#allattaserena anche mentre sei incinta: la mia esperienza di allattamento in gravidanza

31 ottobre 2014

Transizioni

31 ottobre 2014

Mai più incinta. Mai più completa

31 ottobre 2014
allattamento al seno
empty image
mai-piu-incinta

L’attesa sta per compiersi. Il tempo liquido del “non ancora”, in cui tutto può succedere (nel bene e nel male) è quasi concluso. Pochi giorni ancora e poi smetterò di essere incinta. Presumibilmente per sempre, salvo imprevisti eclatanti o improbabili ripensamenti. Mi chiedo se e cosa resterà nella mia memoria. Quanto di questi lunghi anni di pienezza, trascorsi in un corpo alternativamente, se non contemporaneamente, gravido o in allattamento, rimarrà a farmi compagnia mentre i figli cresceranno, e io saluterò una volta per tutte, di certo senza averne piena coscienza, la mia lunga giovinezza.

Riuscirò a ricordare la sensazione di un corpo che cresce sotto al mio respiro? Di un figlio che mi colpisce dall’interno, con una indifferenza che presagisce il cinismo con cui forse mi tratterà – me, sua madre – negli anni dell’adolescenza? Di una mano piccolissima che mi accarezza dove nessun altro potrebbe mai, che un millimetro alla volta mi sposta il cuore un po’ più in là?

Resterà nelle mie orecchie lo scorrere di quel flusso mistico di sangue e cellule e molecole che costruisce e modella e rimpingua un essere umano che prima non esisteva, e che adesso occupa uno spazio che non sapevo ci fosse, al centro di me? Uno spazio sempre più grande, destinato a lasciare un vuoto che, forse, niente e nessuno potrà mai più obliterare di nuovo?

Scomparirà quel brivido adrenalinico di onnipotenza di chi, con l’arroganza che appartiene solo agli umani, si mette un bel giorno a imitare Dio, plasmando dal nulla, nel silenzio amniotico delle proprie viscere, un essere che non c’era, dandogli un nome, un corpo, dei connotati? Costruendogli un’anima, replicando quell’eresia così naturale che si ripete imperterrita dall’alba più lontana della storia dell’umanità?

Non sono in grado immaginare cosa resterà, nella mia mente, della mia pancia tesa, delle vene azzurrognole che solcano la mia pelle, del respiro accorciato dall’urgenza di crescere del figlio che mi nuota dentro.

Quello che so con certezza granitica, però, è che il mio corpo diviso – che per altri nove mesi è stato mio come non mai, ma non più soltanto mio, che ha ospitato un cuore e una mente altri, ma fatti da me e di me, che ha visto mischiarsi il mio sangue di madre con quello piccolo di un figlio – non potrà mai più tornare integro, mai completo.

Avrà due pezzi di sé sparsi per il mondo. Due germogli cresciuti e trapiantati chissà dove, nutriti da un humus sconosciuto, ma impastati della stessa linfa che mi scorre dentro. Con le radici affondate per sempre dietro al mio ombelico, nel vuoto roseo e ovattato che risiede tra la mia schiena e la pelle quasi trasparente.

Fino all’ultimo respiro che esalerò, l’integrità del mio corpo di madre non mi verrà mai restituita. A causa della sola mutilazione capace di migliorarti la vita, invece di sciuparla per sempre.

37 comments

  1. Pensiero costante di questi giorni.
    Mi godo ogni minuto di questi 6 mesi che mi rimangono… e poi? E poi solo ricordi, strazianti e totalizzanti. Bellissimi.
    Fremo se penso a quello che sta per succederti, è davvero un miracolo spaziale, il cuore non si dà pace. Siamo esseri perfetti. E allora ti stringo, sicura che la tua pancia probabilmente non crescerà più, ma le loro manine e la loro bella testolina sì, altra grande immensa magia che non ci lascerà mai soli nel mondo. Proprio proprio mai.

    1. Magia. Hai usato la parola perfetta. Ricambio la stretta, 4 cuori che battono in un solo abbraccio (e quando ci ricapita?)

  2. Meravigliosamente bello e vero. Il mio germoglio vagante adesso ha quasi 5 anni, e io questo momento gioco a nascondino con un desiderio, chissà che succederà. Le lacrime sono difficili da trattenere 🙂

  3. Per una volta vorrei essere te per saper usare le parole bene come te, per suscitare quelle emozioni che provocano i tuoi scritti, per poter dire a mio figlio quello che sento quando lo bacio, lo abbraccio, lo addormento al mio seno. Spero lui lo sappia già. In ogni caso, piango. Perché ci vogliono questi momenti intimi di mammitudine acuta! Grazie!

  4. Cara Silvana, quando ho saputo che mai più sarei potuta essere incinta, il parto era ormai lontano e lotto giorno per giorno per non dimenticare nulla, ma la memoria è infame e di anno in anno porta via, mistifica, sostituisce qualcosa.
    Certo è che poche persone comprendono cosa voglia dire “Mi manca la pancia”…mi manca l’universo pancia. Il senso di creazione/fusione/immortalità che vi era racchiuso dentro. Mi manca quella forma di maternità, pur vivendo totalmente l’altra. Buona fortuna!

  5. Che emozione leggerti…chiudo gli occhi e ripenso a com’era coccolare la pancia e pensare a cosa sarebbe successo una volta che sarebbe uscita…ricordi belli che le tue parole hanno fatto riaffiorare…grazie!

  6. Che dire ..non si possono trovare parole migliori e più intense per esprimere ..questi momenti ..queste emozioni ..questo grande amore !! Le ho pensate costantemente ogni giorno nella mia ultima gravidanza ..per questo ho voluto un po più bene alla mia pancia ..accettandola di più ed amandola intensamente

    1. Io di solito trovo questi articoli noiosi e scontsti e questo e” l unico che mi ha commosso davvero. Vera poesia. Voglio stamparlo e tenerlo con me. Grazie, bellissimo meraviglioso.

Lascia un commento!