Coppia dopo due figli: come si fa a restare a galla?

23 gennaio 2018

Prima di voi

23 gennaio 2018

La mamma a casa con un figlio influenzato

23 gennaio 2018
coppia dopo due figli
prima di voi
mamma a casa con figlio influenzato

La mamma (o il papà) a casa con un figlio influenzato comincia con le migliori intenzioni.

Combatte strenuamente l’abbrutimento. Si pettina con cura, si veste comoda ma decente, magari si trucca appena. Rimette in ordine la casa, apparecchia la tavola prima dei pasti. Arieggia le stanze a rotazione, accomodando di volta in volta il piccolino in un ambiente caldo e confortevole.

La mamma a casa con un figlio influenzato monitora la temperatura del pargolo a intervalli regolari, alternando il termometro digitale migliore (selezionato leggendo le recensioni delle più autorevoli mamme blogger sul mercato) a un residuato bellico a mercurio eredità della bisnonna. Di quelli da tenere su per almeno 8 minuti.

Centellina gocce di antipiretico con precisione maniacale, tanto che col suo misurino della tachipirina potrebbero riprogrammare tutta la sezione “litri e sottomultipli” del Museo dei pesi e misure di Sèvres. Serve pasti leggeri e gustosi: minestre, zuppe, frutta di stagione e frullati freschi. Si preoccupa che suo figlio sia adeguatamente idratato, gli offre acqua naturale a temperatura ambiente. A piccoli sorsi, con intervalli frequenti. La mamma a casa con un figlio influenzato intrattiene il piccolo paziente con giochi tranquilli e costruttivi. Si siede accanto a lui sul tappeto caldo e legge, monta puzzle e costruisce torri di mattoncini.

Tutto questo, però, nelle prime 24/48 ore di influenza. Soprattutto se il figlio febbricitante è piccolo, e se la mamma (o il papà) è una neofita di termometro e sciroppo antipiretico.

Perché, dopo il terzo giorno a casa con un figlio influenzato, la mamma media subisce una trasformazione degna di Genny Savastano al ritorno dalla prigionia in Honduras.

A quel punto, la mamma a casa con un figlio influenzato spalanca senza pietà qualunque finestra, porta e botola di casa, nella speranza di disperdere la carica virale che appesta l’appartamento. E se fuori ci sono due gradi sotto zero, tanto meglio, ché il freddo ammazza i germi.

Concede al figlio maratone estreme di cartoni animati, nella speranza di avere almeno il tempo di farsi una doccia o rispondere alla mail urgente che ha intravisto sul cellulare circa due giorni prima. Gli permette addirittura di guardare su YouTube venticinque minuti di video di un tizio che scarta sorprese degli ovetti, nella speranza di tenerlo tranquillo per un po’.

La mamma a casa da più di tre giorni con un figlio influenzato gli compra ottocento chili di plastilina, due libri e finanche una o due di quelle cazzatine dell’edicola, pur di intrattenerlo almeno mezz’ora senza che la chiami novecento volte (“Maaaamma, ho sete! Maaaamma, devo andare in bagno! Maaaaaaammma, dove sono i fazzoletti di carta?”).

Misura la temperatura a occhio, poggiando una parte qualunque del proprio corpo sulla fronte accaldata del figlio. E ottiene peraltro un risultato di gran lunga più attendibile della media pesata di otto misurazioni consecutive con termometro analogico e digitale. Al bisogno, somministra dosi di antipiretico misurate in “mezzi cucchiaini”, e diluite in succhi, acqua, miele e qualunque altro intruglio le permetta di evitare l’ennesimo incontro di lotta greco-romana per riuscire a far prendere la medicina a suo figlio.

I leggings in caldo cotone e l’elastico per i capelli diventano la sua divisa d’ordinanza, e si ritiene soddisfatta delle condizioni della propria casa nel momento in cui ha gettato via la maggior parte dei fazzoletti sporchi dispersi in giro.

Permette a suo figlio di pasteggiare con le schifezze più inenarrabili, purché ingerisca finalmente qualcosa di solido. E per avere la scusa di attingere alle stesse schifezze, innalzando almeno un po’ il livello di endorfine nel proprio sangue.

La mamma a casa con un figlio influenzato, dopo qualche giorno, semplicemente cerca di sopravvivere. Sempre se la malattia non finisce per cogliere anche lei.

2 comments

  1. Presente!!! Quoto in pieno!!! Tutti e due malati…ma mentre il grande di 15 anni giace inerme nel letto,la piccola di 6 e’ insolitamente briosa e vivace!!! E da stamattina 38 anche io!!!

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