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pavor nocturnus

Interno notte. Una sera qualsiasi, in una casa qualsiasi. Immaginate di essere svegliati all’improvviso (o distolti dalla vostra serie TV preferita), da un grido ferino di vostra figlia piccola. Di trovarla a letto, sudata e rigida come un ciocco, che urla come se la stessero bruciando viva, con una voce non sua. Di provare a toccarla ed essere raggiunti da calci, ringhi e versi incoerenti. Di sentirle ripetere, tra il pianto e gli strilli, le stesse due parole in modo ossessivo, come un mantra, per interminabili quarti d’ora. Di sentirvi chiamare e non essere riconosciuti quando accorrete, oppure di essere respinti con furia, e poi richiamati ancora e allontanati e così via in una spirale di delirio crescente.

Si chiama pavor nocturnus, ovvero terrore notturno. E il nome rende davvero l’idea di quello che significa.

La prima volta che Flavia ha avuto una crisi, oramai diversi mesi fa, ho pensato che stesse impazzendo. E che io avrei fatto immediatamente la stessa fine.

La sensazione è di assistere a una crisi di dolore fisico che si irradia “dall’interno”. Lei getta la testa all’indietro, inarca la schiena, tende le gambe in quelli che sembrano spasmi di dolore, appunto. O di terrore. E poi le urla. Urla animali, fuori controllo. Con un timbro diverso dal solito. Di solito Flavia chiama me, tanto per non appesantire il mio senso di responsabilità e di inadeguatezza. “Voglio mamma”, dice una prima volta. Per poi ripeterlo ossessivamente, per minuti e minuti, anche se io sono effettivamente lì con lei.

Prima che ci capitasse, sapevo poco e niente del pavor nocturnus. Solo che è un disturbo della fase non REM del sonno (quella più profonda) molto diffuso nei bambini piccoli e sostanzialmente benigno. Assistere alle crisi di Flavia – che si intensificano in numero e intensità quando lei è stanca, malata o convalescente – è stato inizialmente traumatico, e tuttora mi fa a volte venire la pelle d’oca.

Perché un bambino col pavor nocturnus sembra sveglio. Dischiude gli occhi, o proprio li sbarra. Sembra “parlarti”, e a volte risponde anche alle domande che gli fai. Solo che non ti riconosce, si contraddice, suda e si dibatte. E urla, urla, urla e piange come se patisse di un dolore atroce (alcuni si alzano dal letto, corrono strillando per la casa, si fanno finanche la pipì addosso). Però il punto è che nonostante le apparenze, quel bambino sta dormendo. Non è cosciente, e quando la crisi sarà passata si rimetterà a dormire, per poi risvegliarsi al mattino senza ricordare nulla.

Pare che le cause non si conoscano bene, e che in ogni caso non si tratti di un segnale di “disagio” o infelicità dei bambini. Pare. Io so solo che ogni volta non riesco a non pensare che se mia figlia urla così nel mezzo del suo sonno non REM, evidentemente qualche cosa che non va ci deve essere. E diciamo che sentirsi chiamare da una treenne disperata, anche se sai che “sta dormendo”, e non essere in grado di aiutarla, non è proprio un modo piacevole di passare una bella mezz’ora durante la notte.

Spero che passi al più presto, ovviamente.

E di trovare il modo per starle vicino senza turbarmi.

6 comments

  1. Io ho capito che si tratta quasi sempre di bambini estremamente sensibili, accondiscendenti e impressionabili. Quello che vivono durante la giornata lo ripercorrono la notte dormendo, un film, un immagine, un cartone animato che li ha fatti stare in tensione, una sgridata di troppo, un momento di tensione che il bambino avverte fa si che le crisi si possano innescare… loro non fanno come gli altri che scaricano durante il giorno le loro emozioni più intense come rabbia paura ma lo fanno a modo loro la notte. Mia figlia per due anni mi fatto vivere un incubo in cui ero terrorizzata di metterla a nanna perché mi aspettavo una crisi da un momento all’ altro… e una volta sono morta di paura quando non si svegliava, trascorso diverso tempo ho creduto si fosse svegliata e fosse impazzita, Ho pianto tantissimo e lei non ricordava mai nulla ! Pare ci sia qualcosa di genetico mio fratello e mio cognato ne hanno sofferto da piccoli. La cosa positiva è che come arriva,all’ improvviso, così se ne va’… intorno ai 4 anni e pochi mesi ha avuto la sua ultima crisi.. Quello che si può fare secondo me è intanto mantenere la calma quando c è la crisi, fare il contrario non serve, Non parlare loro e se accettano di essere abbracciati o accarezzati allora si può coccolarti accompagnandoli al letto con la testa sul cuscino..farli addormentare, se è possibile, sempre nel letto dove trascorreranno tutta la notte dunque senza spostamenti, una volta che prendono sonno non devono essere disturbarti e porre attenzione alla loro giornata monitorando per un po, se c e per esempio qualcosa che puo turbarli… che puo essere anche un innocuo cartone animato ma che agli occhi del bambino può essere una fonte di tensione e turbamento…

  2. Non ci sono principi attivi nei preparati omeopatici,
    quindi non può esistere una “forte cura omeopatica”…
    E’ solo acqua fresca (venduta però a caro prezzo)

  3. Ciao!anche mio figlio stessa cosa….dopo 10gg pero ha incominciato (nonostante non ricordasse nulla)a chiedermi aiuto …’mamma fai qualcosa”…e io ho chiamato un ragazzo…sulla trentina…da molto lavorava sui bimbi con vari problemi,la sua pratica oltreché osteopata é quella della cranio sacrale.ebbene si,dopo due seduto ho visto migliorare Davide del 90%….ho abbinato comunque le sedute a una forte cura omeopatica adatta a lui e solo a lui..studiata su misura dalla nostra bravissima dottoressa…adesso la notte…ascoltiamo il silenzio e il respiro tranquillo,e se fa brutti sogni dura veramente due secondi il lamento….ti consiglio di aiutare la tua bimba..sono tecniche non invasive..serene tranquille e senza controindicazioni..ma che migliorano la qualità del sonno e della vita dei nostri piccoli!!!!

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