Equità e fratelli

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Come mamma li ha fatti

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Passione clandestina

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mani bambini
nudità
manine

Questo San Valentino sarà il primo che vivrò all’insegna di una passione clandestina. Per mia figlia Flavia, tre mesi compiuti qualche giorno fa, pochi grammi mancanti ai sei chili e due occhi grandi color di foglia. Perché è così che funziona, c’è poco da fare. Nascere dopo un fratello, nascere poco tempo dopo un fratello, ti catapulta nella dimensione dell’amore proibito, dei baci rubati, delle parole dolci sussurrate a mezza voce. Così che lui non veda e non senta. Che non si accorga. Che non senta minacciata l’esclusività del suo ruolo di amante, anche se di fatto, l’ha perduta nell’attimo esatto in cui sua sorella ha emesso il primo vagito.

Anche se in realtà, come accade spesso negli amori triangolari, lui in fondo lo sa già, che la sua non è più, né mai più sarà, una faccenda a due cuori. Anzi. Riuscirà farsene presto una ragione, perché ha molto da guadagnarci a sua volta. Una sorella. La prima e l’ultima degli amici, il più simile a lui di tutti gli esseri umani che incontrerà lungo il cammino, per lo meno sotto la pelle, al centro di ogni cellula e nello scorrere del sangue.

Saranno loro ad amarsi, alla fine. Di un amore che io non conosco e che mai saprò. Un amore in cui nessuno potrà introdursi. Ci vorrà tempo, però, e un po’ di sofferenza. E allora io, che sono madre di entrambi e tutti e due li guardo bambini, condisco con l’inganno la mia passione più recente. Amo mia figlia fortissimo, ma piano piano, per non fare troppo male a suo fratello che ogni giorno ci spia con il cuore spezzato.

Lei, tanto, sa e comprende. Mi guarda come non ha mai fatto nessuno (neanche suo fratello), vede se stessa riflessa nei miei occhi e non ha bisogno d’altro.

E insieme aspettiamo la notte, senza tremare. Come i più innocenti amanti clandestini che si siano mai promessi eterno amore sotto il cielo degli uomini.

13 comments

  1. Però basta farmi piangere…ho gli ormoni sottosopra aspettando la seconda e ti ci metti anche tu! Grazie però per queste lettere a cuore aperto, da figlia unica come te, mi commuove soprattutto il passaggio in cui dici che loro proveranno un amore che a noi rimarrà per sempre sconosciuto. Hai fatto un regalo magnifico a tuo figlio, anche se oggi soffre un pochino. Un abbraccio V

  2. Ti auguro di cuore che i tuoi figli condividano DAVVERO un’amicizia speciale, e che soprattutto duri nel tempo! 🙂

    Anch’io sono figlia unica, ma con un’infanzia felice e senza alcun desiderio di fratelli/sorelle o rimpianti per non averne avuti. D’altronde, non sempre i rapporti fraterni sono tanto idilliaci quanto si potrebbe immaginare… mi dispiace rovinare la pura poesia ma, per mia personale esperienza – sebbene non sia certo significativa a livello di statistica – con preponderante maggioranza vedo intorno a me fratelli e sorelle che in comune hanno solo il cognome e il dna!
    Senza tirare in ballo faide familiari, che pure esistono, nella migliore delle ipotesi spesso si tratta di individui che, una volta cresciuti, prendono ciascuno la propria strada e perlopiù s’ignorano fino al momento in cui s’incontrano alle feste comandate.
    Mio marito, ad esempio, ha un rapporto che io trovo alquanto triste con suo fratello… non perché non si vogliano bene (mio marito prova un sincero affetto e non ho motivo di pensare che per mio cognato sia diverso), né perché non vadano d’accordo… semplicemente per il fatto che, da quando sono adolescenti, mio cognato ha sempre preferito trascorrere il tempo con i propri amici piuttosto che con lui! Che senso ha avere un fratello se non è mai presente nel corso della propria vita?

    Certo che, in quei rari casi in cui si instaura un legame solido, dev’essere un’esperienza umana meravigliosa… ma, anche in questo caso, non sono del tutto sicura che sia necessariamente meglio (e più probabile) di una grande amicizia.

    Mi dispiace, ma io la penso così!

    1. Grazie per la sincerità! È chiato che avere un fratello non garantisce una reale esperienza di fratellanza, ma intanto io so di non avergliela preclusa a prescindere (e di avergli garantito un compagno casalingo per l’infanzia).Io posso solo gettare le basi, poi sta a loro 😉 E in ogni caso anche la mia infanzia è stata felice, nonostante la mancanza di un fratello. Quello che conta, evidentemente, è poi altro. Un abbraccio.

  3. Ciao! Sono nuova sul tuo blog. Sono capitata per caso. Ho letto un paio di articoli e il tuo modo di scrivere mi ha catturata. Il tuo modo di vedere le cose è insolito e curioso. Vorrei scriverti “complimenti” o “grazie” ma penso che tu esprima soltanto te stessa..quindi..buona serata! Ciao 🙂 Noemi

  4. Ciao, anche io sono mamma di due quasi gemelle, si passano 18 mesi…..
    E mi ritrovo molto in quello che scrivi, quando la piccola era neonata avevamo anche noi questi incontri clandestini, paroline sussurrate, coccole nascoste…….
    Crescendo si è saputa prendere tutto con gli interessi, stai tranquilla…..non sentirti in colpa nè verso l’una nè verso l’altra…..a volte è difficile dividersi equalmente tra le due ma la poca differenza d’età li renderà naturalmente inseparabili!
    è una esperienza bellissima, tanta fatica subito ma tantissima gioia molto presto!!!!

  5. io sono una sorella maggiore che ha vissuto in maniera traumatica l’arrivo dell'”altra”. Adesso sono la mamma di Davide – anch’io! – e penso con terrore al fatto che un giorno anche lui potrebbe dover soffrire come è successo a me.. Sebbene sia cosciente che tutti i ricordi più belli della mia infanzia sono legati a momenti vissuti con mia sorella, mi viene il panico a pensare all’angoscia che il mio piccolo potrebbe provare, e questa cosa mi fa paura: cioè a volte penso che l’arrivo di un altro potrebbe turbare il mio idillio con lui e nello stesso tempo mi rendo conto di come ciò sia una frustrazione malsana! Forse dipende dal fatto che ancora lo allatto e lui ha “solo” otto mesi? Le mie amiche sono terrorizzate dal fatto che i loro figlio possano restare “unici”, ma invece per me non è una cosa così impensabile, cosa ne pensate?

    1. Valentina, come tutto nella vita è molto aleatorio… Un fratello o una sorella con cui si condivide un “vero” rapporto fraterno dev’essere senz’altro una benedizione divina, e i pochi eletti che sono stati baciati dalla fortuna destano tutta la mia invidia! 😉
      D’altro canto, come ho già scritto, guadandomi intorno vedo situazioni familiari che ben poco hanno a che fare con l’immagine idilliaca ed edulcorata che tanti dipingono.

      Indipendentemente da questa sostanziale fortuna, da quello che posso vedere tra le mie conoscenze la maggior parte delle mamme fa il secondo figlio perché lavora e vuole, in qualche modo, compensare la sua assenza con un surrogato affettivo, qualcuno che possa tenere compagnia al loro primogenito. Mi è stato spiegato esattamente in questi termini e di per sé non trovo nulla di male, anzi vedo molto amore materno in questo ragionamento, se non che una società che spesso costringa alcune donne a questo tipo di strategia (con minacce di licenziamento, orari assurdi e impossibilità di prendersi dei permessi) è tout court una società di merda.

      Detto ciò, ti posso portare la mia esperienza di figlia unica con entrambi i genitori lavoratori: serena e spensierata dal punto di vista della vita sociale, perché compensavo la mia “solitudine” con la presenza pressoché assidua di amici. Mai sentito la mancanza di fratelli e sorelle, né allora né adesso. L’unica ferita che non ho potuto evitare è stata la costante assenza dei miei… un vuoto che ha pesato come il piombo, quello sì, sulla mia vita di tutti i giorni, e che nessun’altra presenza avrebbe potuto colmare, neppure di fratelli o sorelle. Anzi, col senno di poi sono relativamente convinta che – nel mio caso specifico – sarebbe stato solo un problema… visto il rapporto conflittuale con i miei, gestire eventuali gelosie fraterne avrebbe solo peggiorato la situazione.

      Quindi, in definitiva, direi fai come ti senti! Figlio unico o fratello, non sbaglierai mai purché tu – sembrerà banale, ma non è scontato – non faccia mai mancare la tua presenza nella sua vita… anche qualche ora al giorno o solo nel weekend, l’importante è che tu e il papà siate per lui una presenza affettiva costante, perché dei genitori – quelli no, altro che fratelli o sorelle! – non si potrà mai fare a meno.

      1. Quoto. Anche se io (con genitori presenti tanto, sempre e nel modo migliore) ho rimpianto un fratello per tutta la vita, sentendone la mancanza fino a star male (e tuttora è così, anche peggio, per certi aspetti). Non esiste una decisione giusta in assoluto.

  6. Grazie per la condivisione delle vostre esperienze, in effetti la società “di merda” in cui viviamo mi sta dando molto tempo da dedicare al mio D., dato che non ho un reale lavoro al momento… Lui stesso mi farà capire cosa fare.. per il momento però va bene così! anzi benissimo! è solo strano… l’ho desiderato e sognato per così tanto tempo e adesso che lui è qui ed è così speciale… qualsiasi “altro” mi sembrerebbe un’intrusione…e allora penso che forse, paradossalmente, sarebbe meglio farne davvero un altro per evitare di far crescere lui all’interno di un rapporto troppo esclusivo… che alla fine potrebbe risultare da “madre castrante”… ecco.

    ps: Silvana non ho mai seguito un blog con lo stesso interesse che nutro per questo! complimentissimi!! e grazie!

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