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Carezze

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Stanotte accarezzavo Flavia mentre si riaddormentava dopo aver bevuto, e ho pensato che non esiste una parte del suo corpo che io non abbia ancora accarezzato.

È un amore tattile, quello che mi lega ai miei figli. Fatto di baci scoccati senza preavviso, di lacrime asciugate con le dita, di strette vertiginose e di migliaia di carezze. Centinaia di migliaia di carezze elargite istintivamente, senza misura, senza ritegno.

È un fatto insolito, per me. Non sono mai stata particolarmente espansiva, da questo punto di vista. Non ero una di quelle ragazze che passeggiava tenendo per mano le sue amiche, non sono mai stata provvida di abbracci, né generosa di baci e carezze che non fossero saturi di passione carnale.

E invece, da quando Davide e Flavia sono al mondo parlo con loro attraverso il mio corpo, continuamente. Mi chiedo quanto resterà, in loro, delle ore passati abbracciati, delle carezze sui loro capelli zuppi di sudore, dei baci lievi sulle loro mani addormentate. Quanto conti, nella loro formazione di individui, l’amore che scorre dalla mia pelle alla loro.

L’eredità che lascerò ai miei figli una volta che saranno cresciuti passa ogni giorno attraverso i miei polpastrelli e le mie labbra. Si accumula nello spazio convesso tra il mio mento e la mia clavicola, che sembra fatto apposta per accoglierli, ospitarli al riparo dal male, dal freddo, dalla paura.

Prima è stata un’alchimia di sangue e ormoni. Dopo è arrivato il latte. Adesso sono le mie mani, la carne morbida delle mie braccia, il respiro caldo dentro il mio petto. La loro pelle contro la mia, le nostre lacrime che si mescolano, i reciproci odori che si confondono. La carezza di madre che sfiora ogni centimetro quadrato del loro corpo di bambino.

E il ricordo di questi abbracci, senza dubbio alcuno, sarà l’eredità maggiore che io custodirò per sempre di questi anni terribili e meravigliosi della loro infanzia.

Diventare madre mi ha insegnato le carezze. Grazie al cielo è andata così.

5 comments

  1. eh si la penso come te. stamane al risveglio il mio piccolo deuenne ha avviluppato le gambe alla mia vita e con le braccia mi ha cinto il collo.ha adagiato il suo capo sul mio petto.ed io ho pensato che in quest’estate densa di lavoro per me, nido per lui, le vacanze sono volate, e lui è cresciuto così tanto in altezza che quasi faccio fatica a tenerlo in braccio. mi sono appunto chiesta quanto ancora potrò tenerlo stretto a me così. ho ripensato a quante volte non ho potuto stringere suo fratello perchè l’altezza me lo ha strappato dalle braccia troppo presto (ha appena compiuto sei anni ma veste per 9).Spero che non crescano troppo in fretta. adoro abbracciarli e stringerli, sbaciucchiarli.accarezzare piano testa e schiena per farli addormentare….

  2. Uguale per me. Mai espansiva, anzi, direi estremamente riservata prima e molto coccolona con loro. Sono quasi tre anni e mezzo che vivo di baci abbracci carezze coccole, sudore e moccoli non miei appiccicati a me. Certo. Le carezze al piccolo tra le 3 e le 5 di stanotte le avrei ristrette a una decina di minuti eh…E dopo tutte quelle carezze baci coccole ci è voluto un deciso “basta adesso dormi” per far si che stesse fermo quei 30 secondi necessari al relax. Uuuuuufffffiiiiii!

  3. E resteranno per sempre. Anche se non se le ricorderanno, la loro pelle sapra’ che ci sono state.
    Io coi miei figli faccio lo stesso ed e’ bellissimo per me e per loro.

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