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I miei figli non sono speciali. E va bene così

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I miei figli sono due bambini come tanti altri. Hanno occhi grandi come tutti i mammiferi quando sono ancora cuccioli, e mani paffute che fanno tanta tenerezza. Dicono quelle cose disarmanti che dicono a volte i piccoli, ma altre volte sono ostinati e molesti. Egoisti e cocciuti come lo sono spesso i bambini. Indossano esattamente la taglia corrispondente alla loro età, hanno pesi e altezze perfettamente nella media dei bambini italiani. I miei figli hanno imparato a camminare entrambi quando avevano un anno e due mesi, né tardi né presto. Un’età normalissima, per così dire. Il primo ha parlato molto tardi e un po’ per volta, la seconda prestissimo e come un libro stampato. Diciamo che insieme sono, ancora una volta, perfettamente nella media.

I miei figli sono molto bravi in certe cose, ognuno in cose diverse. Davide se la cava con i numeri, e ha una memoria inquietante. Flavia si arrampica e salta come un piccolo primate, e impugna la penna meglio di me. Sono una frana in altre, inevitabilmente. Lei è stonata come una campana, lui per adesso non ha mostrato grandi doti di agilità. I miei figli sono molto bene educati, per certi aspetti. Per altri, invece, sono anarchici e indisciplinati. Ognuno a modo suo, tra l’altro. A testimonianza del fatto che il merito e la colpa, forse, non sono tutti miei e del loro papà. Davide si lava i denti con perizia ogni mattina e ogni sera, sua sorella, se continua così, si ritroverà la bocca completamente cariata entro i cinque anni di vita. Lei snobba la televisione da sempre, mentre a lui vanno imposti dei limiti, per evitargli una lobotomia. Lei piange se non può andare a scuola, lui ne farebbe quasi sempre a meno. Nel complesso, sono due normalissimi bambini di pochi anni.

I miei figli a volte fanno i capricci. Si fissano su delle questioni completamente irrazionali e fanno sceneggiate isteriche da manuale finché non vengono accontentati, oppure distratti con sistemi più o meno ortodossi (anche perché entrambi possono contare su un tono di voce, quello sì, un po’ sopra la media). Sono entrambi golosissimi, buon sangue non mente… Evitare che la merenda diventi un tripudio di zuccheri e grassi è a volte un’impresa. In compenso non si lamentano mai per andare a dormire la sera, e per il momento non chiedono ancora giocattoli o altri regali. Sono bambini. Normali bambini di quattro e due anni.

I miei figli da qualche tempo si adorano reciprocamente. Giocano insieme a lungo, si abbracciano (Davide abbraccia Flavia e lei tenta di sottrarsi, per la precisione), scoppiano a ridere all’improvviso per cose che capiscono soltanto loro. Ma spesso litigano con una furia cieca, si strappano di mano i giocattoli e tentano di prendersi a botte. Due fratelli normalissimi, come ce ne sono a miliardi nel mondo.

I miei figli non sono speciali. Hanno qualcosa di speciale, certo. Come tutte le persone del mondo. Sono deliziosamente unici, proprio come ogni essere umano che se ne vada a spasso per questo pianeta malridotto e bellissimo. Ma sono bambini come tutti, coi loro talenti e le loro difficoltà. Con le loro paure. Con i loro limiti. Sono precoci in certe cose e molto “lenti” in altre. Ragionevoli o capricciosi. A volte ti spiazzano con l’acume e la profondità delle loro osservazioni, e in altri momenti si rivelano per quello che sono: due bambini piccoli, con ancora tutta la vita davanti per crescere e fare esperienza del mondo.

Sono, semplicemente, due bambini normali. E questa cosa non potrebbe rendermi più felice, oltre che soddisfatta di loro. Li amo esattamente così come sono, non ho mai avuto bisogno di considerarli “avanti”, o straordinari, o “bravissimi” per cogliere la portata immensa del loro valore. Che poi è la stessa per ogni bambino – o adulto – dell’umanità. Voglio dei figli, non dei supereroi. Non mi porta che loro siano i migliori, non mi importa che siano i primi. Sono i miei figli, e voglio solo che siano felici.

4 comments

  1. Un post che ho letto con interesse… Quando è nata la mia prima figlia per almeno due anni ho vissuto in uno stato di felicità estatica che mi ha portato per lungo tempo a considerla “un fenomeno”. Con l’arrivo degli altri due l’incanto non è svanito, ma l’esperienza mi ha aiutato a razionalizzare: ho anche io tre figli nella norma. Sono tuttavia una persona haimè abbastanza insicura, per cui quando le mamme dei compagni dei miei figli di 4 e 5 anni mi dicono che i loro figli ” scrivono sotto dettatura, leggono, contano fino a 100, san già nuotare…”, mi è capitato di rimanerci male, dato che i miei a malapena scrivono il loro nome e ricopiano qualche lettera, amano i libri, ma preferibilmente con le figure, vanno al corso di acquaticità, ma al mare hanno il salvagente… Poi però cerco di non scadere nella logica del confronto, e mi dico che certe mamme farebbero meglio a non vantarsi con le altre mamme, magari di bimbi “nella norma”, dei loro figli “avanti”, perchè tanto verso gli 8-10 anni tutti i bimbi si livellano come competenze, a parte uno sparuto numero di geni.

  2. La prima volta che leggo su un post di Facebook parole vere senza esaltazione di figli o di madri nella più assoluta normalità di quello che viviamo e che forse come sarà con il passare degli anni con una grande consapevolezza maliconica. Isabella

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