Gargano con i bambini: il nostro viaggio #slow&green

10 giugno 2016

Le mamme e i papà fanno miracoli

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Cose che fa mio figlio nella sua quarta primavera

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Farmi notare ogni giorno che sui platani vicino l’asilo sono ricomparse le foglie. E sono tutte verdi.

Ostinarsi a mangiare solo frutta bianca. Lui che per tre anni ha ingurgitato senza colpo ferire quintali di macedonia multicolore.

Chiedere imperterrito, quando lo accompagniamo a letto, la sua copertina dei Minions. Un pile sintetico che lo fa sudare come dentro un hammam.

Tirare disperatamente tardi al mattino, incasinando il ménage giornaliero dell’intera famiglia.

Scegliere i propri amici per la prima volta in vita sua, il che mi intenerisce tantissimo e un pochino mi sgomenta.

Pretendere di portarsi dentro casa la sua nuova adorata bicicletta (e darle il bacio della buonanotte prima di andare a dormire).

Credere che ogni festa di compleanno a cui viene invitato sia la sua festa di compleanno. E aspettarsi di conseguenza candeline da spegnere e regali da scartare.

Prepararsi con alterne fortune alla recita dell’asilo.

Farneticare di quello che farà “quando nevica”. A Napoli. A giugno inoltrato.

Chiamare sua sorella Plaia, evoluzione del precedente e ormai storico Piaia.

Consumare passioni tanto incontenibili quanto effimere per il giocattolo o il cartone animato di turno.

Cantare brani dalla metrica improbabile da lui stesso composti.

Guardarsi benissimo dal rispondere alle domande che gli vengono poste.

Dire ciiiiiis quando gli scattiamo una foto.

Denunciare con tempestività sorprendente le malefatte della sorella, dei compagni di scuola, di Artù e di qualsivoglia essere vivente che gli capita di cogliere in fallo (avrebbe fatto una bella carriera nella Stasi).

Lavarsi le mani con troppo sapone (dei Minions, ça va sans dire).

Dichiarare di avere paura quando non gli va di fare una cosa, e di avere sonno quando vuole il suo ciuccio.

Arrabbiarsi come un pazzo con chiunque osi sfiorarlo (o parlargli) se lui non ne ha voglia, toccare un oggetto di sua proprietà, dargli un consiglio non richiesto, tentare di aiutarlo in qualcosa che non riesce a fare da solo.

Abbracciarmi all’improvviso e dirmi che mi vuole bene. Anzi, tantobene.

 

6 comments

  1. Come non commuoversi di fronte a tanta dolcezza! (a dire il vero coi tuoi post mi capita spesso)
    Il mio cucciolo treenne mi dice sempre “mamma lo sai che io ti amo per tutta la vita?”.

    Come non amarli alla follia!
    Complimenti sei bravissima!

  2. Solo mio figlio non mi dice mai che mi vuole bene? Sara’ che io glielo dico spessissimo e basterà’ per due? (pero’ non glielo chiedo mai se me ne vuole, non voglio sapere xD).
    Anche Luca denuncia con facilita’…i suo piedi, i suoi denti o le sue mani che pare abbiano vita propria quando fa qualcosa che non dovrebbe: Mamma e’ stato il piede, non io!

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