qualche modo figli tuoi.

Perché come bambini diventano più cagionevoli, più esposti, più indifesi. Perché li guardi e a un tratto ti sembrano fragili, proprio come i tuoi figli. Non è detto che lo siano, ma tu, che li hai visti invecchiare mentre smettevi di essere piccolo, ogni tanto hai proprio quella sensazione. Perché li vorresti proteggere dal tempo che passa, o da loro stessi, che magari non hanno più voglia di fare compromessi con la vita e con te.

Perché capisci come devono essersi sentiti loro tutte le volte che avrebbero voluto sollevarti da un dispiacere, da un timore, da una delusione. E non ci sono riusciti, perché non tutti i dolori si possono schivare semplicemente amando. Oppure, per quanto desiderassero proteggerti, hanno deciso di non provarci nemmeno, perché volere bene a qualcuno a volte significa lasciare che faccia da solo. Anche a costo di farsi un po’ male.

Perché il mondo corre veloce. Parla una lingua diversa da quella che i tuoi genitori avevano imparato da piccoli. Usa nuovi strumenti, si fonda su valori diversi. Suona, letteralmente, una musica che loro spesso non conoscono. E tu, che hai un passo ancora rapido e questo pazzo mondo ti illudi di capirlo ancora, ti trovi ad essere per loro interprete, cicerone e nocchiere. I figli sono la nostra giovinezza che continua fuori di noi, e noi, ogni tanto, vorremmo essere altrettanto per i nonni dei nostri figli.

Perché invecchiando ti accorgi di quanto gli somigli, dentro e fuori. Un po’ come se fossero, appunto, figli tuoi. Perché in certe giornate ti sembra di cogliere un’incertezza nel loro passo, come in quella dei bambini che hanno appena imparato a camminare davanti ai tuoi occhi. Vorresti prenderli per mano, condurli sul morbido e tenerli sempre al sicuro. Ma non potrai farlo, come non hai potuto impedire ai tuoi figli di cadere e come tua madre e tuo padre, da tutta la tua vita, non hanno potuto sempre evitare che capitasse a te.

Perché, se sei davvero molto fortunato, li hai visti invecchiare insieme, la tua mamma e il tuo papà, diventare sempre più inseparabili eppure litigare per delle scemenze. Come bambini. Come i tuoi figli.

Perché loro sono nonni, che è una cosa un po’ diversa dall’essere genitori. Più leggera, più innocente, più tenera. Li fa somigliare ai loro nipoti, letteralmente. Quando ridono insieme di una marachella, quando si beffano con affetto di un tuo rimprovero bonario. Quando fingono qualcosa che esiste solo nella loro fantasia. Quando credono davvero in qualcosa che non esiste, o forse sì. Perché loro sono la prova definitiva del fatto che l’amore fa dei giri immensi, ma torna sempre al punto di partenza. E che la vita ha senso solo per quello, perché ami forte qualcuno e qualcuno ama te.

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