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Marsupio: come capire se è davvero ergonomico

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Se credete che per comprare un marsupio comodo e davvero ergonomico basti spendere tanti soldi, acquistare marchi molto noti o affidarsi alle commesse e agli slogan sulle confezioni, temo proprio che vi stiate sbagliando.

In fatto di babywearing (l’espressione inglese che indica il portare “addosso” i bambini con l’ausilio di fasce o marsupi) purtroppo la disinformazione regna ancora sovrana, anche tra gli addetti ai lavori (inclusi, non me ne vogliate, pediatri, ostetriche e aziende in altri campi all’avanguardia).

Il risultato? Marsupi scomodi, che fanno venire il mal di schiena, che il bambino “tollera” al massimo per un’ora al giorno e che risultano, a voler essere ottimisti, praticamente inutilizzabili dopo l’anno di età (non discuto che qualcuno possa avere avuto una percezione diversa, ma di solito, coi marsupi “tradizionali”, purtroppo va così.

Eppure, basta fare attenzione a poche caratteristiche fondamentali per scegliere un prodotto che sia realmente ergonomico, comodo e sicuro per tutti. Ricordate in ogni caso che, a prescindere dalle indicazioni del produttore e dall’eventuale presenza di un riduttore, i marsupi andrebbero usati non prima dei 4/5 mesi di età (fino a quel momento, molto meglio una fascia elastica o rigida).

1. Il marsupio NON deve prevedere l’uso “fronte mondo”
La posizione verso l’esterno, infatti, comporta una postura innaturale per la colonna vertebrale del bambino, dritta o addirittura arcuata verso l’esterno, senza sostegno, con le gambe a penzoloni e il peso che grava sul pube (in sostanza, col fronte mondo è un po’ come essere trasportati appesi per i genitali). Invece, specie nei primi mesi, la schiena dovrebbe rimanere leggermente curvata a C (come nella tipica posizione fetale) piuttosto che stare tesa o addirittura inarcata “in fuori”. Anche dal punto di vista psicologico, infine, il trovarsi esposti al mondo senza filtri può risultare “troppo stimolante” per qualche bambino. Quando il bebè sorregge bene il capo e inizia a interessarsi al mondo (orientativamente verso i 4/5 mesi), lo si può portare sul fianco con una fascia (rigida o ad anelli), oppure, dai 6/7 mesi, sulla schiena (con una fascia lunga o un marsupio ergonomico). Ma il “fronte mondo” sarebbe decisamente meglio evitarlo.

 

posizione colonna vertebrale

Nota bene: la posizione “a culla” col bambino sdraiato, prevista da alcuni supporti, non è raccomandabile per il rischio di soffocamento. La testa del bambino non dovrebbe mai ripiegarsi verso il petto, e il mento non deve mai avvicinarsi allo sterno.

2. Il marsupio deve avere una seduta larga, da ginocchio a ginocchio
I pannelli dei marsupi ergonomici sono abbastanza ampi da offrire al bambino una seduta larga e comoda, con la stoffa che va da ginocchio a ginocchio e il sedere posizionato più in basso rispetto alle ginocchia stesse (la cosiddetta posizione “a M”). In questo modo, il piccolo sarà trasportato in una postura fisiologica, con le gambe leggermente divaricate e le ginocchia alte, come viene raccomandato per la prevenzione e la cura della displasia dell’anca. L’altezza del pannello, inoltre, deve essere adeguata all’età del bambino, offrendogli sempre un sostegno efficace.

seduta marsupio ergonomico

3. Il marsupio deve permettere al bambino di stare in alto, ad “altezza bacio”
Il “portatore”, in pratica, deve essere in grado di baciare il bambino senza abbassare il collo. Questo rende molto più confortevole l’uso del marsupio, non caricando troppo la schiena, il collo e le spalle del genitore e permettendo di camminare agevolmente, senza intralci tra le gambe e senza rischiare di ricevere calci in zone… delicate.

Marsupio non ergonomico

4. Il materiale del marsupio deve essere morbido, naturale e traspirante
Anche se si tratta di supporti strutturati (a differenza delle fasce), i marsupi ergonomici sono realizzati in cotone o altre fibre naturali, sono lavabili e presentano pannelli morbidi, che si adattano alla fisiologia del bambino e permettono al suo corpi di aderire bene a quello di chi lo porta. Meglio evitare, dunque, supporti rigidi, armature in plastica ometallo e materiali sintetici.

5. Gli spallacci e la fascia ventrale devono essere larghi e ben regolabili
Ancora meglio se sono imbottiti (la fascia ventrale imbottita può risultare scomoda per chi è abituato a fasce o mei tai, ma permette di scaricare meglio il peso). In questo modo il peso del bambino può essere sostenuto al meglio, e con una corretta regolazione è facile sistemare il bambino in alto e ben “aderente” al corpo del genitore, che si porti sul davanti o sulla schiena.

Marsupio ergonomico

 

Sul mercato tradizionale non è semplicissimo trovare supporti con queste caratteristiche, ma online si trovano ormai tanti marchi di marsupi ergonomici adatti a bambini dai 4/5 mesi ai due anni e oltre. Scegliere un supporto con queste caratteristiche permette di godere appieno e a lungo dei vantaggi del babywearing, in casa, in città e in viaggio. Senza che nessuno soffra scomodità o fastidi.

 

(Immagini tratte da Babywearing International e International Hip Dysplasia Institute).

4 comments

  1. Mammarsupio! Ho la fascia lunga di cotone bio e il mei tai di lino. Perfetti, anche se il lino all’inizio é un po’ duro, però d’estate é l’ideale!

  2. Tula Toddler (presumo la tua foto sia la versione baby) tutta la vita! Acquistato on-line dal produttore dopo aver usato un mei-tai, penso arriverò tranquillamente ai 22 kg limite senza mal di schiena. Lo zaino da montagna usato per la prima bimba giace dimenticato in soffitta….

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