Asilo nido: 5 consigli per risparmiare e inquinare meno

23 settembre 2015

Ballata dell’aerosol

23 settembre 2015

I miei figli dimenticheranno

23 settembre 2015
1442820940044
aerosol
i miei figli dimenticheranno

Il tempo è un animale strano. Somiglia a un gatto, fa come gli pare. Ti guarda sornione e indifferente, scappa via quando lo implori di fermarsi e rimane immobile se pure lo preghi, per favore, di andare. A volte ti azzanna mentre fa le fusa, oppure ti raspa con la sua lingua ruvida. Ti graffia mentre ti sta baciando.

Il tempo, piano piano, mi solleverà dalla fatica estenuante di avere dei figli piccoli. Dalle notti senza sonno e dai giorni senza requie. Dalle mani grassocce che ininterrottamente si aggrappano, mi scalano, mi tirano, mi frugano senza ritegno e senza remore. Dal peso che riempie le mie braccia e piega la mia schiena. Dalle voci che mi chiamano e non ammettono ritardi, attese, esitazioni. Mi restituirà l’ozio vacuo della domenica mattina, le telefonate senza interruzioni, il privilegio e la paura della solitudine. Alleggerirà, forse, il fardello della responsabilità che certe volte mi opprime il diaframma.

Ma il tempo, inesorabilmente, raffredderà di nuovo il mio letto, adesso caldo di corpi piccoli e respiri veloci. Svuoterà gli occhi dei miei figli, che ora traboccano di un amore poderoso e incontenibile. Toglierà dalle loro labbra il mio nome urlato, cantato, sillabato e pianto cento, mille volte al giorno. Cancellerà – un po’ alla volta oppure all’improvviso – la familiarità della loro pelle con la mia, la confidenza assoluta che ci rende praticamente un corpo solo. Con lo stesso odore, abituati a mescolare i nostri umori, lo spazio, l’aria da respirare. Subentreranno, a separarci per sempre, il pudore, il giudizio, la vergogna. La consapevolezza adulta delle nostre differenze.

Come un fiume che scava l’arenaria, il tempo minerà la fiducia che mi rende ai loro occhi onnipotente. Capace di fermare il vento e calmare il mare. Riparare l’irreparabile, guarire l’insanabile, resuscitare dalla morte.

Smetteranno di chiedermi aiuto, perché avranno smesso di credere che io possa in ogni caso salvarli. Smetteranno di imitarmi, perché non vorranno diventare troppo simili a me. Smetteranno di preferire la mia compagnia a quella di chiunque altro, e guai se questo non dovesse accadere.

Sbiadiranno le passioni – la rabbia e la gelosia, l’amore e la paura. Si spegneranno gli echi delle risate e delle canzoni, le ninne nanne e i C’era una volta termineranno di risuonare nel buio.

Con il tempo, i miei figli scopriranno che ho molti difetti, e, se sarò fortunata, ne perdoneranno qualcuno.

Saggio e cinico, il tempo porterà con sé l’oblio. Dimenticheranno, anche se io non dimenticherò.
Il solletico e gli inseguimenti (“Mamma, ti prendo io!”), i baci sulle palpebre e il pianto che immediato ammutolisce con un abbraccio. I viaggi e i giochi, le passeggiate e le febbri alte. I balli, le torte, le carezze mentre si addormentano piano.

I miei figli dimenticheranno. Dimenticheranno che li ho allattati e cullati per ore, portati in fascia e tenuti per mano. Che li ho imboccati e consolati e sollevati dopo cento cadute. Dimenticheranno di aver dormito sul mio petto di giorno e di notte, che c’è stato un tempo in cui hanno avuto bisogno di me quanto dell’aria che respirano.

Dimenticheranno, perché è questo che fanno i figli, perché è questo che il tempo pretende.

E io, io, dovrò imparare a ricordare tutto anche per loro, con tenerezza e senza rimpianto. Gratuitamente. Purché il tempo, sornione e indifferente, sia gentile abbastanza con questa madre che non vuole dimenticare.

 

198 comments

  1. Quanta tenerezza e quanta verità! Le coccole, i giochi, le canzoni, le risate e i pianti che condividiamo con loro sono piccoli mattoncini che alla fine costruiranno i nostri uomini e le nostre donne di domani. E su quei mattoncini sarà impresso il nostro marchio. E sarà indelebile.
    Una nonna innamorata della sua nipotina.

  2. È un post molto bello e pieno di emozione ma non sono d’accordo …dobbiamo sapere per primi almeno per me…che i nostri figli li abbiamo messi al mondo ma non sono nostri ….ogni figlio ha il proprio disegno già scritto prima che emetta il primo vagito….noi li amiamo al disopra di tutto più di noi stessi e daremmo la vita per loro…se potessimo preservarli dal dolore dalle delusioni dalle amarezze che la vita ti consegna….ma non possiamo non c’è concesso noi non dimentichiamo nulla dal primo suono di quel pianto quando è nato a quella risposta secca quando non gira la luna….ma neppure loro dimenticano anzi più passa il tempo più ti apprezzano più vogliono condividere con te i loro dubbi le loro preoccupazioni il mal umore che li accompagna quando la vita ti delude ….ci vogliono accanto a loro non addosso ma sempre accanto in modo che se ne anno bisogno allungano la mano e trovano la tua!!!!!❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️

  3. Praticamente un capolavoro, complimenti, ho notato che è già virale su facebook, e mi sta facendo piangere a fontana da un’ora, nonostante io sia ancora nel pieno della fase descritta, con tre bimbi di 5, 3 e 1 anno! Eppure già mi proietto… è tutto vero, quello che possiamo fare è fare tesoro di queste bellissime parole per vivere al meglio, insieme a loro, questo tempo che vola <3

  4. Confermo quello che dice Clorinda, tutto tornerà in mente ai nostri figli quando saranno genitori. Così come è successo a noi. Noi siamo genitori (buoni o no) in base alla nostra esperienza di figli (amati o trascurati).

  5. Testo veramente stupendo, anche se concordo con molte nel dire che cio´che rimane in eterno e´l´amore, e sopratutto che ogni eta´ha la sua magia e la sua comunicazione speciale fra mamma e figlio/i. Ma complimenti, scritto in modo toccante e meraviglioso!!

  6. Questa è una poesia non un post.
    Dentro di me ripeto che non sarà così ma come chi ha paura della realtà e la nega fortemente. Io sto affrontando l’adolescenza e tanto è già cambiato, ma credo e spero che non cambierà completamente, spero di rivedere almeno ogni tanto quello sguardo.

  7. Cambia gradualmente il rapporto, perché stanno crescendo, perché hanno altre esigenze, perché il contatto fisico e la coccola si fanno in casa la sera e non piú per strada di fronte agli amici ( mamma, dai!). Ma ti chiedono molto di più. Ti chiedono e controllano la coerenza delle tue azioni con le tue parole, perché tu la chiedi a loro; ti chiedono le prime libertá, ma con lo sguardo ti dicono anche di non dargliene troppo, perché non le sanno gestire; ti chiedono di lasciargli i loro spazi, ma di dosarli perché non vogliono essere abbandonati. Ti chiedono di ascoltarli anche quando nemmeno loro sanno cosa dire. E tu devi imparare a lasciarli andare anche se vorresti trattenerli, a farli sbagliare, anche se daresti tutta te stessa per non farli soffrire, a ridere con loro quando lo vorranno, ad accettare i loro amici spalancando loro le porte di casa tua perché lí saranno al sicuro anche nei momenti in cui sognavi di startene da sola con un libro. Sarà diverso il rapporto, più difficile, apparentemente meno appagante, ma solo apparentemente. Diceva mia nonna contadina: “tu parla sempre ai tuoi figli, raccomanda sempre le cose, fagli capire che ci sarai sempre per le cose belle, ma soprattutto per quelle brutte, perché la tua famiglia ci accetterà sempre e per te figlio ci sarà sempre”. È tutto quello che avrai seminato tuo figlio non lo dimenticherá, anche se forse per un lungo periodo non saprá esprimertelo.

    1. Manuela…questa fase dei nostri figli la sto vivendo appieno…e l hai meravigliosamente descritta cosi…com e’…grazie…commossa …..

  8. Commovente e vera…La realtà di mamma già vissuta…quando ormai sono grandi e, nonostante l’affetto, ,loro diventano altro, loro sono persone e non più bambini. Mentre io ancora vivo di ricordi, loro vanno via perché è questa la loro vita.

  9. All’inizio dimenticheranno, ma appena diventati genitori, i ricordi arriveranno come un fiume in piena. Bell’articolo, ma parziale e limitato nel tempo.

  10. Speriamo che dimenticano anche le liti della Mamma e del papà. …ah ah ah. Scherzo credo che se anche noi abbiamo dimenticato ciò che hanno fatto Le nostre mamme lo faranno anche loro come da routine. …e poi se è vero che da adulti si è quel Ke si è vissuti da piccoli non credo che si dimentichi nul

  11. Chi ha scritto questo articolo va internato e va gettata la chiave. Il senso della vita è vivere il presente, e magari immaginare un futuro ancora migliore, …non certo devastarsi pensando a quel che il tempo porterà via. Tutto questo sproloquio equivale a dire: che campi a fare se tanto prima o poi sei destinato a morire?? Auguri!!!

    1. Non hai figli, è evidente. Io ne ho e il momento del primo distacco è arrivato proprio qualche giorno fa. Lo accetto, lo comprendo. È giusto e doveroso lasciarlo crescere ma, credimi, il cuore mi si è fermato…..

  12. testo commovente e molto bello ma lascia trapelare insicurezza per cio che inevitabilmente si perdera. Il figlio che cresce e come il tempo che trascorre e non ritorna ma questa e la vita e non di puo pensare di cristallizzarla. Ogni momento in cui vedrai crescere i tuoi figli sara importante unico e irripetibile e restera nella tua e nella loro memoria. Il giorno della maturita, quello della laurea la sua voce concitata quando ti annuncera la nascita del suo primo figlio. Infine ritroverai le stesse sensazioni quando la tua nipotina ti abbraccera forte dicendoti “nonna ti voglio tanto bene” I nonni non sono mai stati tanto importanti come nella societa’ di adesso. Infine ricorda sempre questo bel proverbio: “Le braccia di una donna non si raffreddano mai”. Questo e il senso della nostra vita.
    Angela Agostini

  13. E una semplice e profonda testimonianza di un amore! Se ha toccato il cuore e bagnato gli occhi di più di qualcuno è perchè noi tutti pensiamo queste cose senza avere la capacità di descriverle in questo modo.

  14. Io mi auguro per loro che i tuoi figli dimentichino questo post, strappalacrime e sbagliato e che tu non creda veramente a quello che scrivi ma lo faccia solo tanto per scrivere.

  15. Non sono tanto d’accordo ….come io non potrò mai dimenticare tutti gli insegnamenti e gli esempi lasciatomi dai miei genitori… se saprò dare Buon esempio anche loro non potranno dimenticare quello che avrò fatto per loro… tutte le carezze e le coccole che gli avrò fatto le porteranno nel cuore certo anche i rimproveri che saranno serviti per fare di loro un uomo e una donna non perfetti ma migliori. .. tutto rimane nella memoria. .. creare un buon rapporto con loro questo dobbiamo fare. ..Ka coerenza tra quello che diciamo e facciamo ci farà rimanere nella loro memoria. …

    1. È scritto magnificamente e ha il pregio di essere una riflessione a caldo, cosa che io non sono mai stata capace di fare quando avevo le figlie piccole, ero talmente presa dal momento che non riuscivo ad immaginare un futuro senza questa vicinanza fisica e emotiva. Eppure è un testo di una malinconia infinita perché proietta i sentimenti e le sensazioni in un futuro sconosciuto e sì, ci azzecca perché sarà anche così ma non sarà solo così e l’autrice naturalmente non lo può sapere, accanto a tante perdite ci saranno anche tante novità e gioielli preziosi, inaspettati e più felici di quello che si era osato sperare o sognare.

  16. Bellissime parole!! Penso che però un qualche ricordo ai figli rimarrà dell’amore che gli abbiamo dato, magari non tanto nell’adolescenza che è l’età della ribellione e dell’auto-affermazione ma quando saranno adulti.

    Un abbraccio

  17. Non dirò che alcune hanno ragione, che l’amore resta, che fa parte della vita, che – è vero – i figli non sono “nostri”, che sono persone, non solo bambini. E così via. Queste cose le so. Dirò, invece, che hai dato voce a tutte: c’è chi gestisce meglio questa parte, chi (come me e te, a quanto vedo) ha un’inerzia maggiore ai cambiamenti, e teme la perdita, perché qualcosa si perderà. Ma tutte dobbiamo passare da qui: la parte più dura della maternità è lasciar andare. Richiede una forza, una fiducia, un coraggio, che poche altre sfide pretendono. Non mi vergogno se a volte, pensandoci, piango.

  18. che palle, non puoi condividere un emozione che subito vieni criticata da fatidici giudici che si arrogano giudizi assoluti… mica tutti i figli poi si sposano e ti regalano i nipoti, mica tutti i figli rimangono vicini ai genitori, specialmente in questi anni di emigrazioni dall’Italia, mica tutte le famiglie rimangono intatte ed estranee alle avversità, alle sventure, ai destini infausti… si possono avere pensieri ed emozioni malinconici o dobbiamo sentirci in colpa della sensibilità provata arrivando a vergognarci per essa???

  19. Ma è la vita, ed è stato così dalla notte dei tempi…invece descritta in questo modo la maternità sembra una tragedia greca! Se un bambino leggesse una cosa del genere si sentirebbe in colpa verso questa figura mitica che è la madre…per cosa poi? Per il normale processo di crescita? Secondo me invece sono le mamme ad essere ancora delle adolescenti mentalmente….i figli vanno guidati nel mondo per poter andare da soli,non sono una nostra estensione!

  20. Carino, dolce. Però: noi siamo figli di una madre, quindi abbiamo a nostra volta dimenticato. Penso quindi che questo tempo non è un tempo che i figli dimenticano, ma che i genitori ricordano, non è il loro tempo è il nostro (in quanto madre), il loro lo vivranno dal momento in cui diventeranno indipendenti, vivranno la loro vita, e si prenderanno il loro tempo con i loro piccoli. E’ il nostro tempo, non il loro. Non hanno motivo di ricordarlo, è tutto nostro!!! 🙂

  21. E’ splendido ,e’ vero ,e’ vivo ,un racconto di vita che si può scoprire solo dopo averlo vissuto,ma com’è stato bello vivere tutti questi momenti,poi la vita cambia, viene un altro modo di vivere ma sempre pur bello !C’è un’altra reazione, l’accettazione di tutto ,con calma ,scegliendo il meglio di quello che scelgono i figli , si diventa spettatori.Spettatori felici di quello che abbiamo seminato.E’ una gran cosa!

  22. ciao mia moglie mi ha fatto leggere questo inno all amore…..io sono un babbo che ha la fortuna di poter restare a casa con i miei cuccioli volevo solo ringraziarti per tutte queste parole che mi hanno emozionati gonfiandomi gli occhi di lacrime e annodandomi la gola. Grazie mille volte grazie.
    Francesco.

  23. Devo dissentire per esperienza personale e per quanto mi hanno raccontato diversi amici. Ci sono figli con la “mammite” perpetua e figlie con la “papite” eterna. Anche a 40 anni corrono a piagnucolare dai genitori che vedono come baluardi invincibili. Essere stritolato dall’abbraccio di un marcantonio o di una valchiria fa piacere, ma è spiazzante. Mi sa che abbiamo creato una generazione di eterni bambini e eterne bambine.

  24. Bellissimo
    Quello descritto e’ uno dei tanti lati dell’amore che ci lega ai nostri figli. Ho pianto un po’ nel leggerlo
    Soprattutto perché i miei figli sono già grandi. Ho passato tutte le fasi descritte. E’ vero. E’ tutto vero. Ma so che quando hanno bisogno di noi anche da adulti tornano. In maniera meno eclatante di quando son piccoli, tenendo dentro le loro emozioni. Ma facendoti capire in altri modi che in fondo sono ancora quei cuccioli che chiedevano affetto, comprensione, aiuto e amore. E tu sarai sempre lì a darglielo. Cn la sofferenza nel cuore quando capisci che stanno soffrendo. O la gioia quando ti vogliono vicino nei momenti felici.

  25. io non ho dimenticato tutto l’amore di mia madre, certo non mi ricordo i dettagli, ma il suo amore incondizionato non lo dimenticherò mai.

  26. Bel testo. Mi hanno fatto sorridere alcuni commenti un poco aggressivi: non credo che ci sia un giusto o sbagliato — le emozioni sono emozioni, e queste sono solo parole sincere. E sono pure ben scritte (mica niente oggigiorno!)… I figli dimenticheranno, ma tu avrai il privilegio di ricordare, anche per loro!

  27. ho letto, ho pianto. Ho anche ricordato quanto i miei figli mi abbiano ricordato i miei genitori, la mia infanzia e il loro amore incondizionato. I miei figli mi hanno aiutato a ricordare ciò che era sopito. E loro ricorderanno grazie ai loro figli, ai nipoti. E come me racconteranno a delle faccette curiose e meravigliate di quando erano piccoli e il loro papo li cullava per ore, o la nonna mi prendeva sulle spalle. La vita non dimentica, mette da parte sotto altre urgenze di crescita, torna tutto.

  28. “I miei figli dimenticheranno”………Non sono del tutto infondate quelle meditazioni e quelle malinconie. I figli, specialmente se maschi, appena si autodefiniscono “grandi” ostentano la propria autonomia sganciandosi in modo repentino innanzitutto dalla mamma: Non più il bacio prima di uscire da casa, non più richieste di consigli e scambio di idee, non più risate in comune, non più ‘ comunicazione dei luoghi dove si ritroverà con gli amici né presentazione dei nuovi amici, o comunicazione dei voti riportati all’università; non più quel bellissimo rapporto di complicità affettiva proprio di chi vive nella stessa casa…….Il piccolo è cresciuto —–non ha più bisogno della mamma……Sta prendendo il volo! …….Io rimango sola, sono triste e mi sento orfana del figlio!…… E’ così che va la vita! E proprio così deve andare! Bisogna anzi, adesso, che faccia di tutto per aiutare la sua indipendenza dalla mamma, dal padre……devo quindi rimandare indietro la mia nostalgia ed adeguarmi alla nuova convivenza con un figlio “grande”, un figlio che sta “lavorando” per conquistare la propria indipendenza dalla famiglia; Io, quindi, non ho ancora terminato il mio compito di madre: devo ancora aiutarlo (ma stavolta, in modo invisibile e insospettabile) per fargli realizzare in pieno tale traguardo. Forse il mio compito, in questo periodo della sua vita, è più difficile, richiede maggiore impegno perché devo tenere sotto controllo i miei sentimenti e la mia spontaneità per poterlo aiutare——-occorrono adesso tatto e discrezione affinché il “volo” del figlio grande avvenga senza danni per entrambi. . E’, questa, un’altra bellissima, sofferta, esperienza della vita di mamma!!!!!!!! ,,,,,,,Quante emozioni !!!!

  29. Non sono d’accordo con questo pensiero, e lo trovo anche abbastanza pericoloso. A pochi anni dalla paternità, suppongo, sono convinto che un genitore debba comportarsi nella consapevolezza che egli è osservato; che ogni suo gesto, parola, atto o mancanza d’azione sarà ricordato per sempre. Ed egli sarà giudicato. Non ci si può riparare dietro l’errata convinzione che “tanto è un bambino, non si ricorderà”. Io ricordo ogni errore ed ogni bontà dei miei genitori: ricordo per non perpetuare i primi e per riprodurre le seconde. Penso che questo, a suo tempo, renderà me un genitore migliore.

    1. Ricordi di essere stato allattato al seno o nutrito al biberon? Portato nella carrozzina o in fascia? I miei figli sono piccolissimi, il maggiore già non ha memoria “cosciente” del suo pur lungo allattamento. Non ricorda la sua prima volta in aereo, il suo primo viaggio all’estero, la prima pastasciutta. Non può rammentare le lezioni settimanali di acquaticità o di “musica in culla” a cui ha partecipato nel primo anno di vita. Mi auguro, da madre, che queste esperienze lascino un segno indelebile nella sua psiche, ma parliamo inevitabilmente di sfera inconscia. Quanto all’importanza dell’esempio e al dovere di considerare i bambini per ciò che sono, ovvero persone con uno spirito critico e una capacità piena di comprensione, se fossi un mio lettore abituale sapresti cosa penso in proposito. Grazie del tuo commento.

  30. E’ vero, si dimenticano gli anni che per una mamma sono i più intensi e fai bene a volerli tenere stretti.
    Però l’amore non si dimentica, cresce e si trasforma, facendo in modo di stupirci sempre.

  31. Cara mamma che hai scritto questo post, mi piacerebbe risponderti per dirti che noi figli non dimentichiamo mai. Facciamo finta per tutta una vita di aver come dimenticato. Poi tutto torna alla memoria quando, ahimè, quelle braccia che ci hanno cullato, poi abbracciato e infine lasciati andare per la nostra strada saranno ormai chiuse nel silenzio di un tempo che si è portato via la nostra infanzia e il nostro presente di figli. Ma noi figli lo saremo sempre. E noi figli, cara mamma, non dimenticheremo mai.

    1. Non sono d’accordo con te Federica ….o perlomeno non per quello che riguarda i miei fratelli …..leggi altro mio post …loro hanno dimenticato alla grande ….e ti assicuro che non e’ una mamma cattiva ….

  32. Da padre di due figlie di due anni ti posso dire che comprendo a fondo quello che hai scritto. È una dolcissima malinconia che ti sale fino alla gola e ti fa quasi mancare l’aria al pensiero del distacco, ma sai che che sarà così,che dovrà essere così, e sarai proprio tu a far si che sia capace di staccarsi da te, questa situazione ironica e beffarda è solo una parte di questo meraviglioso mistero che è la vita buona serata

  33. ciao Silvana. credo di essere una mamma già nel dimenticatoio, ho due gemelli di quasi 20 anni, quindi ti lascio immaginare il dover affrontare tutto due volte nello stesso periodo, dalle nottate per le colichette alle nottate delle uscite con gli amici… la mia casa piena di giocattoli sparsi per casa…di cambi di vestiti in giro…di contendersi la mamma con i loro capricci…adesso tutti e due grandi quindi più fuori che in casa…ed ecco che si ha nostalgia delle coccole, dei bacini sulle palpebre (ne ho dati tanti perchè a loro piaceva) poi ti ritrovi a leggere il tuo post e le lacrime rigano il volto…adesso devono prendere la loro strada…spero che i nostri figli non dimenticheranno mai il bene che noi mamme gli vogliamo…

Lascia un commento!