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Natale (al) verde? Idee per un 25 dicembre sostenibile

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Se avete un animo verde come la sottoscritta. Se siete cronicamente al verde (come la sottoscritta, a-hem). Se il gelido bianco e il tradizionale rosso vi hanno stufato, se l’oro vi pare troppo barocco e preferireste un Natale di verde vestito. Se ci tenete al significato religioso del 25 dicembre e vorreste una svolta all’insegna della sobrietà e del buon gusto. Beh. Avete in ogni caso un motivo per cercare di rendere il vostro Natale – con tutti i suoi annessi e connessi – più sostenibile e “leggero”. Per l’ambiente, per il portafogli e per il vostro fegato.

E se temete che questo significhi rassegnarsi a delle feste squallide e di basso profilo, permettetemi di contraddirvi. Un Natale green non ha niente da invidiare al più sfavillante e opulento dei 25 dicembre. Dei regali sostenibili abbiamo già detto, ma anche il tour de force pappatorio può essere gestito senza per forza trasformarsi nella brutta copia di Pantagruel. In che modo? Riducendo le porzioni, prima di tutto (al cenone della Viglia sarete in dieci? Fate la spesa per otto persone). Ma anche optando per ricette più leggere e organizzandosi per conservare gli eventuali avanzi: doggy bag per gli ospiti, porzioni da congelare, piatti pronti da regalare alle mense Caritas o al Banco Alimentare. Al di là delle quantità, comunque, cercate di inserire nel menu delle feste solo ingredienti locali e di stagione. Porterete in tavola piatti più gustosi, più nutrienti e sicuramente più ecologici (per mangiare delle “vere” fragole, dopo tutto, basta aspettare solo qualche mese).

Se poi siete indietro con gli addobbi e le decorazioni, affidatevi al fai da te, recuperando materiali di scarto come carta, stoffa, lana, legno e imballaggi in plastica. Coinvolgere i bambini sarà il massimo del divertimento, soprattutto se deciderete di usare materie prima naturali come frutta secca, scorze di agrumi, foglie e fiori secchi. E per quanto riguarda l’albero di Natale, non date per scontato che “finto è più ecologico”. Quello artificiale (realizzato in plastica e raramente made in Italy) va bene solo se pensato per durare molti anni, ma se preferite cambiare ad ogni dicembre, allora meglio optare per un abete vero, purché provenga da coltivazioni controllate e certificate. Dopo l’Epifania sarebbe preferibile metterlo a dimora in un giardino, oppure riportarlo al vivaio dove è stato acquistato.

E se portate la famiglia al Circo di Natale, mi raccomando: niente animali

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