Pannolini lavabili pocket Little Lamb: recensione dettagliata – Parte 1

22 novembre 2013

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Pannolini lavabili pocket Little Lamb: recensione dettagliata – Parte 2

22 novembre 2013
pannolini lavabili pocket
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Vi siete persi le mie considerazioni sulla tenuta, la praticità e la manutenzione dei pannolini lavabili Little Lamb? Ecco la prima parte della recensione. Continuate la lettura per informazioni su costo, reazioni della pelle e impatto ambientale.

Pannolino pocket

Pannolino pocket

Reazioni della pelle e materiali:
Per amore di verità, devo dire che questo rimane un punto dolente della mia esperienza con i pannolini lavabili, che mi sono sempre parsi la scelta migliore anche per il benessere del bambino. Dopo oltre un mese di utilizzo non esclusivo dei Little Lamb la pelle di Davide continua a “preferire” gli usa e getta plastic free che usiamo da mesi. Niente di drammatico, per carità, ma quando uso i lavabili noto quasi sempre un lieve arrossamento nella zona perianale, tanto da continuare a usare la pasta protettiva all’ossido di zinco (che richiede però il velo raccogli-feci, altrimenti a lungo andare rovinerebbe il pannolino!). Il rossore sparisce dopo qualche ora con il monouso. Quanto all’umidità residua, purtroppo il micropile è l’unico tessuto, tra quelli che ho sperimentato, che lascia la pelle di BigD relativamente asciutta (scordatevi, comunque, la sensazione dei pannolini di plastica!). Il cotone e il bambù, invece, sono molto assorbenti ma non drenanti, per cui il pannolino si inzuppa e il sedere resta umido. Usare un materiale sintetico di derivazione petrolifera (come il micropile, appunto) a contatto con la pelle di mio figlio rappresenta uno dei compromessi più odiosi nell’uso dei lavabili. Anzi, francamente la vivo proprio come una contraddizione, ma Davide si mostra visibilmente infastidito quando “sente” il culetto troppo bagnato: si lamenta, risveglia, si agita (e dire che lui, grazie agli usa e getta “ecologici” è già abituato a una sensazione comunque più umida rispetto ai classici Pampers). Dunque, micropile sia, pure se a malincuore (pensare che da anni ho bandito la microfibra dal mio intimo, dagli indumenti e pure dai capi “tecnici” per lo sport).

Costo e convenienza:
Da quello che ho visto in giro, i Little Lamb sono piuttosto economici. Io li ho comprati direttamente sul loro sito, pagando 46 euro per il trial kit composto da 5 pannolini lavabili con relativi inserti (2 pocket e 3 fitted) e successivamente altri 55 per il pacco da 6 pocket e 12 inserti in bambù. A questo si aggiungono 6,6 euro per 100 fogli raccogli-feci monouso e le spese di spedizione. Diciamo che confrontati con gli u&g Nature Babycare, che recentemente sono aumentati un po’ (15 euro per il pacco doppio da 42 pezzi, oltre 35 centesimi a pannolino), ho calcolato che ammortizzeremo i nostri Little Lamb in appena una trentina di utilizzi. A questo, certo, vanno aggiunte le spese per le lavatrici, ma lavando i pannolini insieme al bucato (ad eccezione del risciacquo preventivo e di eventuali pannolini molto sporchi che lavo a parte) mi sembra di riuscire a limitare i danni. La convenienza, a mio parere, è evidente. Tenete conto, però, che da una parte i nostri usa e getta sono piuttosto costosi e che dall’altra Davide ha superato la fase peggiore in termini di numero di cambi. Rispetto a degli usa e getta convenzionali il risparmio è inferiore, ma per un neonato penso che la situazione penda ulteriormente a favore dei lavabili, che comunque si possono riutilizzare con altri bambini.

Inserti assorbenti

Inserti assorbenti

Impatto ambientale:
In termini di rifiuti prodotti, è ovvio, non c’è storia. Mi pare che anche sul piano dei consumi energetici, la gestione dei lavabili non sia così onerosa, ma solo a patto di non essere troppo “rigidi” dal punto di vista delle norme igieniche. Se preferite lavare ogni volta soltanto i pannolini, ovviamente i consumi aumentano, così pure se alzate la temperatura dell’acqua o se, come fanno in molti, aggiungete un ciclo di risciacquo a bucato concluso (la possibile presenza di detersivo residuo nelle fibre deteriora i pannolini e aumenta il rischio di cattivi odori). Se poi usate l’asciugatrice, la situazione peggiora ulteriormente. Il compromesso che ho raggiunto io è questo: risciacquo preventivo sempre (la mia lavatrice impiega 18 minuti), lavaggio a 40 gradi con prodotti ecologici, insieme al bucato centrifuga finale e asciugatura all’aria. Solo occasionalmente lavaggio a 60 gradi e stripping (cioè due o tre risciacqui per rimuovere eventuali tracce di detersivi). Avrei sinceramente preferito lavare i pannolini da soli, ma rischiavo davvero di fare una lavatrice mezza vuota ogni due giorni. Dunque: altro compromesso. Quanto invece al consumo idrico, vale lo stesso discorso: molto cambia in base al tipo di lavaggio, ma nel confronto con gli usa e getta si deve tener conto anche dell’acqua usata in fase di coltivazione delle fibre tessili (so che il bambù è il materiale più sostenibile da questo punto di vista) e, dall’altra parte, dell’acqua usata per produrre i pannolini di plastica. Non sono così esperta da pronunciarmi su questo. Comunque mi sento di dire che in definitiva “vincono” i lavabili.

Quanti pannolini servono:
L’equipaggiamento di lavabili di Davide consiste in 8 pocket, 3 fitted, due mutandine assorbenti (necessarie solo coi fitted) e una ventina di inserti assorbenti. Questo “parco lavabili” è sufficiente per un utilizzo misto lavabili/u&g da parte di un bambino di almeno 8 mesi che viene cambiato circa 7 volte al giorno. In questo modo riesco a fare una lavatrice ogni due o tre giorni (altrimenti la puzza diventa insopportabile).

Conclusioni e considerazioni generali:
davide lavabili– Le ragioni per cui vale la pena prendere in considerazione i lavabili, in base alla mia esperienza, sono due: minore impatto sull’ambiente (almeno in termini di rifiuti prodotti) e costi inferiori.
– Sul fronte arrossamenti e dermatiti, suppongo che il confronto con i pannolini di plastica sia stravinto dai lavabili. Ma, almeno per la pelle di mio figlio, gli usa e getta plastic/cloro free (e con meno SAP) sono anche migliori.
– Dal punto di vista della comodità, è innegabile che gli usa e getta richiedono meno lavoro, ma i lavabili sono meno impegnativi di quanto si possa credere, almeno gestendoli come sto facendo io.
– Iniziare con un neonato richiede un maggiore numero di pannolini lavabili in dotazione (direi almeno il doppio di quelli che ho comprato io), lavatrici più numerose e la gestione delle feci liquide. Per questo io ho preferito aspettare lo svezzamento e lo rifarei, ma va detto che abituarsi da subito ai lavabili, per altri versi, semplifica le cose, non solo per gli adulti ma anche per il bambino, che in questo modo non “conosce” la sensazione di asciutto dei monouso.
– Alla luce della mia esperienza e della lunga recensione che avete letto, con BigD ho deciso di usare i lavabili in casa, per i sonnellini diurni e le uscite brevi. Di notte e nelle uscite lunghe continuiamo a usare i soliti u&g Nature Babycare (diciamo che siamo mediamente sul 50-50)

Infine: non parlo tanto dei pannolini fitted perché non mi sono piaciuti molto. Li ho trovati troppo ingombranti, lentissimi nell’asciugatura, troppo stretti in vita e, inclusi quelli in microfibra, poco drenanti.

E voi? Avete esperienza di pannolini lavabili? Che marchio e che modello utilizzate? Come vi state trovando?

Leggi anche la prima parte della recensione

13 comments

  1. Ciao! Ho scoperto da poco il tuo blog e mi piace molto, l’ironia dei tuoi post mi fa sorridere spesso e siccome in questo periodo della mia vista sono spesso a casa con il mio bimbo (di quasi due mesi), sei una fonte di informazioni, notizie e anche svago che sono contenta di avere! 🙂 Ho seguito con interesse i tuoi post sui pannolini lavabili, apprezzando anche l’ironia del primo post (capisco che chi ha questo argomento molto molto a cuore possa essersi magari sentito un pò contrariato, anche se si capiva l’ironia del post e l’onestà intellettuale tua nel dire che appunto era la tua opinione).. Noi personalmente abbiamo scelto i lavabili da quando la nostra polpetta è nata, fatta eccezione per i giorni in ospedale in cui comunque, apparte il primo giorno, abbiamo usato dei pannolini compostabili della Naturaé (concordo con la tua recensione a riguardo, tra l’altro). Noi abbiamo un “parco pannolini” composto da 20 Popolini Ultrafit in cotone organico al 100%, sono fatti per adattarsi alla crescita del bimbo (sono infatti dotati di bottoni per regolare l’altezza del pannolino e strap per regolarne la circonferenza attorno alla pancina)… con 3 mutandine impermeabili M e tre L… e gli inserti, sempre in cotone organico, che per ora però non usiamo.
    Personalmente (mi permetto di scrivere visto che dici che l’esperienza con un neonato ti manca), noi a casa abbiamo una lavatrice piccola (3 kg) e quindi da quando li usiamo facciamo una lavatrice al giorno (anche perchè con questi tempi, purtroppo i tempi di asciugatura si allungano spaventosamente!!!), anche perchè il nostro bimbo sporca di media 6-8 pannolini al giorno… con la cacca liquida non è un problema usando le salviette monouso Popli e pretrattando i pannolini con del sapone di marsiglia prima del lavaggio… noi non facciamo risciaquo preventivo anche perchè appunto il tempo in cui restano sporchi è davvero poco… e per ora, dopo quasi due mesi di utilizzo continuativo, i pannolini sono puliti, senza aloni (in questo aiuta anche l’asciugatura al sole ogni qualvolta è possibile) nè odori strani… Il nostro bimbo li ha tollerati bene da subito e come dici giustamente anche tu, alla fine non sono così impegnativi!
    Usando questo tipo di pannolini, noi praticamente da subito abbiamo dovuto considerare una taglia in più dei body e delle tutine… e soprattutto all’inizio c’era un pò l’effetto “culone” (perdona la parolaccia, ma rende l’idea!!!). Cmq non ci dava particolare fastidio (e nemmeno a lui) e tra l’altro la pediatra all’inizio vedendo la mutandina impermeabile la scambiò per quelle mutande correttive per i bimbi che hanno problemi all’anca… si perchè, se è vero che fanno l’effetto sederone (ecco, meglio questa come parola! 🙂 ) è vero anche che così facendo mantengono la posizione fisiologica delle anche e delle gambe per il bambino… cosa vuoi di più dalla vita! 🙂
    L’unica attenzione, avendo un “due pezzi” pannolino+mutandina, è stata quella per noi di posizionare bene la mutandina, in quanto un paio di volte è successo che avendola messa troppo larga (è a strap anche quella), ci siamo trovati con il body o la tutina umida nella zona lasciata “scoperta”: lasciando la mutandina troppo larga infatti era “strabordato” un pezzettino di pannolino lavabile che si imbibisce ben bene di pipì.
    Per concludere, per noi esperienza per ora più che positiva… secondo me però (almeno per il mio vissuto) o si è convinti tutti e due o è abbastanza complicato, più che altro perchè all’inizio (soprattutto nel primo mese- mese e mezzo) il bambino ti chiede tanto e ti lascia pochi spazi… quindi anche trovare banalmente il tempo per pretrattare i pannolini, avviare la lavatrice o stenderla la mattina successiva, io non ce l’avevo. Per fortuna appunto la decisione era di entrambi e quindi il marito ogni sera pretratta i pannolini ed è diventato bravissimo! 🙂 anche perchè “ancora adesso” tante volte io la sera crollo e mi addormento con notevole anticipo rispetto a lui! 🙂 spero di esserti stata utile con questo mio commento, grazie per il tuo blog e in riferimento all’ultimo post, “mamma gray”, ti mando un abbraccio e.. sentiti in compagnia!!!! anche io in questa settimana ho parlato per il 90% con il mio pupo, non ho nemmeno il gatto quindi ho un interlocutore di meno, ovviamente con il marito e con le nonne…. quando il tempo è così a sfavore, non puoi nemmeno uscire e questo è davvero deprimente… menomale che c’è internet in questi casi 🙂 un abbraccio!

    1. Ciao Silvia, grazie mille del tuo commento e delle parole così gentili. In questo momento (vedi post grigiastro ;)) sono davvero gradite! Siete eccezionalmente bravi a usare i lavabili già con il pupetto così piccolo (auguri, a proposito! Come si chiama, se posso chiedere?), vi ammiro moltissimo. Quello che mi sento di dirti è che molto presto il peggio sarà passato, almeno in termini di cacchette liquide e cambi continui! Hai mai provato i pocket? Io, come ho scritto, li trovo molto molto più versatili. Leggo con interesse del sapone di Marsiglia, in giro avevo letto che sarebbe meglio evitarlo per non “cerare” i pannoli e renderli meno assorbenti. Se a voi non dà problemi, quasi quasi lo provo anch’io!! Grazie ancora per aver raccontato così efficacemente la tua esperienza, e soprattutto per gli abbracci. Saranno virtuali, ma il loro calore arriva dritto fino a qui. Torna a trovarmi (e se vuoi, cercami su Facebook e su Instagram).

      1. 🙂 quanti complimenti! 🙂 non penso siamo eccezionalmente bravi, penso siamo testardi e facciamo squadra… d’altra parte io quando se ne è parlato la prima volta, durante la gravidanza, sono stata subito molto chiara: “ok, bellissima idea, ma mi dai una mano!” e così è stato. E poi, visto che sono un’investimento, ci siamo messi d’impegno da subito… tutto qui. Alla fine, penso la barriera sia più che altro psicologica, davvero! Grazie perl’incoraggiamento, cmq!! Ci vuole sempre! 🙂
        No, non ho mai provato i pocket perchè ho scoperto la vastità del mondo dei pannolini lavabili dopo aver acquistato quei 20 popolini che ti dicevo… e siccome ci troviamo bene con questi e siccome appunto sono stati un investimento, per ora non ci muoviamo da qui… vedremo poi in futuro! Con il sapone di Marsiglia noi ci troviamo benissimo, conta che è puro sapone di Marsiglia, solido… non quelle cose da supermercato a poco prezzo “al profumo di”… piene di altre cose… l’ha trovato mia mamma in un supermarket bio… e funziona molto bene.. non mi pare ceri i pannolini sinceramente… ma magari queste sono cose che si vedono sulla più lunga scadenza… ma in realtà penso di no… allora a presto, ancora un abbraccio da mamma a mamma, e…ci si vede! o qui sul tuo blog o su fb!!! baciiii!

  2. Anche noi usiamo i lavabili. Abbiamo cominciato quando Matteo aveva circa 2 mesi.
    Il mio motto è stato fin da subito: diversificare e fare acquisti piccoli per capire cosa faceva meglio al caso nostro.
    Poi ho scoperto che ogni modello ha i suoi pro e i suoi contro.
    Averne diversi permette di fare la scelta giusta per ogni occasione.

    Il nostro “parco pannolini” comprende i seguenti modelli (tutti one size: dalla nascita-al vasino):
    pocket (fuzzibunz e happy hankies) in micro pile;
    all in two (mommy’s touch, kinkilia e pop-in) in bamboo;
    fitted (mamma flo’ e mother ease) in bamboo.

    Accessori:
    2 wetbag: 1 extra large per lo stoccaggio prima di lavarli e 1 small per quando usciamo per riporre i pannolini sporchi;
    veli cattura pupù per feci da allattamento della Disana o Popolini (se non vengono sporcate con le feci, si possono lavare in lavatrice e riutilizzare).
    6 mutandine: 2 mommy’s touch; 2 so simple di strascinator e 2 mother ease.
    booster in bamboo (li userò quando Matteo sarà più grandicello e farà molta più pipì)
    inserti assorbenti aggiuntivi in cotone e bamboo (li userò quando Matteo sarà più grandicello e farà molta più pipì).
    teat tree oil.

    I fitted in bamboo di mamma flo’ sono ottimi per la notte con le mutandine so simple. Queste ultime hanno i bordi in pile che non segnano le gambe del bimbo.
    Certo il pannolino fitted ci mette molto ad asciugare ma d’inverno, vicino al termosifone tutto è molto rapido.
    Matteo li tiene tutta la notte e la mattina la sua pelle è rosea come una pesca. Li trovo molto traspiranti.

    I pocket della fuzzibunz hanno una vestibilità ottima e piuttosto slim. Sono comodi da mettere e si asciugano piuttosto rapidamente.
    i pocket happy hankies sono un pochino più cicciottelli,ma il pile è super morbido.

    gli all in two sono comodi soprattutto se la mutandina non si sporca: basta cambiare solo l’interno assorbente ma dei pop-in la mutandina è un pò troppo rigida e gli elastici, se non si sta attenti, segnano le gambe del bimbo.

    i fitted di mother ease li devo ancora provare ma le mutandine le trovo spettacolari. Sono molto morbide e non sembrano plasticose come invece sembrano quelle della popolini.

    Noi usiamo SOLO lavabili.
    I pannolini usa e getta solo in estrema necessità, se ad esempio salto una lavatrice e non ho il ricambio asciutto.
    Matteo con gli U&G aveva sempre delle piaghette da eritema da pannolino, sparite già dopo aver indossato il 1’lavabile.
    Con gli U&G la pelle era sempre cotta, mentre ora la trovo sempre rosea e fresca.

    Per il lavaggio uso pochissimo detersivo in polvere biologico nel prelavaggio.
    Lavo tutto a 60 gradi ma ogni tanto bisogna alternare un lavaggio a freddo e centrifugarli a velocità elevata per togliere tutti i residui di pipì.

    Lo stoccaggio: lo faccio RIGOROSAMENTE A SECCO.
    ho una wetbag della fuzzibunz extra large con cerniera sul fondo.
    All’interno c’è una piccola parte di tessuto sulla quale verso 4 gocce di tea tree oil che ha potere disinfettante e deodorante.
    Spargo un velo leggero di bicarbonato e butto dentro i pannolini. ogni tanto verso ancora un pò di bicarbonato.
    Quando devo fare la lavatrice infilo direttamente tutta la borsa dentro aprendo la cerniera sul fondo.
    I movimenti del cestello tirano fuori i pannolini dalla sacca.

    Io non ho avuto problemi di cattivo odore sino ad oggi, nonostante la wetbag sia in uno stanzino chiuso.

    Anche la babysitter usa i lavabili e si trova molto bene.
    Per me è quasi un gioco….che mutandina mettiamo oggi? ;).

    La cosa che mi ha convinto ad usarli è stato il beneficio che la pelle di Matteo ha avuto sin dal primo utilizzo.
    In effetti tutti i componenti dei lavabili sono estremamente traspiranti. Meglio tutta la notte con un lavabile che con un U&G!

    Poi sono venute le altre motivazioni, quali:
    – lo scarico enorme di pannolini: buste di mondezza enormi: mai più!;
    – il risparmio economico nel lungo periodo;
    -la possibilità per M. di abbandonare il pannolino prima che con gli U&G.

    Concordo sul fatto che è una questione psicologica abbandonare gli U&G e passare ai lavabili.
    Quando ne parlavo tutti (tranne i miei genitori) cercavano di scoraggiarmi dubitando che sarebbe stata una cosa facile.
    Invece, non è affatto pesante gestirli.
    Se se ne acquista un numero sufficiente (20/25) si riesce a creare un circolo per il quale non si rimane mai senza pannolino.
    La lavatrice non mi pesa, così come stenderli.

    Io gestisco la cosa anche da sola.
    Mio marito era sempre stato d’accordo in merito ai lavabili ma da quando li usiamo si può dire che lo cambia molto poco e preferisce usare i pocket.
    Cmq è solo questione di manualità (e nel caso di mio marito di pigrizia!)
    Quando capisci come funzionano sai anche “confezionare” tu stessa il pannolino giusto, senza essere vincolata a un pocket o a un all in one.

    Molti per i neonati usano i prefold o i ciripà.
    SI tratta di imparare un minimo di piegature ma garantiscono un perfetto settaggio sul corpo del bimbo e sono a prova di qualsiasi uscita.
    Io con Matteo non me la sono sentita a usarli.
    E’ il mio primo figlio quindi ho preferito superare il primo mese e mezzo con gli U&G (sbagliando perchè M. aveva sempre le irritazioni e qualche piaghetta).
    Se dovessi averne un secondo, comprerò anche i prefold così partirò da subito con i lavabili!

    w i lavabili!!!
    Ciao, Anita

    1. Wow Anita, grazie di cuore del tuo racconto! Sono sicura che è solo questione di tempo, piano piano sempre più famiglie riusciranno a vedere i vantaggi dei lavabili in termini di impatto ambientale, risparmio economico e benefici per la pelle. Grazie soprattutto a mamme volenterose e lungimiranti come te!! 🙂 Dunque di notte vi trovatr bene col bambú… Ma al mattino la pelle non è zuppa? Grazie ancora!

  3. Ciao a tutte! Anch’io sono un’adepta fedelissima dei pannolini lavabili. Per noi è stata una scelta dettata in primo luogo da una finalità ecologica, poi dalla convinzione che meno avvolgevamo nostra figlia nella plastica meglio era, e infine dalla possibilità di un notevole risparmio economico. La cosa più difficile sinceramente è stata districarsi nella fitta giungla dei lavabili, pocket, AIO, AI2, fitted, prefold… Prima della gravidanza avevo la convinzione semplice che “nel caso in cui…” avrei voluto utilizzare i lavabili, ma non sospettavo ce ne fossero così tanti e diversi tipi! Quindi nella scelta mi sono data alcune regole di base: li volevo di un tessuto naturale a contatto con la pelle (quindi ho escluso tutte le marche ed i modelli in micropile), in taglia unica (perché mi sembrava più eco e più logico acquistarne un unico set), a prova di papà e nonni per la praticitá di utilizzo e infine che non fosse prodotto all’altro capo del mondo. Alla fine ho scelto il modello pocket Felix di mammaecologica, che è il diretto produttore, per me quasi a km0 visto che lei è a Venezia e io a verona. Ho acquistato il kit da 20+1. Sul sito è consigliato a partire dai 4 kg, ma mia figlia è tornata dall’ospedale che pesava 3.1 kg e posso garantire che li ho usati da quel giorno senza problemi. Ho trovato indispensabile (consiglio a tutte di verificare questa cosa nella scelta) la doppia barrierina sulle cosce, che trattiene perfettamente le feci liquide anche quando sono sovrabbondanti! Mia figlia ha tre mesi e mezzo e mi è successo solo un paio di volte che abbia sporcato fuori dal pannolo, ma vi garantisco che quelle due volte non sarebbe bastato neanche il pannolone da nonni incontinenti, come penso sarà capitato di vedere a tutte! Quando, incinti, parlavamo dei lavabili, c’era chi ci diceva che nei primi mesi sarebbe stato impossibile, chi ci guardava pietosamente quasi a dire “poveri illusi”, chi giudicava che il nostro fosse un estremismo da invasati o un ritorno all’età della pietra (ma insomma! Io ho 36 anni e su di me, non sulla mia trisavola, sono stati usati i ciripà!). In realtà la nostra piccola indossa i lavabili dal primo giorno (esclusi i pochi giorni in ospedale) e non è stato difficoltoso né per lei né per noi. La sua pelle è sempre fresca e rosea, il cambio pannolino è un momento bellissimo perché la nostra dei lavabili è stata una scelta fatta soprattutto col cuore (il papà addirittura insiste per essere lui a cambiare il pannolino). E anche se dedico un quarto d’ora al giorno tra stendere, ripiegare ecc. non mi pesa. Non credete a chi dice che è troppo impegnativo. Non arrendetevi a chi vi dice che è insostenibile. L’unica cosa veramente insostenibile è continuare ad inquinare, a produrre e buttare inutilmente. Usare i lavabili vuol dire preservare il Mondo dei nostri bambini

  4. Ciao Io mi sono trovata molto bene con i modelli pocket. la mia piccola era molto piccina e ho commesso all’inizio l’errore di prenderli troppo grandi..quindi la prima settimana l’ho fatta con usa e getta ma poi ho subito rimediato acquistando un paio di newborn. Debbo dire che a chi racconto mi prende per matta. Non mi pesa lavarli ne stenderli, il giro del bucato è tutto suo (pannolini e panni). Nell’asilo nido hanno accettato di riceverla con i lavabili, ma li dentro debbono metterle U&G (grrr) e quindi solo mi danno la wet bag indietro col suo pannolino bagnato.

  5. CIao, io uso i lavabili da subito (tranne nei giorni in cui aveva ancora il cordone perchè non riuscivo a farcelo stare) e mi trovo bene anzi benissimo. Li trovo anche comodi.
    L’unico ”trucco” è usare il pannolino giusto per l’occasione giusta.
    DI notte ora uso i fitted senza cover di pul e non la trovo bagnaticcia.
    Con i pop-in invece a volte usciva pipì.
    Col caldo poi meglio fitted cambiati più spesso.
    E poi, aimè, vanno comprati ”buoni”. Quelli economici che ho preso sono schifezze….

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