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13 marzo 2014

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13 marzo 2014

Di baci mai dati, natura e monogamia

13 marzo 2014
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QUELLO CHE VORREI
monogamia

C’è questo video di sconosciuti che si baciano, gira in rete da un po’. Da un paio di giorni lo condividono quasi tutti: 10 coppie di persone che si incontrano per la prima volta e che limonano (più o meno) duro davanti alla telecamera. Quasi tutti attraenti, devo dire, e supportati da una bella fotografia. Le persone che conosco, per lo più, hanno pubblicato commenti sul romanticismo della clip. Su quanto fosse tenero l’imbarazzo di questi attori improvvisati, la loro goffaggine che si lascia andare pian piano alla libido, e via dicendo. C’è stato anche chi, e forse si riconoscerà in queste righe, ha bollato l’operazione come l’ennesima forma di mercificazione dei sentimenti.

Da parte mia, quando ho guardato il video, mi sono prima di tutto augurata che i tizi si fossero lavati ben bene i denti. E poi – è stato un attimo – mi sono resa conto che, se tutto va come deve andare, io non proverò mai più quella sensazione. Non avvicinerò per un’ultima volta le mie labbra a labbra sconosciute. Non assaggerò un altro primo bacio, non proverò quello strano miscuglio di pudore e curiosità di quando cominci a diventare intimo con qualcuno. Mai più. Senza offesa per il padre di mio figlio, che mi bacia molto bene da oltre un decennio, questa consapevolezza mi ha dato una certa vertigine.

In realtà, io penso di essere un tipo sostanzialmente monogamo. Nel senso che, tutto sommato, restare fedele alla persona che ho scelto non è mai stato uno sforzo vero e proprio. Ho avuto le mie brave sbandate (più che altro “mentali”, da brava cerebro-bulimica che sono), ma il mio patto di esclusività non è mai stato realmente in pericolo. Quando ho deciso di sposarmi, ho avvertito chiaro tutto il peso della scelta. La consapevolezza di sacrificare spontaneamente tutte le altre infinite, per quanto solo teoriche, possibilità. Di dire addio per sempre a tutti i passanti, parafrasando in un colpo solo De André, Brassens e pure Baudelaire. Più della monogamia in sé, per certi versi, a turbarmi ogni tanto è l’idea stessa della monogamia. La coscienza della volontaria rinuncia.

Mi chiedo, come tanti hanno fatto prima di me e molti di più faranno dopo, se sia una condizione davvero naturale. Amare la stessa persona, e solo quella, per interi decenni. Amarla quando è giovane e continuare a farlo dopo che il tempo, i figli, la vita, l’avranno trasformata in qualcosa d’altro. Amare la persona che hai accanto sapendo che forse, se l’avessi incontrata un attimo prima o un attimo dopo rispetto a quando è accaduto, non l’avresti neppure scelta.

In natura ci sono tante strategie diverse. Moltissime specie, soprattutto tra i mammiferi, sono poligame, per assicurare una migliore dispersione dei gameti e una maggiore variabilità genetica. In altri casi sono i maschi a disperdere letteralmente il seme il più possibile (come la vecchia storia dell’uomo cacciatore e bla bla bla non fa che ricordarci), in altri, addirittura, le femmine ammazzano il maschio dopo il coito. C’è chi copula una sola volta in vita sua, quelli che, per non sbagliare, si fecondano da soli e chi, ancorato al suolo da radici possenti, affida al vento o alla terra il suo prezioso DNA. E poi ci sono le specie monogame. Eccezioni, forse, ma esistono. Uccelli, per lo più, ma anche altri animali la cui prole richiede la dedizione di entrambi i genitori.

La prole, eccola là. I cuccioli di Homo sapiens sono quelli che richiedono cure parentali più importanti e più lunghe. Siamo, tra gli animali tutti, quelli che nascono più immaturi e “dipendenti”, quelli che, bamboccioni o meno, richiedono più tempo per raggiungere l’autosufficienza. Se un piccolo delfino necessita appena di qualche musata per raggiungere l’aria e imparare a respirare, se una zebra neonata riesce a mettersi in piedi e a scappare dal predatore nel giro di una manciata di minuti, un bambino impiega anni e fatica per imparare a camminare, a comunicare, a nutrirsi da solo e a controllare il contenuto delle sue viscere. Ed è proprio questo che mi sono sempre detta: negli umani la monogamia ha senso anche dal punto di vista ecologico (ed etologico), oltre che sociale. Assicura ai figli una coppia stabile di genitori accudenti per tutto il tempo in cui è necessaria.

Ma è evidente che i figli vengono su a prescindere da questo. Figli di genitori singoli, figli di genitori multipli, figli di genitori che fanno turnover e figli di genitori in contumacia. La coppia, in un certo senso, non sembra più una necessità.

E allora non riesco a non chiedermi, di fronte a quegli sconosciuti che si baciano con apparente trasporto e pensando al sottile cerchio dorato che mi incatena l’anulare sinistro, se la monogamia a lungo termine sia una strada davvero sensata o un sacrificio irragionevole. Quanta natura c’è in un letto a (sole) due piazze?

17 comments

  1. Me lo chiedo anch’io con un misto di ansia e curiosità. Trovo la monogamia, allo stesso tempo, una cosa bellissima e angosciante. Voglio invecchiare col padre di mio figlio (che amo, sia chiaro) ma allo stesso tempo mi chiedo che altro c’è là fuori.

    Ma forse sono io che sono problematica.

  2. Per me la monogamia a lungo termine ha senso se ti senti così sicura della persona che hai accanto da scegliere con consapevolezza di scartare tutto il resto del mondo. Io non la vedo come una rinuncia o un sacrificio, perchè se trovi chi ti completa e ti ama per quello che sei (e viceversa) le probabilità di replicare quel successo duraturo con un altro secondo me sono bassissime!

  3. mmm, non saprei, me lo chiedo molto spesso anche io. penso vada a fasi, come tutte le cose, alcune volte penso che non ci sia niente di meglio della monogamia, che sia meraviglioso invecchiare con qualcuno, poi altre ho anche io sbandate mentali, magari nei momenti no e mi chiedo come sarebbe stato se… ecc, ma poi mi dico che non porta a niente e che amo il mio compagno, voglio lui con tutte le difficoltà piccole e grandi di ogni giorno e forse il segreto sta proprio in questo equilibrio da rincorrere. sono però fermamente convita che chiedersi “e se invece…” sia insito in noi, curiosità, voglia di cambiamento, di scoprire le reazioni che avremmo potuto avere, non so…comunque poi quando guardi questi casi assurdi in un film tipo sliding doors un po’ di ansia ti viene eh!
    francesca

  4. Ah… l’amore!
    Prima cosa frivola; mi fa piacere che io non sia stata la sola scettica. tra l’altro: si dovevano dare un bacio, tutti giù a limonar duro…
    Seconda cosa sera. La monogamia è difficile e facile allo stesso tempo. Difficile se do retta all’istinto, facile se do retta ai sentimenti. Perchè lasciarsi non è mai facile, semplice, indolore. E’ difficile se ti fai ingabbiare dalla routine, facile se non la vivi come una scelta scontata.

  5. …bisogna poi anche un po’ vedere cosa s’intende per “condizione naturale”. L’essere umano è un animale diverso dagli altri animali, senza nulla togliere o aggiungere a nessuno, abbiamo caratteristiche (che a volte forse in certi casi ci peggiorano…) ma che comunque ci rendono diversi da tutti gli altri esseri viventi, volontà, anima, spiritualità, ragione, cuore, per esempio…è una questione complessa, affascinante a volte controversa…

  6. beata te che sei così certa che “non proverai mai più certe cose”. Io nonostante sia attualmente monogama, questa sicurezza non ce l’ho. Sarà perché non credo nell’amore eterno. Sarà che sono fatalista. MA tutta questa convinzione mi manca ( a volte però mi piace, perché mi dà un senso di libertà) Boh sono strana?

  7. Che bello silvana sapere che cosi tante donne felicemente sposate accompagnate e con figli più o meno grandi si interroghino o confidino davanti al tuo post veramente bello sincero e coraggioso…condivido a pieno la tua scelta quotidiana, le tue osservazioni e anche i tuoi dubbi…istinto e ragione, sentimenti e sbandate mentale o meno non sono mai andate d’accordo e mai forse ci andranno…del doman non c’è certezza…viviamoci la nostra scelta quotidiana, la nostra monogamia finché ciò ci rende felici e ci regala quell’emozione in più di un bacio rubato ad uno sconosciuto…

  8. leggo volentieri le tue parole. sono gli stessi pensieri che mi sono balzati in testa tanto, tanto tempo fa. ricordo la lezione di biologia in cui mi si spiegava la storia della neotenia e delle cure parentali e dello scambio fedeltà-protezione utile alla sopravvivenza della prole umana.
    ti scrivo volentieri, perchè il discorso mi interessa. ti scrivo da poligama convinta, dopo un percorso di più di dieci anni passati a vivere una monogamia infedele e a dimostrare una irriverente incapacità di mantere un rapporto esclusivo o a lungo tempo.
    Sono una biologa con la passione per l’evoluzione. Sposo a pieno l’idea che “negli umani la monogamia assicura ai figli una coppia stabile di genitori accudenti per tutto il tempo in cui è necessaria”.. La risposta alla tua domanda è già scritta in questa frase: “per tutto il tempo in cui è necessaria”….. sai una cosa? vieni a leggerla da me 😉

  9. Cosa penso del video? Che come sempre mi affascinano più i commenti e le proiezioni di chi l’ha condiviso. Il video in sé è chiara evidenza che , come tutti i fenomeni, anche quelli sociali/psico/emotivi, per la sola presenza di un osservatore cambiano radicalmente l’evolversi degli accadimenti. Chi lo sa che DEVE baciare UNO SCONOSCIUTO in quel preciso istante?! E al di là delle botte di testa, quando mai ENTRAMBI lo sanno con largo anticipo?
    Rispetto alla monogamia, anche per me non è mai stata un peso ma anche io ho sempre considerato che si tratta di un rinnovo quotidiano dell’impegno, a volte anche “più volte al dì” :p ! Mi è già successo di svegliarmi un giorno e capire che quella scelta rinnovata per oltre un decennio iniziava a GRAVARMI, perché il PESO ce l’hanno tutte le storie…ma fino ad un certo punto l’Amore non te ne fa rendere conto…e va bene così! Da brava “Monogama seriale”, come mi definirebbe la Littizzetto, ho scelto il matrimonio con la Fede che sia per sempre. Ma anche li la Chiesa, che la sa lunga da millenni, non dice “per sempre” ma “finché morte non ci separi” e la Morte, quella dei sentimenti arriva all’improvviso… ma dà avvisaglie…ecco perché si dice “Tener Vivo l’Amore”

    1. Tener vivo l’amore. Rende perfettamente l’idea. In bocca al lupo per la tua scelta monogama (viva il lupo!)

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