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Le mani delle mamme

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agriturismo con bambini
vita senza figli
le mani delle mamme

Le mamme diventano mamme in punta di dita. Reggendo tremanti un bastoncino sottile che parla per righe rosa appena accennate. Le mamme hanno mani che si tastano il corpo per scoprire se è proprio vero che da qualche parte laggiù una persona nuova cresce piano nella penombra. Le mani delle mamme parlano con i figli dentro la pancia, restituiscono carezze in cambio di calci, rispondono alle capriole con coccole e massaggi.

Le mani delle mamme sudano e si stringono nel dolore più sordo. Si aggrappano e spingono fuori la vita, ad accompagnare i lombi nell’ultimo sforzo. Le nocche bianche, le unghie affondate nei palmi. Le vene azzurre che affiorano dai polsi tesi. Quelle stesse mani, appena un attimo dopo, si tendono avide per accogliere, per soppesare, per riconoscere. Per incontrare, finalmente. Le mani delle mamme sfiorano lievi la pelle trasparente dei figli neonati. Tremano di amore e di paura, di dolore e di incredulità, come davanti a un mistero.

Le mamme hanno mani veloci e qualche volta insicure. Mani che strofinano, frugano, sfogliano, impastano, dipingono, incollano, intrecciano. Montano e smontano. Mani che ballano. Mani che si sporcano di continuo, e tornano sempre pulite. Mani morbidissime o screpolate, candide o segnate dal tempo. Mani laccate alla perfezione oppure rosicchiate dalla vita, come le mani di certe bambine.

Le mani delle mamme qualche volta sorreggono e qualche volta trascinano. Stringono troppo o mollano inavvertitamente la presa. Forti o stanche, dure o delicate. Le mani delle mamme incoraggiano di continuo, sospingono, rianimano. E ogni tanto puntano il dito. Fanno male, qualche volta, le mani delle mamme. Molto più spesso, però, guariscono. Medicano tagli e massaggiano lividi. Fanno incantesimi e compiono prodigi.

Le mamme hanno mani che inventano storie e nascondono verità dolorose. Dividono equamente tra i figli quello che hanno: l’amore, il tempo, il denaro.

Le mani delle mamme invecchiano accarezzando sempre più fugacemente i figli che crescono. Stringendo dita all’inizio piccolissime e via via sempre più robuste, prima per proteggerle e poi per cercare a loro volta sostegno. Le mani delle mamme, a un certo punto, lasciano andare. Eppure restano piene lo stesso, per sempre. Le mani delle mamme rimproverano, ridono, perdonano. Le mani delle mamme amano.

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