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ninna nanna per le mamme
primo figlio
perché amo il mio gatto

Amo il mio gatto perché nel suo affetto non c’è traccia di condiscendenza, di sudditanza, di sottomissione. La sua presenza, la tenerezza, le sue fusa sono un dono mai scontato. Una decisione libera. A volte una vera e propria concessione.

gatto 3Lo amo perché mi dà continuamente l’impressione che non sia stata io a scegliere lui, ma il viceversa. E che potrebbe cambiare idea in ogni momento.

Perché quando decide di manifestarlo, quel suo amore felino e altezzoso, lo fa con un abbandono e una voluttà senza paragoni. Ama e si lascia amare senza rintegno, così come, in altri momenti, manifesta senza mezzi termini il suo fastidio e la sua insofferenza.

Perché ha le idee chiare, sempre. Su quello che gli piace e su quello che detesta. Su quello che vuole o non vuole fare. E non le cambia per compiacermi, per rispettarmi, per mostrami la sua gratitudine. Lui è come è, nel bene e nel male. Chi vuole può amarlo con le sue idiosincrasie e i suoi slanci di tenerezza. Per le sue morbidezze e per le sue asperità. Per le fusa sonore, che si sentono da metri di distanza, e per i suoi morsi a tradimento. Senza preavviso e senza (apparente) ragione.

Perché mi insegna di continuo che a volte amare qualcuno significa lasciarlo libero, dover rispettare i suoi spazi e i suoi umori. Accettare anche che l’altro ti ignori, o addirittura ti respinga. Magari pure in malo modo. Accontentarsi, ogni tanto, di guardarlo da lontano, con discrezione e con pazienza. Aspettare che sia lui a cercarti. Imparare ad esserci quando ha bisogno di te, accettando invece di farti da parte quando di te non ha molta voglia. Ecco, sopra ogni cosa, perché amo il mio gatto.

gatto1Lo amo perché a volte è buffo e ridicolo, e altre è elegante e sinuoso. Ma è sempre lui. Inconfondibile e unico.

Lo amo per la sua indifferenza. Per la sua ostinazione. Per la libertà che trasuda, nonostante conduca, di fatto, una vita da recluso. Lo amo perché nonostante la sua esistenza così artificiale resta in qualche modo un animale profondamente selvatico.

Dio ha creato il gatto per permettere all’uomo di accarezzare una tigre, diceva Richelieu (o forse Fernand Méry, la rete sembra un po’ confusa, a questo proposito). Forse non sarà proprio così, ma già poter accarezzare un gatto è un dono prezioso e un privilegio per cui ringraziare.

Amo il mio gatto perché insegna ai miei figli – molto meglio di quanto saprei mai fare io – che a volte amare significa anche dimenticare una zampata a tradimento. Perdonare, ricominciare. Perché i graffi passano, ma l’amore vero resta per sempre.

gatto

4 comments

  1. Ecco hai descritto alla perfezione come anch’ io amo il mio gatto.
    Un dono venuto per caso e amato alla follia.
    Grazie…come sempre delle tue parole

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