I miei figli non sono speciali. E va bene così

30 novembre 2016

La mattina di Natale

30 novembre 2016

Perché allatto ancora mia figlia di due anni

30 novembre 2016
i-miei-figli-non-sono-speciali
mattina di natale famideal
allatto-mia-figlia-di-due-anni

Mia figlia ha compiuto due anni da qualche settimana e la allatto ancora al seno, soprattutto di sera e durante la notte. Una scelta che ci rende parte di una sparuta minoranza di madri e figli che prolungano l’allattamento oltre i primi mesi e, addirittura, dopo il primo compleanno del bambino. Una minoranza che nella mia regione, dove si allatta poco e quasi mai in modo esclusivo e a richiesta, è addirittura “sparutissima”, se così si può dire. Una scelta non sempre facile, dal momento che mi rende ancora indispensabile per l’addormentamento serale di Flavia e la gestione dei risvegli notturni, che tra l’altro sono favoriti proprio dalla sua abitudine di attaccarsi al seno per conciliare il sonno. Una scelta che mi espone nella migliore delle ipotesi alla mera curiosità delle persone, davvero disabituate a vedere un bambino di due anni – che va all’asilo, parla speditamente, corre e recita filastrocche a memoria – chiedere espressamente il seno e attaccarsi per ciucciare (commentando anche le qualità organolettiche del latte, in qualche caso). E che spesso mi costa, purtroppo, critiche più o meno velate, battute sarcastiche, domande sconcertate e commenti di ogni genere. Da gente – madri, di solito – che evidentemente ignora che su scala mondiale la pratica dell’allattamento prolungato è senz’altro poco gettonata, ma non così stravagante.

Non è facile, in effetti. Allatto ancora mia figlia di due anni e per questa cosa mi sento in ultima analisi anormale, nel senso letterale del termine. Anormale perché io e Flavia, obiettivamente, non rappresentiamo la norma, non incarniamo la situazione “media” del contesto culturale e sociale in cui viviamo (perché in realtà in altre culture, anche diversissime tra loro, è molto meno inusuale vedere un cosiddetto toddler attaccato al petto di sua madre). E siccome da anormale a sbagliata il passo è breve, io quest’estate mi sono anche convinta che dovevo smettere di farlo, anche se mia figlia non era assolutamente dello stesso parere. Dopo alcune settimane di grande tensione per l’intera famiglia, di vere e proprie crisi d’astinenza da tentare di tamponare con surrogati di varia natura, alla fine ho desistito. Frustrata e confusa.

Poi ho scoperto per caso che una persona che conosco grazie ai social e al mio lavoro sul web, una donna che io ho sempre considerato moderna e vincente, una professionista affermata e popolare, allattava anche lei la sua duenne, e questo mi ha in qualche modo aiutato ad assolvermi. Se lei, così figa e brillante, aveva optato per l’allattamento prolungato, forse potevo smettere di considerarmi una sfigata e una pessima madre. E così, grazie alla testimonianza di questa collega tanto stimata (e visto che Flavia proprio non voleva saperne) ho continuato ad allattare fino a questo momento.

Ma perché allatto ancora mia figlia di due anni? Non certo perché è una cosa che mi diverte, o mi esalta. Diciamo che in generale non mi dispiace, anche perché di certo non sarei arrivata fin qui, altrimenti. E non è, al momento, una cosa che mi causa dolore o altri fastidi fisici (nella mia lunga storia di madre allattante ho avuto piccole ragadi, dolori localizzati, escoriazioni più o meno serie e ingorghi anche estremamente dolorosi, ma non succede da molto tempo, oramai). Ma spesso ne farei volentieri a meno, specie quando allattare significa restare sveglia per metà della notte, oppure dover continuamente spostare le manine di Flavia che vorrebbero “tormentarmi” l’altro seno come un antistress. È una cosa, inoltre, che ha cambiato profondamente l’aspetto del mio seno, tanto che adesso me ne vergogno abbastanza. È una cosa che, tra un figlio e l’altro, mi ha impedito per quasi 4 anni di lasciare i bambini col padre di sera o di notte. Costa fatica, costa notti insonni, costa presenza. È costato dolore. Eppure continuo, ma allora perché?

Perché Flavia ne ha, al momento, un bisogno ancora disperato. Perché se provo a negarle il seno la sua reazione diventa incontenibile: urla, lacrime, apnee e conati di vomito. Perché una volta ho provato a “resistere” per mezz’ora e ho temuto davvero che le venisse una sincope. Perché lei, che sa parlare piuttosto bene, argomenta la sua richiesta in modo articolato, mi implora, mi supplica. Allatto ancora mia figlia di due anni perché, a differenza di suo fratello, non si è mai convinta a prendere il ciuccio, né si è mai consolata da sola succhiandosi un dito. Eppure, evidentemente ha ancora la necessità della suzione per rilassarsi o addormentarsi (come tanti altri suoi coetanei, del resto. Solo che loro risolvono col succhietto, appunto).

Allatto ancora mia figlia di due anni perché per me la decisione iniziale è stata quella di un allattamento completamente a richiesta. E allattare a richiesta, di solito, non si riduce a una mera scelta nutrizionale, un modo come un altro – allattamento artificiale, o misto – per alimentare il proprio bambino. Allattare a richiesta è uno stile complessivo di gestione della maternità, in cui la suzione al seno diventa una possibile risposta, per quanto non l’unica, ovviamente, a esigenze che vanno ben oltre la fame. Diventa, se il bambino lo gradisce e lo richiede (non certo se la mamma lo trova comodo o piacevole, a mio parere) un modo per consolare dal dolore o dalla paura, per accompagnare nel sonno, per calmare dal disagio. Come, per molti bambini, accade appunto col ciuccio, o col pollice da succhiare. Flavia mangia qualsiasi cosa, e da molto tempo. Fa regolarmente colazione al mattino, mangia da sempre pietanze “da adulti” e ha gusti molto articolati, oltre che essere straordinariamente golosa. Ma questo non ha niente a che vedere con il mio latte. Che nel nostro caso non è mai stato, appunto, soltanto cibo.

Allatto ancora mia figlia di due anni perché per adesso non me la sento di negarmi, anche se per certi versi sarebbe un sollievo. Non mi sento, per questo, un’ipocrita, né una madre coraggio. È solo che visto che ho scelto liberamente questo stile di allattamento – esclusivo e a richiesta, appunto – che assecondava la sua personalità bisognosa da sempre di contatto e tanta suzione, non ho ancora avuto voglia di imporle un cambiamento che per lei, al momento, sarebbe in qualche modo doloroso. Se fossi riuscita a convincerla a usare il ciuccio, probabilmente la transizione sarebbe già avvenuta, come è stato a suo tempo per suo fratello. Ma tant’è, col senno di poi non si va da nessuna parte. Per Flavia niente ciuccio, e pedalare.

Questo significa che allatterò a termine, ovvero fino a quando non sarò mia figlia stessa a decidere di smettere? Non lo so, e onestamente non credo. La stanchezza è tanta, così come la voglia di ricominciare a dormire per più di tre ore di fila, di condividere la routine serale e notturna col padre dei miei figli o di gestire gli impegni di lavoro senza l’ansia della possibile reazione di mia figlia a una mia assenza più lunga di alcune ore.

Sono sicura che nei prossimi mesi troveremo una strada condivisa. La nostra strada. Fino ad allora, io mia figlia la continuo ad allattare. Anche se ha due anni, anche se a volte mi costa una fatica enorme. Anche se la gente ci guarda e, pure se non lo dice, pensa che sono anormale. Anche se anormale, in un certo senso, lo sono davvero. Mia figlia ha due anni e io la allatto ancora.

25 comments

  1. Grazie per le belle parole che mi fanno sentire meno sola. Anche mia figlia di 18 mesi chiede ancora la tetta e non ho intenzione di negargliela fino a quando non so..

  2. Grazie per questo post che arriva ”a me” al momento giusto! Combattuta come te, proprio in questo periodo, mi hai dato una mano ad andare ancora avanti col mio piccolo di 16 mesi. E sarà quel che sarà! Grazie! Silvia

  3. Siamo madri, e ci sentiamo spesso in difetto, perché le prime a farsi gli esami di coscienza, a pensare se è giusto o sbagliato, se stiamo creando un vizio o se stiamo facendo la cosa giusta…le prime che si pongono tutti questi dubbi siamo noi, perciò chiunque altro osi mettere bocca in questi delicati meccanismi sappia che noi mamme non siamo ingenue nè stupide: abbiamo già valutato i pro e i contro e abbiamo scelto da madri che vogliono il meglio per le proprie creature e nessuno può obiettare questo! Ciò che è il meglio per voi non può essere il meglio per altri, ma ciò non significa che una scelta sia migliore dell’altra. Io non ho quasi mai allattato, con mio enorme dispiacere, mi sono sentita in difetto è anormale, come dici tu,per mesi:ora dopo 17 mesi ancora sento questa spina nel cuore ma ho dato quelle ciucce di latte artificiale con così tanto amore che il latte lo beve solo con me!giusto?sbagliato?ho desistito troppo presto?ho tentato troppo di attaccarlo al seno?chi lo sa, io ho fatto del mio meglio…di sicuro nessun consiglio esterno mi ha aiutata!non mi sento vittima, per carità, ma ti sottoscrivo in ogni singola parola: siamo tutte meravigliosamente anormali!

  4. Mariavittoria avrà due anni lunedì prossimo, lei è come Flavia, io sono come te. Grazie di aver scritto ciò che penso e provo. Spero non ti dispiaccia ma vorrei condividere il tuo post sulla mia bacheca.

  5. Io ho allattato la mia prima bambina fino a 14 mesi e il mio secondo fino a 16 mesi, pur andando a lavorare ed essendo fuori casa 10 ore al giorno. E’ vero che gli ultimi tempi lo facevo solo la notte, la bimba magari più per vezzo che per fame il bimbo no mangiava ancora minimo tre volte a notte, poi ho smesso. Nel primo caso la bimba si è stufata nel secondo mi sono stufata io, nel senso che tre risvegli a notte per me erano troppo pesanti. Per scelta loro i miei bambini non hanno mai usato ciucci e biberon, nemmeno con il mio latte. A distanza di qualche mese devo dire che abbiamo trovato un perfetto equilibrio e siamo felici così.
    Perchè per me la cosa più importante è la felicità dei bambini e delle madri. Tutto il resto non conta.
    Se per voi va bene così, allora è la scelta giusta.
    Un bacino dal nord, vicino al lago di Garda

  6. Ed io allora sono più che anormale …..Giulia ha 3 anni e 5 mesi ed è ancora attaccatissima alla tetta, che io continuo a darle con piacere perchè so che la rende felice e la fa stare bene. Condivido ogni tuo pensiero, il problema è che non siamo noi ad essere anormali, ma gli altri a farci sentire talì, La soluzione è fregarsene. Quest’estate (come da quando è nata) l’ho allattata in spiaggia, al ristorante e sapessi quanti sguardi scandalizzati avevo addosso, la mia risposta è stata rispondere agli sguardi con un gran bel sorriso da mamma appagata e felice. <3

    1. Ciao Silvana, entra in contatto con le mamme della leche league italia. Troverai conforto e tanti consigli. ..e sicuramente smetterai di sentirti anormale, perché alla leche league sono tante le mamme che optano per l’ allattamento prolungato! In bocca al lupo!

  7. ti capisco perchè io ho allattato entrambi i figli per 19 mesi ed ero considerata “strana”. hanno smesso entrambi da soli. ed entrambi per pura coincidenza hanno rifiutato il seno nello stesso mese. lui dicendo “mamma, pu latte”, lei staccandosi e ridendo come una matta. non lo hanno più cercato. io a differenza tua non mi sono sentita “indispensabile”. a causa del mio lavoro ho ripreso da subito i turni di notte e mio marito ha sempre gestito i bambini. con biberon di latte tirato. e doppia fatica mia. ma almeno ho ottenuto il risultato di non essere considerata un ciuccio

  8. Silvana quanta tenerezza nelle tue parole,ho allattato pochissimo entrambe le mie bambine e ne ho sofferto tantissimo, mi sono sentita più anormale che mai e se chiudo gli occhi ancora me li ricordo quei pochissimi momenti di amore assoluto mentre le allattavo, penso che nessuno possa permettersi di giudicarci ma anche che ogni mamma è anormale a modo suo, ci vorrebbe invece tanta solidarietà in più.

  9. Tranquilla non sei da sola … sono mamma di Simone di quasi 16 mesi e lo allatto ancora, soprattutto di sera e notte perciò ti capisco benissimo 🙂 baci

  10. Ciao Silvana,

    io ho allattato i miei figli entrambi per una anno, senza nessun tipo di latte artificiale e passando poi direttamente a quello di mucca. Il primo (ora tre anni e mezzo) usava e usa i ciucci e la seconda (due anni a febbraio) si succhia le dita e usa una mia maglietta la notte tipo doudou. Devo dire che non è stato un trauma per loro interrompere e quindi ho avuto “vita facile” e ho potuto anche riprendere a fare trasferte per lavoro che economicamente sono una bella boccata d’ossigeno.
    Non mi vergogno però nel dirti che a me fa strano vedere bambini così grandi ancora allattati, non giudico le scelte altrui, ognuno cresce i figli come meglio crede.
    Ti auguro di poter riacquistare presto la tua autonomia perché se ti sta iniziando a pesare forse è il momento giusto per te di smettere e in fondo una mamma felice è la cosa migliore per i propri figli.
    Baci e forza!

  11. Ho allattato la mia prima figlia per circa un anno, poi ha smesso da sola dalla sera alla mattina! Fantastico per entrambe. Lei molto indipendente nonostante un attaccamento viscerale a me e a suo padre.

    Il secondo e’ stato allattato per quasi due anni invece, interruzione improvvisa e non concordata ma obbligata (ho dovuto subire degli interventi e tra anestesie e ricoveri non ho potuto scegliere diversamente purtroppo) e lui non era affatto pronto a questo distacco, distacco che da mesi provavo a rendere soft ma che non c’ era verso di avviare…e per questo non ci stavo riuscendo.
    Confermo quanto scritto da Sapita, cerca sostegno alla LLL perche’ sono veramente fantastiche! Ti comprendono e non ti giudicano ma cercano di aiutarti a trovare una soluzione che sia giusta solo per te e tua figlia, qualora tu volessi effettivamente smettere di allattare altrimenti continua tranquilla.

    In generale la maternita’ mi ha messa di fronte a tanta ignoranza delle persone che solo per non aver compiuto le tue stesse scelte ti giudicano incondizionatamente ma non sanno neanche chi sei.
    Beh ho colto l’ occasione per prendere le distanze da queste persone, anche familiari!, e mi sono limitata a dare spiegazioni a chi voleva comprendere e ignorare completamente chi voleva giudicarmi senza essere costruttivo.

    Mio figlio piccolo ora ha tre anni e 8 mesi e si addormenta toccandomi il seno (non ciuccia piu’ da molto) ma per lui e’ un gesto prezioso e irrinunciabile. Quando mi accarezza va in estasi e si sente davvero molto amato. Quando non sta bene o e’ nervoso lo tocca di piu’ e in modo diverso e riesco ad entrare in sintonia coi suo sentimenti molto velocemente anche grazie a questo ” gesto speciale”.

    Allattare al seno a richiesta e’ esattamente come lo descrivi tu, e’ uno stile di vita e di accudimento che ogni coppia madre-figlio/a sceglie e fa suo e nessuno puo’ e deve permettersi di mettere bocca.

    Grazie per I tuoi post, li adoro!

  12. Brava!Fai benissimo.Il mio secondo ha 8 mesi e già mi chiedono ..beh,ha 8 mesi,non 8 anni..almeno ora di dubbi non ne ho,il primo l’ho allattato finchè ha voluto(2 anni) ed è un 5enne estremamente indipendente e con una salute di ferro..la tetta resta la cosa piu’naturale che c’e’ ed e l’ultimo dei problemi,o meglio..il primo dei regali(e dei sacrifici)che facciamo per loro.Ps.ti seguo sempre

  13. Mia figlia di quasi 5 anni, ha lasciato senza rimpianti e senza cercarlo più, il ciuccio. Me ne hanno dette tante, maestre comprese, i primi giorni di materna a due anni e mezzo, la portai col ciuccio, la maestra provò a toglierglielo, non lo mollò e iniziarono gli strilli. Non ho mai ritenuto di dover agire alle sue spalle buttandolo o nascondendolo anche quando non voleva il portaciuccio e ne perdeva uno a settimana o quando ne usava due contemporaneamente o quando uno in bocca, l’altro sul naso se lo scorticava. Ragionando, facendola guardare nello specchio ha tolto il secondo.
    Lo confesso, l’ho fatto anche per debolezza, conoscendo la cocciutaggine di mia figlia sapevo che a fare le cose senza permesso e consapevolezza sua sarebbero stati pianti, urli, vomiti, insonnie, nervosismo e già la fase dei “no” é stata tosta.
    Avrei potuto toglierlo all’anno di vita, ma non aveva ancora i denti e ciucciare era l’unica cosa che la tranquillizzava e le allevivava il dolore.
    Siamo mamme, conosciamo i nostri pargoli e sappiamo come comportarci di conseguenza.
    Un abbraccio

  14. Grazie x questo post io se ti può rincuorare allatto ancora (x il pisolino e la nanna serale) mia figlia di 3 anni e quasi 5 mesi. Commenti? Facce strane? Ne ho sentire veramente di tutti i colori. Ma basta far finta di niente e andare avanti x la propria strada!

  15. Tra i commenti di tante mamme, quello mia mi fa sorridere, però eccomi qua! Quest’articolo poteva essere stato scritto da mia moglie, è esattamente quanto succede a noi con nostra figlia che, invece, va verso i 3 anni ormai… Non ho consigli da darvi e nemmeno mi pare ne abbiate bisogno, volevo solo confermarvi che non siete i soli! Auguri! (scrivo questo mentre mia moglie dorme ancora, provata, tanto per cambiare, da un’ennesima notte ad allattare… è dura, non so come faccia ma lo fa!)

  16. Grazie di cuore per le tue parole! Mi hai confortato come nessuno è riuscito fino adesso! Sappi che siamo in buona compagnia, ora che ti ho letto anche un pò più consapevolmente, nonostante la fatica e la disapprovazione altrui.

  17. Ho allattato per 2 anni e tre mesi… non è stato semplice, la simbiosi era completa, non avevo un momento per me… poi piano piano con calma si è staccata da sola… non ho forzato la situazione. Quando mi sono accorta di questo qualche volta quando mi chiedeva il latte le dicevo: “e se invece del latte ce ne stiamo abbracciate abbracciate?!” A volte era un no secco altre accettava L’abbraccio e così è stato… in 2 mesi siamo arrivati a una poppata appena sveglia… e poi la mattina ha cominciato a stare abbracciata abbracciata senza chiedere il latte… perciò a tutte dico, continuate, non curatevi dei giudizi, arriva per tutti i bimbi il momento di “indipendenza”… godetevi i vostri bimbi come meglio credete… saranno piccoli per poco tempo e una volta sola!!

  18. Belle parole, davvero..ma posso azzardare un dubbio? Bada bene, è solo un dubbio. La mia intenzione non è quella di giudicare né di criticare le tue scelte nell’essere mamma. Ogni mamma è mamma a modo suo.
    Mi chiedevo, la tua piccola non potrebbe mettere in atto quelle crisi, semplicemente perchè è “abituata” a un certo stile di vita? Vedo molto spesso, all’asilo, bambini che piangono fino a farsi venire il vomito, si strappano i capelli, rotolano per terra, gridano come se venissero strappate loro le unghie.. ma solo perchè è stato tolto loro qualcosa a cui avevano fatto l’abitudine o con cui stavano giocando; mettono in atto, insomma, un capriccio straordinariamente credibile che mira a far preoccupare l’adulto finchè non riottengono ciò che desiderano.
    E queste scene durano PARECCHIO, fino a quando il bambino non capisce che, così facendo, non otterrà nulla. Allora smette e ricomincia a giocare come se nulla fosse 😀
    Potrebbe aver capito che, facendo tutte quelle scene, può riavere la sua amata tetta in tempi celeri 🙂
    Non so se questo possa essere il tuo caso, ad ogni modo, in bocca al lupo per quando deciderai di cambiare 🙂

    Complimenti per il blog,
    Chiara

    1. Se intendi dire che mia figlia potrebbe, anche in breve tempo, abituarsi a fare a meno del seno, perché non si tratta di una cosa che le è di fatto indispensabile, ovviamente hai ragione e sono d’accordo con te. Se invece vuoi dire che Flavia (o gli altri bambini a cui ti riferisci) mostri deliberatamente e in modo “calcolato” delle reazioni isteriche perché consapevole che questo la porti a ottenere ciò che vuole, direi che non la pensiamo allo stesso modo. Nulla in contrario col definirli “capricci” (è un termine che uso sempre io stessa), ma penso che almeno finché i bambini sono molto piccoli siano la manifestazione di una reale “disperazione” da parte loro, e non uno strumento utilizzato scientemente per convincere gli adulti ad assecondarli. Che poi il loro disagio sia spesso momentaneo o di fatto facilmente superabile (in pochi minuti di assestamento quando entrano all’asilo, o in qualche giorno di pazienza se si decide di togliere il seno) è un altro discorso. Ma penso che se un bambino di 3 anni (non di 6, 8 o 10) piange fino a vomitare lo faccia in modo spontaneo e “autentico”, e perché a lui, in quel momento, quella cosa appare DAVVERO cruciale, e che sia solo una “abitudine acquisita” o un effettivo bisogno vitale, dal mio punto di vista cambia poco. Questo, naturalmente, non vuol dire che ogni pianto disperato sia da assecondare, e ci mancherebbe. Il mio primo figlio ha fatto un’inserimento al nido straziante. Ne uscivo devastata e siamo andati avanti per settimane. Ma sapevo che era la cosa giusta per lui, e non ho ovviamente “ceduto”. Se alla fine ha smesso di disperarsi non credo sia perché “ha capito che non ce n’era”, ma perché ha imparato ad amare anche quel nuovo ambiente, a fidarsi delle maestre e a credere che saremmo sempre tornati a riprenderlo.

      1. Ciao 🙂 Grazie della risposta!
        No, il mio discorso non voleva far intendere che il bambino manifesti in modo calcolato delle reazioni isteriche ma che queste siano delle reazioni “normali” per lui. Non so se mi sono spiegata bene, nel caso contrario ti chiedo scusa..
        L’unica cosa su cui non mi trovi d’accordo è il fatto che secondo il mio parere un capriccio di grande entità non è sempre manifestazione di un vero e reale bisogno cruciale 🙂
        Poi certo, oltre che a capire di non poter ottenere ciò che vuole, dietro va fatto un lavoro di consapevolezza con il bambino sul PERCHE’.
        Poi ognuno ha la sua visione,

        Buona giornata 🙂

        Chiara

Lascia un commento!