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Crosta lattea: rimedi naturali

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crosta latteaI bambini piccoli producono tonnellate di schifezze. Più sono piccoli e più ne producono (ne ho parlato diffusamente anche in questo post sui rimedi naturali per le macchie). E la cosa più grottesca è che il dramma non si esaurisce con quello che finisce nel pannolino. Fatto salvo, forse, qualche centimetro quadrato di pelle tra le scapole, non c’è praticamente parte del corpo di un neonato che non sia in grado, nelle opportune condizioni, di generare secrezioni appiccicose. Tipo la crosta lattea.

Avrebbero potuta chiamarla in qualsiasi altro modo – calotta, pellicola, velo – e invece no: crosta. Ripugnante ma efficace. Il fatto che si chiami così, in effetti, rende perfettamente l’idea della sua natura: tante minuscole squame di sebo di colore giallastro (ma direi più beige), grasse e coriacee, attaccate saldamente al cuoio capelluto del lattante. Si tratta di una manifestazione del tutto benigna: una dermatite seborroica passeggera di cui non si conosce con precisione la causa. Visto che compare nei primi mesi di vita, quando il bambino si nutre esclusivamente di latte, è stato ipotizzato un collegamento con l’alimentazione, ma non esistono prove al riguardo.

Quel che è certo è che, se non trattata, la crosta lattea può persistere anche per qualche mese, e non è dato sapere se il malcapitato poppante di “scorza” munito sia infastidito da questa specie di aureola di sebo. Ma visto che agli adulti questo genere di dermatiti provoca spesso prurito e altre sensazioni sgradevoli (e visto anche che se il bambino è quasi calvo come lo era mio figlio, quella roba sul capo fa pure un pochino ribrezzo), decidere di rimuoverla con delicatezza può essere cosa buona e giusta (per quanto non sia assolutamente indispensabile in termini strettamente “sanitari”).

In commercio esistono lozioni e shampoo che dovrebbero favorirne l’eliminazione spontanea. L’unico che mi è capitato sottomano, consigliato da un’amica, aveva un INCI spaventoso, un tripudio di bollini rossi da fare imbizzarrire un toro. Un acquisto incauto, fatto senza controllare l’etichetta e pagato pure caro. Talmente caro che l’ho provato, ma una volta soltanto, sul cranio di mio figlio, con esiti sconfortanti: crosta lattea intatta e sempre più coriacea, e shampoo malefico finito nel mobiletto dei detergenti per la casa.

La ragione per cui mi sono ridotta a provare un prodotto del genere sul povero Davide è che ho letto in diversi manuali di puericultura che l’uso di oli per rimuovere la crosta lattea sarebbe sconsigliato, per il rischio di ingrassare ulteriormente il cuoio capelluto. Visto il fallimentare esperimento sciampistico, però, ho deciso di tornare a seguire il mio istinto green e di affidarmi alla scuola di pensiero opposta, che suggerisce caldamente l’uso di oli vegetali da applicare tamponando sulla cute. Inutile dire che il rimedio naturale ha funzionato perfettamente, con una sola applicazione.

Particolarmente indicato, per rimuovere la crosta lattea, l’olio di mandorle dolci, dalla consistenza abbastanza leggera e dalle proprietà emollienti e lenitive. Per la stessa ragione va benissimo anche quello di riso o di borragine, ma in mancanza d’altro è possibile usare anche del comune olio di oliva.

Volendo, si può mescolare l’olio prescelto con un po’ di infuso di camomilla (freddo o appena tiepido, naturalmente) o con qualche goccia di olio essenziale di calendula o di camomilla stessa (io avevo già in casa un detergente ecobio a base di oli di riso, mandorle dolci e girasole, arricchito con estratto di calendula e vitamina E, per cui ho utilizzato quello). A questo punto non resta che massaggiare delicatamente la testa “incrostata” con un batuffolo di ovatta imbibito nell’olio, procedendo poi a un risciacquo con acqua tiepida. La procedura può essere ripetuta quotidianamente al momento del bagnetto fino a che l’orrida cuffietta di sebo non risulti sconfitta.

In commercio si trovano anche dei pettinini con le punte arrotondate che possono essere utilizzati per favorire il distacco delle squame. Qualcuno ne sconsiglia l’uso, perché potrebbe favorire delle recidive. Io posso solo dirvi che l’ho utilizzato e la crosta lattea non si è mai riformata (ma c’è da dire che Davide non era messo così male).

Quando usate prodotti a base vegetale, comunque, andateci cauti, perché il rischio di allergie è sempre in agguato (grazie a Nimerya per l’opportuna puntualizzazione!). Vi consiglio di fare una prova su una porzione di pelle minuscola, prima di ungere le vostre creature come una teglia da pizza.

In ogni caso, fidatevi: per quanto possa fare pena quella robaccia untuosa sulla testolina adorabile del vostro frugoletto, non è assolutamente il peggio con cui dovrete cimentarvi.

7 comments

  1. Luca ne aveva tantissima, ma l’abbiamo debellata con la vaselina applicata dopo ogni bagnetto. L’olio di mandorle dolci è sconsigliato qui in Francia perchè altamente allergizzante, quindi si fatica a trovarlo.

    1. Addirittura!! E io che lo consiglio ad ogni pie’ sospeso 😛 Qui pediatri e farmacisti sono molto più disinvolti, però hai ragione: l’uso di sostanze naturali può sempre generare allergie! Anzi, grazie: ora lo aggiungo nel post 😉

  2. Pietro non ne aveva molta, ma persistente. Anche perchè, visto il suo scarso amore per l’acqua, facevo fatica a lavargli decentemente la testa. Inoltre aveva anche molti capelli. Insomma un disastro. Infatti ‘sta crostina continuava ad andare e venire e l’ultima avvistata è stata intorno ai 12-13 mesi. Anch’io ho provato all’inizio con l’olio di mandorla ma non ha funzionato. L’unico prodotto che ha funzionato è stato un olio della Babygella. Avrà un INCI inguardabile probabilemte, ma veramente non gli andava via con niente altro 🙁

  3. Olio d’oliva applicato con un batuffolo d’ovatta una mezz’oretta prima del bagnetto e poi shampoo con Osmin Baby Shampoo. Si risolve il tutto in un paio di giorni 🙂

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