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Ammorbidente? Meglio l’acido citrico, per i bambini e per l’ambiente

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ammorbidente2La pelle dei bambini è morbida e liscia. Si arrossa, si irrita, si “sgualcisce” anche solo a guardarla troppo. Comprendo bene, quindi, da dove arrivi la tentazione di avvolgere i neonati nel più soffice dei tessuti, e dunque la tendenza a usare – o abusare – ogni sorta di ammorbidenti per il bucato. Ma se il marketing dei vari morbidello-sofficissimo-profumoso ci promette fibre talmente soffici da essere degne finanche della Principessa sul pisello, quello che la pubblicità (la réclame, direbbe la mia defunta nonna) si guarda bene dal dirci è che gli ammorbidenti sono prodotti molto inquinanti e potenzialmente pericolosi, per tante ragioni diverse. Intanto, non è vero che facciano così bene ai tessuti: creando una sorta di film grasso intorno agli indumenti, finiscono alla lunga con lo “sporcarli”, riducendo l’efficacia dei lavaggi e accelerando il processo di ingrigimento e obsolescenza delle fibre. Un po’ come il botulino, che se lì per lì ti fa sembrare strafiga e giovanissima, dopo qualche tempo ti trasforma in una brutta copia della copia di cera di Nicole Kidman esposta al Madame Tussauds.

Poi, inquinano l’acqua, perché contengono derivati petroliferi e altri componenti di scarsa biodegradabilità che, dallo scarico della nostra lavatrice, finiscono dritti dritti nel mare, nello stesso mare dove i nostri figli sguazzeranno paperella-muniti l’estate prossima. Come se non bastasse, l’ammorbidente per il bucato è potenzialmente allergizzante, soprattutto per i bambini, dal momento che di solito contiene profumo (a questo proposito, vi rivelo un segreto: il pulito NON ha odore!) e perché la “patina” che crea sugli indumenti finisce direttamente a contatto con la nostra pelle. Last but not least: avete presente la puzza di cane bagnato che sprigionano i vestiti quando si asciugano in un ambiente chiuso (o quando – ahem – li dimenticate per troppo tempo in lavatrice dopo averli lavati)? Ecco: l’ammorbidente ne favorisce la formazione, perché “intrappola” l’umidità all’interno dei tessuti. Insomma, per quanto il proposito di avvolgere i bimbi nel morbido sia davvero ammirevole, ce n’è abbastanza per dire auf wiedersehen ai vari pucciolino, spupazzoso e fruzzolotto. Senza rimpianti, scurdammoce ‘o passato.

Come fare, però, per evitare di ritrovarsi con asciugamani e lenzuola secche e ruvide come una prugna lassativa californiana?

ammorbidente1Per prima cosa, riducete la quantità di detersivo utilizzato e, possibilmente, scegliete detergenti ecologici o, meglio ancora, prodotti fai da te a base di sostanze naturali. Poi, sostituite l’ammorbidente con una soluzione di acido citrico al 15%. Cos’è l’acido citrico? Si tratta di una sostanza di origine naturale presente, tra l’altro, nella frutta (soprattutto negli agrumi), nel legno, nei funghi e nel vino. Nonostante il nome un po’ minaccioso, se usato correttamente è completamente innocuo e funziona non solo come ammorbidente ma anche come anticalcare, disincrostante e brillantante. Viene venduto anidro (appare come una sostanza bianca in granuli fini) per pochi euro su molti siti web, ma anche nei negozi di prodotti naturali e nelle farmacie più fornite. Per preparare la soluzione occorre disciogliere circa 150 grammi di acido citrico in un litro d’acqua tiepida, meglio se distillata.

Se vi piace tanto profumare il bucato, potete aggiungere qualche goccia di olio essenziale di lavanda, sandalo o altro. Ricordatevi in ogni caso di etichettare in modo ben visibile la bottiglia del vostro ammorbidente fai da te e di conservarla in un luogo non raggiungibile da bambini o animali. A questo punto, non resta che aggiungere ad ogni bucato un bicchiere di soluzione nel cassettino dell’ammorbidente (shakerate prima la bottiglia per bene) e il gioco è fatto. Provare per credere. La stessa soluzione può essere usata come anticalcare su rubinetterie, cristalli e sanitari (spruzzate, lasciate agire qualche minuto e poi risciacquate) o come brillantante in lavastoviglie. Inserito di tanto in tanto nella lavatrice prima di un ciclo di lavaggio a vuoto in acqua calda, infine, l’acido citrico permette di ripulire l’elettrodomestico dal calcare. L’unico accorgimento necessario è quello di non trattare con questo prodotto marmi, parquet e altre superfici delicate. E, ma spero sia una raccomandazione superflua, evitare di berlo e di spruzzarselo negli occhi: per “ammorbidirsi” lo sguardo, meglio ricorrere ai sistemi tradizionali.

4 comments

    1. Va benissimo anche l’aceto, anche se magari i nasi più sensibili possono trovarne traccia. Io comunque trovo più efficace l’acido citrico. Tu a che dosaggio lo usi?

  1. Cercavo indicazioni più precise/conferme da chi lo usa, dopo aver letto mille volte tutto quello che c’è scritto su una confezione di acido citrico (nel frattempo ho comprato il classico Almacabio), e ho trovato questo bellissimo articolo. Soprattutto belli, strabelli i sistemi tradizionali di cui parli alla fine! GRAZIE!!! E acido citrico sia!

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