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pappe in viaggio
allattamento

Cosa vorrei dire a una madre che inizia ad allattare (e a quella che ha scelto di non farlo)

Questo post è stato pensato alle 4 di mattina, mentre ero sdraiata a letto accanto a mio figlio che poppava. Un letto vuoto, a parte noi due, in seguito a una discussione notturna con il genitore maschio sul tema latte, nanna e dintorni. Mentre inseguivo un sonno che non sarebbe più tornato, ho pensato a quello che avrei voluto sentirmi dire in questi lunghi mesi di allattamento al seno, emozionanti e atroci, distruttivi ed esaltanti. A quello che avrei voluto sentire ma in pochi mi hanno detto, e non sempre nel modo giusto. A quello che direi io alla mamma di un figlio appena nato.

Prima di tutto, non è colpa tua. Non è colpa tua se l’allattamento non va per il verso giusto, se tuo figlio cresce troppo o troppo poco. Se tuo figlio non dorme abbastanza o piange troppo. Non è tua la colpa se vuole stare sempre al seno, se rifiuta il ciuccio, se non vuole saperne del biberon. Non è colpa tua se si addormenta solo ciucciando, se passano i mesi e tuo figlio non vuole staccarsi dal seno. Non è una colpa, al contrario, decidere di non allattare, non è una colpa arrendersi al dolore, al sangue, al mal di schiena, alla frustrazione di una poppata che non funziona bene. Alla stanchezza mortifera. Non è una colpa decidere di non volerci neanche provare. Non è una colpa, semplicemente, stabilire che il latte artificiale è la soluzione migliore per te e per tuo figlio. Non è una colpa allattare per pochi mesi o per qualche anno. Non è colpa tua.

Documentati, leggi, informati. E poi decidi in autonomia. Non permettere che altri, neanche il padre di tuo figlio, ti dicano cosa fare. Ascolta il tuo corpo e il tuo cervello, segui il tuo istinto. Quello materno, ma anche (e forse soprattutto), quello di sopravvivenza. Non fare paragoni con le altre madri e con i loro figli. Cerca di comunicare con il tuo bambino e saprai cosa fare.

Passerà. Qualunque difficoltà tu stia vivendo o ti troverai ad affrontare, ricordati sempre che passerà. Le fredde notti insonni non dureranno per sempre. Il dolore al seno, per quanto lancinante, scomparirà tra poco senza lasciare traccia. Il letto matrimoniale ritornerà presto ad essere tale, la fame e la sete si spegneranno. Il tuo corpo tornerà ad essere normale. Normale e tuo. Il tuo bambino non sarà un poppante per sempre.

L’allattamento è una cosa naturale, ma questo non vuol dire che sia facile. Anche le pestilenze sono naturali, come lo sono le doglie e il mal di denti. Anche morire è una cosa naturale.

Il dolore fisico, in molti casi, può essere prevenuto informandosi bene. Chiedi aiuto a chi ha già esperienza, purché sia una persona che ti conosce bene e di cui ti fidi. La Lega del Latte è un ottimo supporto, ma non è la depositaria della verità assoluta (come nessun altro, del resto).

Qualunque sia la tua scelta – seno, formula, una via di mezzo tra le due, allattamento breve o prolungato, cosleeping – troverai chi ti dirà che l’hai compiuta per egoismo, che hai deciso di percorrere la strada più “comoda”. Fregatene. Tu sai, eccome se lo sai, che la verità è un’altra.

Tuo figlio starà bene. In ogni caso. Amalo, passa del tempo con lui, goditi il tempo insieme a lui. E lui starà bene.
allattamento1Per quanto mi riguarda, allattare al seno non è stata una vera e propria decisione, nel senso che non mi sono mai neanche chiesta se non fosse per caso preferibile rinunciarvi. Istintivamente, ho sentito che la mia strada era quella. Questo però non ha reso le cose sempre facili, soprattutto a causa di consigli non richiesti, interferenze, giudizi sommari. Espressi, tra l’altro, quasi sempre da donne che non hanno mai allattato (e magari che non sono neanche madri).

Prima che partorissi, ad esempio, la parola d’ordine era incoraggiamento. Al grido di frasi come “Spero che tu riesca ad allattare, io ho avuto due figli e non ci sono riuscita!” oppure “Le ragadi sono insopportabili, io sanguinavo come una fontana, allattavo e piangevo”. Quando è nato mio figlio, l’iniezione di fiducia e di ottimismo ha raggiunto picchi grotteschi. La mia compagna di stanza in ospedale, al terzo parto, si vantava ad alta voce di quanto fosse bravo suo figlio a poppare, di quanto le sue tette si prestassero anatomicamente ad allattare, di quanto latte avesse a sole 24 ore dal cesareo. Nel letto accanto, nel frattempo, io ero in lacrime perché Davide faticava ad attaccarsi e perché non c’erano segnali della montata lattea.

Poi, decollato l’allattamento, sono arrivate le cosiddette coliche. Estenuanti e interminabili. E lì le mie incoraggianti congeneri si sono davvero superate. Per qualcuna mio figlio piangeva perché non avevo abbastanza latte, per qualcun’altra invece ne avevo troppo, oppure era indigesto. In ogni caso, la causa di tanta disperazione era nelle mie tette, e nella mia caparbietà nel continuare ad offrirle al mio bambino. Passate le coliche, è stata la volta della nanna (“Se non dorme tutta la notte è solo colpa delle tette, dagli il biberon!”), e poi dello svezzamento: quando Davide ha compiuto 4 mesi è iniziato il coro dei “Non sarebbe ora di svezzarlo? Gli stai dando almeno la frutta? Se aspetti troppo avrà problemi con il cucchiaino! E poi arriverà l’estate, farà troppo caldo (!) per dargli da mangiare”. Avviato lo svezzamento, per altro con una facilità imbarazzante, le argomentazioni non si sono esaurite. Da qualche mese il leitmotiv ruota intorno al fatto che Davide-ormai-è-grande, se non gli levi il seno adesso non ci riuscirai più, così tuo figlio diventa un “mammone”, un imbranato, un maniaco sessuale. Come se allattare un bambino di un anno, tra l’altro soltanto di notte, e solo quando lui reclama il seno piangendo disperato (non sono mai io a offrirglielo) equivalesse a una castrazione chimica.

Posso solo immaginare cosa debba sopportare una madre che non allatta.

Fortuna che ho avuto accanto anche madri empatiche e rispettose. Discrete e compassionevoli. Peccato che in molti casi si trattasse di donne conosciute da poco, fisicamente lontane, a volte mai incontrate di persona. Le ringrazio con tutto il cuore: senza di voi non ce l’avrei fatta. O forse sì, ma mi sarei sentita ancora più sola.

61 comments

  1. Io di allattamento al seno ne ho parlato e ne parlo, sul mio blog. La verità è che una mamma viene sempre critcata. Punto. Dobbiamo imparare a seguire il nostro istinto, ascoltare le persone giuste, ma principalmente noi stesse, E SOPRATTUTTO, i nostri figli, ogni giorno; il discorso esce dal solo allattare in questo caso. Comunque, Io l’ho allattato fino a tre anni. Sì la sera si faceva un goccetto 😉 Sono stata criticata, che novità! Ancora allatti? Non prende il ciuccio? Bla, bla, bla. Del ciuccio sono proprio contenta. Quanto ad addormentarsi al seno, la cosa più facile per farlo addormentare! Prima della gravidanza, non avevo chissà quali slanci pro allattamento. Ho voluto farlo, è stato faticoso, difficoltoso all’inizio, ma ho continuato. Ci faceva stare bene. Questo è quello che una mamma deve fare: stare bene con suo figlio.

  2. Questo è esattamente quello che ogni neomamma dovrebbe leggere…e non ascoltare nient’altro. Tanto si sa, ci sarà sempre chi crede di saperne più di te su tuo figlio…Due allattamenti e le cose che hai elencato le ho sentite tutte, e anche qualcuna in più. Me ne sono sempre fregata.

  3. La mia esperienza:ho allattato serenemente e facilmente, continuo a farlo solo la sera per conciliare il sonno(mia figlia ha un anno), ringrazio il Signore di avermi concesso ciò, ma non ho mai provato il brivido di cui tutti mi hanno sempre parlato! Anzi, tornassi indietro, proverei quanto meno a dare un’aggiunta ma solo per non avere le difficoltà che sto avendo adesso (Michela prende il latte vaccino solo se azzuppato come Emilio!).Ho trovato l’allattamento utile per comodità e per risparmio economico. Poi basta.Sembra brutto, ma è così. E ammetto una mia debolezza (perché a furia di dirtelo, ti fanno il pozzo in testa):sto cercando un metodo per toglierlo anche la sera per evitare che mia figlia si abitui ad addormentarsi solo così.Ma sia chiaro: se avessi avuto problemi di disturbi giornalieri e soprattutto notturni con lei, non avrei evitato di cacciare la tetta se questa fosse stata la soluzione.Mai giudicare una mamma se non lo si è, se non lo si è stata, e se non si sono avuti mai problemi. Mai!

    1. La zuppa di latte! Quello sì che è un tunnel… 😉 Comunque anche io forse proverei a proporre prima il biberon a un eventuale secondo figlio, ma la mia sensazione é che questo cambi poco. A Davide ho offerto tisane anti-colica (senza zucchero) fin dal secondo mese e il mio stesso latte intorno all’ottavo, ma del biberon non ha mai voluto saperne. Tanta pazienza! 🙂

        1. In pratica niente, dato che durante la notte ciuccia almeno un paio di volte (di cui l’ultima non più tardi delle 6, di solito). Normalmente mangia direttamente uno yogurt Hipp verso le 10.30. Da un paio di giorni gli stiamo proponendo del latte. Oggi be ha presi ADDIRITTURA 20 ml! XD

  4. Sto allattando mio figlio da 15 mesi. I primi due figli non li ho allattati, x per scelta e x ignoranza ma ogni volta ho subito critiche. Quando non allattavo mi facevano sentire diversa, incapace poco amorevole ora che allatto e sto continuando mi fanno sentire una mamma poco forte x smettere, una che vizia. Non va mai bene nulla. I miei figli li amo tutti e tre in un modo incredibile viscerale con o senza latte. Stavolta l esperienza allattamento è andata bene ed è un percorso dolcissimo ma questo non cambia l amore che provo ed ho provato per gli altri due.

  5. condivido appieno. Allattalo fino a quando vi va….io l’ho fatto fino a 10 mesi e Flavio si ammala pochissimo. Anzi mi sono pure pentita, con il senno di poi l’avrei allattato fino ad 1 anno!

    1. Grazie, Rita. Anche qui finora (sgrat sgrat!) una ottima resistenza ai malanni. Ma in questo credo conti molto anche la genetica. Io sono stata allattata col biberon, eppure non mi ammalo (e non mi ammalavo) mai. Ho dovuto vaccinarmi per le varie malattie esantematiche, perché, nonostante asilo e cuginetti, da piccola avevo preso solo la pertosse.

  6. Il tuo post li trovo molto profondo e vero….noi donne quando diventiamo mamme ci ritroviamo a dover affrontare da sole situazioni molto particolari e sopratutto esclusive. …alcuni mariti o compagni capiscono ,altri no…..alcune persone hanno sensibilità e tatto nel consigliare , altre no….ma la verità è che ciò che conta , come hai scritto giustamente tu, siamo noi e il nostro istinto , perché la maternità è un qualcosa di talmente intimo e delicato che a parere mio quasi nessuno dovrebbe permettersi di giudicare le scelte di una mamma e magari aiutarla e sostenerla. ….

  7. Ci sarà sempre qualcuna (in questo caso il femminile è quasi d’obbligo) che SOLO PER ESPERIENZA vorrà dare consigli non richiesti, senza capire che la mia esperienza non è la sua.. io ho allattato Francesco soffrendo da morire con ragadi, mastiti, febbre a 40 e notti insonni…..
    e nessuno- se non mio marito – che mi dicesse basta, lascia stare.. no anzi, incoraggiamenti ad andare avanti …..
    ed è stato un sollievo il fatto che Francesco già a 5 mesi non si svegliasse più di notte per mangiare, insieme alla rapidità del suo svezzamento (in pratica voleva mangiare tutto quello che di solido fosse commestibile)..così ho potuto quasi con naturalezza abbandonare la mia tortura… eh sì è stato mio figlio a salvarmi!

  8. A leggere la tua sembra di rivivere la mia esperienza..uguale! Compresi i consigli non richiesti che mettono a dura prova la già precaria sicurezza di madre.. Per quanto mi riguarda ho deciso di non ascoltare nessuno..o meglio di ascoltare e scegliere da sola..passiamo ancora notti insonni perché vuole attaccarsi al seno, magari senza neanche tanta fame ma solo per sentire il contatto, e questo fa piacere prima a me inutile negarlo anche perché riequilibra i sensi di colpa che ho quando la lascio dai nonni per andare a lavoro. Credo che il rapporto madre figlio sia una cosa davvero unica e personale e per questo non devo giustificarmo delle mie scelte.. Dovrò dare conto solo a mia figlia di questo e almeno quando vorrà delle risposte potrò spiegarle il perché

  9. Grazie davvero! è veramente confortante sentire le parole di una mamma sincera! Io ho un bimbo di 50 giorni, purtroppo l’allattamento al seno non è stato possibile, con il conseguente senso di colpa (che a volte ritorna!), il mio piccino è nato piccolo e molto pigro, purtroppo nonostante all’inizio avessi molto latte con il passare dei giorni e lo stress causato da “tutti i consigli” alla fine il latte è scomparso…! L’allattamento era una cosa a cui tenevo molto, ma giustamente come dici tu, mio figlio non sarà per sempre un poppante e di esperienze e condivisioni ne faremo tante altre insieme!

  10. Pingback: Latte e lacrime
  11. Ciao a tutte, grazie Simona hai praticamente scritto la mia esperienza di neomamma. Ho allattato per 18 mesi la mia Sofia e sono felice di ciò All’inizio da neomamma ho ascoltato tutti pediatri, mamme, nonne zie zii nonni e chi più ne ha ne metta, avevo la testa piene di informazioni tutte contrastanti e non sapevo cosa fare: allatto si allatto no, l’aggiunta si l’aggiunta no, Ad un certo punto, ho detto basta a tutti ed ho ascoltato l’unica persona veramente importante: mia figlia. Da quel momento le cose sono cambiate l’allattamento è diventato un momento di gioia, tutto nostro, il nostro legame si è saldato non era un mantenere il cordone attaccato(come hanno detto alcuni) ma un modo per coccolarla per dirle la mamma è qui non ti lascia. Poi Sofia in maniera naturale ad un certo punto ha smesso di volere il latte di mamma la notte…..e se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto senza modificare una virgola eccetto dare ascolto a tutti quelli che mi hanno stressato nei primi due mesi di vita di Sofia e forse detto fra noi l’unica persona che vorrei accanto a me è il mio compagno che in questi 18 mesi è l’unico che mi ha sempre detto una mamma sa quello che è meglio per un figlio ………..

  12. Le tue parole non mi fanno sentire più un totale fallimento, specialmente dopo frasi molto scoraggianti e offensive offerte da persone che in effetti non hanno figli o sono incinte. È sempre molto facile utilizzare frasi fatte del tipo lo stai viziando, fallo dormire nella culla, non tenerlo troppo in braccio!!!! Sicuramente ci sono state tante cose che potevo affrontare diversamente, ma posso garantire a tutte le donne senzabimbi o incinte o che stanno pensando di affrontare una gravidanza, è molto più difficile di quello che potete pensare. Io dormo con mio figlio di quasi tre mesi sul petto, tutto è iniziato per riuscire a riposare per almeno due orette a notte, se lo mettevo in culla dopo due minuti occhi sbarrati e inizio pianto. Il pianto di tuo figlio ti strappa il cuore, è straziante!!!! Non è come pensavo, non ce la fai proprio ad essere indifferente, specialmente all’inizio, poi per istinto fi sopravvivenza impari un pò a conviverci per piccoli periodi di tempo ma non sono poi cosí lunghi. Mi ferisce profondamente sentire le mie amiche dire che ho e sto sbagliando tutto!!!! Una di loro è incinta e mi ha detto che lei di sicuro non dovrà affrontare i miei problemi, e non farà i miei errori, le ho risposto che le auguro con tutto il cuore che sia cosí. Le ho fatto anche promettere di dirmi tutta la veritá una volta tornata a casa. Ho deciso che per essere una persona migliore non darò mai più dei consigli a meno che vengano richiesti, e di sicuro eviterò di parlare dei miei problemi o quello che sto affrontando con le mie amiche, ma di scegliere di confessarmi con delle persone che sono più compensive e aperte di mente. È azzeccato quando si dice che tra il dire e il fare c’é mezzo il mare. E voi là fuori se non avete avuto bambini evitate di dispensare consigli o di giudicare il comportamento delle neo mamme perchè è molto più difficile di quello che possiate mai immaginare.

    1. Cara Melania, hai la mia piena comprensione. Quello che dici è sacrosanto, io stessa mi sono resa conto solo adesso di quanto sia facile proporre modelli e sputare sentenze quando non si vivono determinate situazioni. Tanto che, proprio come te, ho giurato a me stessa di non giudicare mai piú gli altri genitori (come racconto qui: http://unamammagreen.com/2013/10/18/sono-tutte-puericultrici-con-i-figli-degli-altri-anche-io/). Anche per noi il cosiddetto cosleeping è stata una necessità, l’unico modo per riposare almeno un po’ e per risparmiare a Davide pianti senza controllo. Ci sarà tempo e modo per cambiare abitudine. Quindi ignora le malignità e procedi a testa alta. Un bacino a tuo figlio (come si chiama?).

      1. Cara Silvana grazie delle tue parole mi sono veramente rincuorata. Mio figlio si chiama Raffaele Davide. È stato tanto desiderato, ciò nonostante è comunque difficile. Mi regala tanti sorrisi e chiaccherà tantissimo, fa tre mesi il 27. Seguirò i tuoi blog con piacere, è bello non sentirsi sole. Un bacio anche al tuo Davide.

  13. Questo post è molto incoraggiante, io se posso voglio allattare al seno il mio Travis perché credo che gli faccia bene questo latte. Mia mamma non ha potuto allattarmi per molto tempo perché il latte non ne aveva tanto e dopo un po’ è andato via.. Vedrò cosa ha preparato la natura per me e Travis.
    Ciao
    Magdalen+Travis 32+5

  14. Condivido quello che è stato scritto, è proprio così. Io con entrambe non ho allattato perché il latte non è mai arrivato… Proprio 4 gocce. Quando ero incinta tutti mi dicevano che avevo sempre avuto un seno grande quindi ” chissà quanto latte farai…”. Non è stato così ! per tutti è stata colpa mia perché non mi sono ” applicata nella spremitura. ” addirittura una tipa del consultorio di quasi 60 anni mi ha detto che se lei si fosse massaggiata il seno avrebbe prodotto il latte perché si può fare anche se non si ha partorito… Bisogna sapere massaggiare il seno nel modo giusto ed impegnarsi…. Mah!Con la prima mi sono sentita in colpa ma , con la seconda , quando ho visto che non c’era latte , sono andata subito dj biberon. Poi ho deciso di fare di testa mia perché altrimenti ti fanno vivere male la gioia di essere mamma.

    1. Lorenza, a me è stato detto il contrario (potresti avere difficoltà ad allattare, visto che hai il seno e i capezzoli piccoli!), ma mio figlio ha quasi un anno e ancora ciuccia. La gente parla per sentirsi importante. E la scena della 60enne che si palpa le tette, con rispetto parlando, mi dà un po’ la nausea! 🙂 Vai per la tua strada a testa alta e con la coscienza immacolata! E grazie del commento, torna a leggermi se ti fa piacere.

  15. Penso sia una cosa triste quando il letto resta “vuoto”, quando una mamma fatica a coinvolgere il papà soprattutto nei primi giorni e mesi di vita del bambino, quando un papà ritiene che non sia affar suo occuparsi di certe cose… un padre non può certamente allattare ma può essere di grande aiuto e supporto psicologico per la sua compagna…

    1. Sono d’accordo, Gio. Ma ci tengo a dire che questo non è assolutamente il caso della mia famiglia. Il letto vuoto era frutto di una discussione episodica, originata da tanta umana stanchezza. Una discussione in un anno ci può stare, direi, no? 🙂

      1. l’avevo capito 🙂 , però l’ho preso come spunto per una riflessione più ampia su un modo di pensare che purtroppo spesso si rivela tristemente reale…

  16. Ho allattato 18 mesi e mi (ci) è piaciuto molto, adesso aspetto il secondo figlio e lo allatterò, credo, ma non mi faccio problemi se per qualsiasi mortivo ciò non accadrà e passeremo al latte artificiale. Quel che voglio dire è: va bene così, non facciamoci paranoie, il nostro bimbo si nutre anche del nostro stato d’animo non solo di latte, diamogli serenità cercando di essere serene davvero. Essere mamme è la cosa più bella che possiamo fare nella vita, e godiamocela un po’ questa maternità, sorridiamo!!!
    Sorridiamo ai nostri cuccioli, sempre!
    In bocca al lupo a tutte…
    K.

  17. Silvana, grazie per queste tue parole. Sono diventata mamma per la seconda volta da tre settimane e purtroppo questa volta ho difficoltà con l’allattamento; perciò da qualche giorno do latte artificiale (al seno non riesce a prendere quantità tali da nutrirsi e non sono riuscita a tirarmi abbastanza latte da coprire il fabbisogno per tutti i pasti). Con la prima figlia l’allattamento è stato da manuale, esperienza più che positiva, ti lascio quindi immaginare la frustrazione e il senso di colpa e di inadeguatezza che sto provando. Anche se ora va meglio… contando anche il fatto che l’attacco comunque al seno quando lo cerca; al massimo si fa un “micro-aperitivo” perché non riesce a succhiare a lungo ma va bene così.
    Le tue parole mi sono di conforto; di nuovo: grazie!

    1. Luisa, grazie a te di aver letto le mie parole e di aver raccontato la tua storia. Sei una brava mamma. Andrà tutto bene, e noi siamo tutte con te! Ti abbraccio forte, congratulazioni per la tua secondogenita (o è un secondogenito? :))

      1. È una secondogenita… per la gioia del papà che si ritrova circondato da donne! 🙂
        Grazie ancora Silvana, un bacione a te e al tuo Davide (nome che mi sarebbe piaciuto per un maschietto!)

    1. Grazie per la citazione, e soprattutto per aver il racconto della tua esperienza. Pensa che io nei sensi di colpa ci sguazzo da sempre… Comunque prima o poi un altro figlio lo faccio pure io, giusto per darmi la possibilità di sentirmi diversamente!

      1. Ciao Silvana, grazie a te per il tuo post, e ora che giracchio da un pochino tra un post e l’altro, grazie per il tuo blog tutto! Mi piace davvero molto. Hai scatenato un dibattito accesissimo tra le mie amiche mamme 😉

  18. Bellissimo post con il primo figlio ho dovuto sopportare tutto quello che hai detto visto che l’ho allattato fino a 26 mesi ed ho sofferto molto di tutte le cattiverie che mi hanno detto (le stesse che tu hai menzionato, sono riusciti anche a dirmi ….forse il bambino è agitato perchè il tuo latte non è buono!!!! ) Ma non importa ora con il secondo siamo a quota 21 mesi e non c’è cattiveria che mi ferisca!!! Copierò questo tuo post e lo farò leggere a tutte le mie amiche in dolce attesa……………GRAZIE

  19. fa piacere vedere che ci sono mamme che la pensano come te! 🙂
    io dopo un mese di “spremitura” (facevo fatica ad allattarlo e nello stesso tempo avevo necessità di svuotare il seno perciò ho dovuto usare un tiralatte) sono passata all’artificiale, perché sinceramente passare quelle ore a tirarmi il latte non mi faceva stare bene…ora mi godo di più mio figlio e mi sento una mamma decisamente migliore! 🙂

  20. Fra poco mi scende una lacrima,il ricordo di non essere riuscita ad allattare la prima figlia,che dopo 20 giorni di ragadi,sangue e dolori lancinanti dove io pur di allattare resistevo e stringevo i denti,una depressione post partum è un trasloco stressante all’improvviso finii il latte e RITA non cresceva e piangeva sempre per cui il pediatra disse che doveva avere il latte artificiale…..morale della favola:persone che mi incolpavano che io non mi ero impegnata abbastanza….ma va va….

  21. io ho partorito quando non avevo più nè madre nè suocera. Ho fatto quello che volevo e nessuno si è azzardato a dirmi nulla, altrimenti li fulminavo. Per documentarvi ci sono fior di libri, adesso fate tutte il corso pre-parto…che state ad ascoltare a fare la gente…ascoltate il vostro pediatra!

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