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Quando ho deciso di avere un figlio non sapevo un sacco di cose. Non sapevo, ad esempio, che avrei avuto la fortuna di scoprirmi incinta dopo appena poche settimane, un paio di mesi prima di compiere 31 anni. Non sapevo che avrei pianto per buona parte della mia gravidanza, oppressa da un malessere emotivo che in pochi avrebbero accolto e compreso. Non sapevo, per dirla tutta, se un figlio lo volessi davvero, lì e ora, immediatamente e senza nemmeno il tempo di rendermene conto. Sapevo in astratto che desideravo essere madre, che la mia vita non sarebbe stata completa senza un figlio e cominciare a cercarlo quando ero ancora relativamente giovane mi sembrava sensato e ragionevole, ma non è che andassi a dormire sognando il pancione, ecco. La mia vita senza figli mi piaceva, eccome.

Sarà per questo, o perché crescere un bambino, e poi due, è un impegno talvolta estenuante. Sarà perché in pochi, nella mia cerchia di frequentazioni, hanno voluto o potuto fare la stessa scelta. Sarà che io sono sempre stata una che rimugina, che ci ripensa, che non si accontenta mai.

Fatto sta che a lungo ho guardato alle amiche senza figli con un certo rimpianto. Con un po’ di invidia, oserei dire. La possibilità di disporre del proprio tempo senza limitazioni e compromessi. La facoltà di improvvisare, di cambiare programma, di articolarne uno complesso ed estenuante senza dover tenere conto delle esigenze di una persona di pochi anni. L’opzione sempre possibile di non averne affatto, di programmi. Di passare il proprio tempo libero semplicemente oziando. Ciondolando senza sensi di colpa, oppure dedicandosi ad attività completamente superflue.

Vivere senza il fardello costante della responsabilità totale (per quanto condivisa) di un altro essere umano mi è sembrata molte volte una condizione lieve e dolcissima a cui avevo maldestramente e frettolosamente rinunciato. Una mutilazione dolorosa e cronica della mia libertà, seppure ripagata da un indubbio carico di amore, emozioni ed esperienze di straordinaria intensità.

La cortina di nebbia si è diradata piano, negli anni. Constatando che non sempre la vita dei miei coetanei senza figli è più “leggera” della mia, più libera, o più felice. Realizzando che, se anche non avessi mai avuto Davide e Flavia, le mie giornate sarebbero scandite (e talvolta appesantite) da impegni di lavoro da onorare, scadenze burocratiche da rispettare, obblighi sociali impossibili da disattendere. Che diventare adulti, in altri termini, ti inchioda comunque a una serie di responsabilità, di vincoli, di seccature. Figli o non figli.

Che la felicità, la libertà personale e la leggerezza non hanno, in definitiva, molto a che fare con l’avere o meno dei bambini.

Amica senza figli, io non ti invidio. Perché se anche fossi al posto tuo, se anche non avessi deciso di allargare la famiglia, la mia vita non sarebbe comunque quella che a volte mi capita di rimpiangere. Quella lieve e spensierata che mi pare di ricordare adesso quando ripenso alle lunghe estati degli anni che furono (che poi, lieve e spensierata non lo era nemmeno, fintanto che la stavo davvero vivendo).

Non ti invidio perché non ho nulla da invidiarti. Invidio, a chi ancora la possiede, la giovinezza che ho perduto, che poi è quella che hai inesorabilmente perso anche tu. Rimpiango il tempo in cui era tutto possibile, per te e per me, almeno sulla carta. In cui era naturale e ammissibile sognare qualsiasi cosa. In cui le tue scelte e le mie non ci avevano già incatenate alla vita che abbiamo adesso.

Io non ho ragione di invidiarti, amica senza figli, come tu non hai motivo di invidiare me. Perché in ultima analisi siamo molto più simili di quanto possa sembrare.

8 comments

  1. E poi un giorno ti trovi spettatrice a soli 25 anni della morte improvvisa e inaspettata di un ragazzo di nemmeno 30 anni…e osservi la madre che con le lacrime agli occhi e un filo tremolante di voce..afferma: “l’ho cresciuto per trent’anni…e poi…mi è stato portato via in un secondo…una vita di sacrifici…se tornassi indietro non li avrei fatti i figli”..
    Vedete la verità è solo una…non si è mai consapevoli a cosa si va incontro…certe scelte si fanno e basta…i figli non sono proprietà privata…noi non decidiamo nulla…avere o non avere i figli non cambia molto la nostra misera condizione umana…nulla è veramente nostro se in un secondo ci viene strappato via…

  2. Siccome hai scelto tu di avere figli ci mancherebbe pure sentirti lamentare di una cosa che hai cercato tu. Chi non ha figli (per scelta, non parlo di coppie sterili) ha ben poco da invidiare dal momento che per diventare madri basta smettere di usare anticoncezionali

    1. Però che tristezza, questo “amica senza figli non ti invidio più”, buttato lì come titolo. Comunque gira e rigira le donne diventate madri devono sempre mettersi sul gradino un po’ più alto di quelle che hanno scelto di restare donne e basta. Certo, poi il solito bel giro di bla bla bla ma alla fine c è sempre quel sottinteso “però la mia vita a differenza della tua è completa, ha un senso, ecc ecc” Sarà che io in primis non ho mai invidiato nessuno, chi non ha figli tantomeno chi ne ha. Perché le mamme devono sempre paragonarsi a quelle che non hanno figli? Boh forse tanto serene e soddisfatte non lo sono, o almeno, non come vorrebbero sempre far credere

  3. Condivido, amica senza figli non ti invidio perchè in fondo siamo simili. E aggiungo che per me avere un figlio ha significato anche maggiore leggerezza e imparare a dare la giusta importanza alle cose. Avvenimenti o scocciature che prima consideravo problemi adesso non lo sono più. Quando devo risolvere una rottura di scatole penso semplicemente vabbè, tanto i problemi sono altri…

  4. Rimpiango il tempo in cui tutto era possibile, per te e per me, almeno sulla carta…. Ecco, queste parole racchiudono perfettamente lo stato emotivo in cui mi trovo spesso… Questa lieve nostalgia

  5. Condivido appieno tutto.
    E quel malessere che hai provato mi ha accompagnata per di erso tempo dopo la nascita di mio figlio per poi sparire ……

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