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Gioielli con latte materno: intervista alla mamma che li crea

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mamma e bambino
je port mon bebè physiocarrier
gioielli con latte materno

Per qualcuno è un’idea morbosa e vagamente fetish, per altri un ricordo dolcissimo e prezioso. Di certo si tratta di una trovata originale e destinata a far discutere. Pamela Cosentino è una mamma di Trento che, per prima in Italia, ha iniziato a disegnare e realizzare (e vendere) accessori e gioielli con latte materno. Meravigliando probabilmente anche lei stessa, la sua attività, che ha battezzato Ricordi sotto chiave, è diventata un piccolo business nel giro di pochi mesi. Le mamme le inviano da tutta Italia un po’ del loro latte, che lei tratta e “fissa” utilizzando tecniche particolari che prevedono l’uso di una resina trasparente. L’oro di mamma si trasforma in questo modo in pendenti, anelli, orecchini, charms e molti altri tipi di monili, tutti rigorosamente personalizzabili. L’effetto finale somiglia un po’ a quello della madreperla, ma le sfumature di colore e la trasparenza variano molto da persona a persona, in base alle caratteristiche uniche del latte di ogni madre. Attualmente, Pamela ha oltre millecinquecento mamme in coda per avere una delle sue creazioni personalizzate, e il suo lavoro si avvale anche di alcune collaboratrici, a loro volta mamme e clienti entusiaste di Ricordi sotto chiave.

Dopo essermi imbattuta nel suo sito e nelle sue creazioni, ho deciso di farle qualche domanda per capire meglio cosa c’è dietro la realizzazione dei suoi gioielli con latte materno, e quali sono state le reazioni della rete di fronte alla sua iniziativa così particolare.

gioielli latte materno capelli

Realizzare gioielli con latte materno: da dove hai ricavato l’idea?
Navigando in internet ho trovato una mamma oltre oceano che creava gioielli con latte materno. Così mi sono interessata e ho iniziato a studiare i vari procedimenti per la loro realizzazione. Ho fatto mille prove, fino a quando, dopo un paio di mesi di tentativi, ho trovato la tecnica che mi soddisfa, il giusto rapporto tra componenti in grado di mantenere inalterato il colore e bloccare il processo di deterioramento, inglobando in modo perfetto il latte all’interno del gioiello.

Quanto tempo richiede la realizzazione di un singolo gioiello? Come hai imparato?
Ogni singolo gioiello richiede due o tre ore di lavorazione vera e propria e dalle 24 alle 48 ore in tutto a partire dall’inizio del procedimento fino al suo completamento. Ho imparato facendo tantissime prove e studiando attentamente ogni singolo prodotto, le reazioni dei vari componenti e i tempi di lavorazione. Tanti fallimenti hanno portato ad una tecnica finale affinata e soddisfacente

gioiellilatte5Non sei preoccupata per i rischi sanitari della tua attività? Che tipo di precauzioni usi?
Per i rischi sanitari ho adottato tutte le cautele e gli accorgimenti necessari. Sono in possesso di certificazioni sanitarie in quanto anche titolare di bar e ristoranti, per cui conosco bene le norme igienico-sanitarie da rispettare sui luoghi di lavoro. In particolare, uso sempre dei dispositivi individuali di sicurezza, come guanti, mascherine e grembiuli, e le mie lavorazioni vengono fatte tutte con bicchieri e palette usa e getta. Inoltre, i miei stampi contengono solo materiali atossici e derivati da alghe, il che riduce ulteriormente i rischi per la mia salute.

Stando ai commenti in rete, per qualcuno farsi fare un gioiello di latte materno (ma anche capelli e cordone ombelicale) è una scelta un po’ morbosa. Cosa rispondi alle critiche?
È giusto che ognuno abbia la sua opinione. Io inglobo ricordi per chi questo momento – l’allattamento – ha o ha avuto un valore inestimabile come lo ha per me. È una esperienza che nessuno può capire se non la vive in prima persona, il trovarci da soli io e mio figlio, le coccole, le carezze senza interferenza di terzi. È un momento magico nostro, che mi piaceva immortalare attraverso oggetti che fossero anche belli e unici.

Come giudicano la tua attività le mamme che non hanno allattato al seno i propri figli?
Non credo che possano capire, ma io adoro spiegare sempre e comunque i miei perché.

gioiellilatte4

Qual è il complimento più bello che hai ricevuto da una mamma per cui hai creato uno dei tuoi gioielli con latte materno?
Non ce n’è uno in particolare. Io leggo sempre i feedback sul mio gruppo Facebook e sul sito di Ricordi sotto Chiave, oltre alle tante lettere che mi arrivano e mi sento una persona fortunata e onorata di poter conoscere tante persone meravigliose e tante storie diverse. Non ricordo un commento o un ringraziamento speciale, quanto la soddisfazione di essere scelta dalle madri per occuparmi di momenti indimenticabili delle loro vite. Ad oggi penso di aver già superato le 250 mamme che si sono affidate al mio lavoro, e questo per me vale più di tutti i complimenti del mondo.

Info e ordini: www.ricordisottochiave.it

4 comments

  1. Ecco io me lo farei fare un gioiello del genere, proprio perchè il mio di allattamento è stato difficile, ci ho messo quasi 2 mesi ad avviarlo nonostante le aggiunte e quando era ben avviato ho dovuto quasi eliminarlo causa rientro al lavoro… peccato non poter tornare indietro e farsi creare questo gioiello, ormai mio figlio ha 5 anni!

  2. A me piacerebbe. È bella l’idea di fermare un ricordo così dolce e particolare, e trovo bellissimi i gioielli in sè. Domanda forse sciocca: il latte subisce un trattamento per cui non va a male?

    1. Sì, certo! Ho fatto qualche cenno all’inizio del post, il latte viene trattato con una resina inerte e trasparente che lo fa solidificare senza che vada a male ma non ne altera il colore. Ovviamente io non conosco i dettagli tecnici, che peraltro sono “top secret”, ma spero di aver reso l’idea. 😅

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