Si intitola Una mamma green. Ed è il mio primo libro

3 marzo 2017

Nonostante me

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Allattamento al seno: tre cose che nessuno dice mai

3 marzo 2017
una mamma green copertina
nonostante me
latte materno

Ho allattato complessivamente per oltre 4 anni. Entrambi i miei figli e sempre in modo esclusivo. Ho allattato con gioia e convinzione, anche quando è stato faticoso, o quando sono stata bersaglio di commenti, pettegolezzi e critiche. Ho lottato contro pregiudizi e cattiva informazione, cercando di dare il mio contributo anche come blogger e giornalista. Per questo ho letto libri e siti in fatto di allattamento, sentito consulenti e parlato con tante altre madri che hanno vissuto la mia stessa esperienza. Questo per dire che la mia scelta personale è sempre stata cristallina. E che, premesso sempre e comunque il diritto di ogni donna di fare come crede, sono convinta che, volendolo, allattare sia alla portata della stragrande maggioranza delle madri, purché si parta dalle giuste informazioni e da un supporto adeguato. Vista la facilità di fraintendimento tipica del web, ci tenevo a precisare queste cose prima di raccontarvi quali sono, secondo me, le tre cose che nessuno dice mai in fatto di allattamento al seno (ad ogni modo, io non sono una consulente, e neanche un’ostetrica. Per qualsiasi dubbio o problema con l’allattamento, rivolgetevi subito a un’esperta).

1. Nelle prime settimane, allattare può fare UN PO’ male, anche se il bimbo succhia “bene”

Di solito si dice che se l’attacco è corretto, allattare non deve far alcun male, in alcun caso. Io penso che sarebbe più utile alle future madri precisare che un certo fastidio o dolore, nelle prime settimane e solo all’inizio della poppata, può essere invece un fatto “normale”, che non implica per forza un errato attacco o altri problemi. Può dipendere dalla forma del capezzolo, o da altri fattori, fatto sta che a volte può capitare. Senza che questo comprometta l’allattamento. Basta solo avere un pochino di pazienza e monitorare la situazione senza sottovalutarla. Parliamo però di un dolore che non deve essere lancinante o insopportabile, o comunque tale da impedire la poppata. E soprattutto, che scompare dopo una manciata di secondi, e smette proprio di esistere nel giro di qualche settimana. Parliamo di situazioni in cui è evidente, dal numero di pannolini bagnati nel corso della giornata, che il neonato riesce comunque a nutrirsi in modo adeguato. Se il seno continua a dolere nel tempo, se fa male per tutta la poppata, se fa talmente male da non riuscire ad allattare, se ci sono lacerazioni o sanguinamento, bisogna SEMPRE rivolgersi a una consulente. Il prima possibile.

2. Il ciuccio non interferisce sempre e comunque con l’allattamento al seno

O meglio. Tende a interferire quasi sempre con quello che in gergo si chiama “allattamento a termine”, ovvero ad anticipare la fine spontanea dell’allattamento stesso. I bambini abituati al ciuccio, infatti, finiscono di solito con l’abbandonare il seno prima di quanto avrebbero fatto se non lo avessero usato, e prima dei bambini che non lo usano. Ma un allattamento materno esclusivo nei primi sei mesi di vita è assolutamente possibile anche utilizzando il succhietto. La cosa fondamentale è non proporlo troppo presto, e non insistere quando il bambino non lo vuole o non si “accontenta”. Una volta che l’allattamento è avviato e che la mamma ha iniziato anche a conoscere meglio il suo bambino, i suoi ritmi, i suoi segnali, introdurre il ciuccio con un po’ di buon senso non impedisce affatto di arrivare allo svezzamento, e anche al primo compleanno, continuando ad allattare. Molto importante, invece, non somministrare altri liquidi (tisane o acqua, per esempio) al lattante, né col biberon né con altri mezzi.

3. Alcuni bambini “grandi” tendono a svegliarsi un po’ di più finché sono allattati al seno

Su questa rischio davvero il linciaggio, ma io penso che molte mamme potrebbero confermare quello che sto per dire, ovvero che ALCUNI bambini si svegliano più di frequente fintantoché vengono allattati al seno. Mi riferisco però ai bambini per così dire grandicelli, di due anni e oltre, per i quali talvolta il termine dell’allattamento coincide anche con la fine dei risvegli notturni. Vale la pena sottolineare però:
– che non esiste ovviamente una correlazione tra le due cose: ci sono bimbi allattati col biberon che si svegliano comunque di continuo, e per anni. E altri che pur poppando solo al seno si fanno da subito delle gran dormite.
– che questo discorso non ha senso per i neonati, perché nei primi mesi di vita la stragrande maggioranza dei bimbi si sveglia spesso a prescindere, il che è del tutto fisiologico e per certi versi anche “sano”.
– che non è possibile prevedere cosa accadrà dopo aver interrotto l’allattamento: i risvegli potrebbero continuare, e la mamma potrebbe trovarsi ad aver perso anche lo strumento più efficace e “pratico” per conciliare di nuovo il sonno.

Però sì. Capita, e non vedo che male possa fare dirlo senza mezzi termini, che negli allattamenti prolungati sia proprio l’addio alla tetta (spontaneo o incoraggiato dalla mamma) a decretare anche la fine dei risvegli notturni.

Ogni madre ha il diritto di scegliere in piena libertà e consapevolezza se allattare al seno o meno, se farlo in modo esclusivo e per quanto tempo farlo. E credo che che questa presa di coscienza debba includere anche quelle cose che nessuno dice mai.

5 comments

  1. Ciao,
    noi il ciuccio non l’abbiamo usato. Ma sul resto posso confermare. Solo che mio figlio quando non l’ho più allattato (a 13 mesi esatti partii) la notte prendeva il latte vaccino nel biberon e aveva di fatto sostituito la tetta col biberon negli orari. Quindi si svegliava 2 – 4 volte a notte!!!!! TUTTE le notti
    Finché non gli abbiamo tolto il biberon la notte (quasi 3 anni) continuava a svegliarsi ogni notte.

    Tolto il biberon ha smesso (e noi che pensavamo il contrario, ovvero che avesse bisogno del latte per dormire).

    1. Certo, è chiaro che se al seno subentra il biberon la situazione non cambia. È la suzione, il punto. Poi, come dicevo nel post, non è sempre detto (per carità), ma spesso succede questo, nei bambini grandicelli. Per me è stato così due volte su due. Tolto il seno, senza introdurre il biberon, finiti i risvegli.

  2. Riporto anche la mia esperienza. Io sto ancora allattando mia figlia che ha 21 mesi. Il mese scorso però ho deciso di smettere di allattare di notte e ho proprio l’impressione che sia cambiata la fisiologia del suo sonno: dorme quasi sempre tutta la notte, se si sveglia basta un carezza o una parola per farla riaddormentare, non ci avrei mai sperato. Ora cerco di capire quando e come smettere del tutto, senza forzature e traumi.

  3. Gran bell’articolo! Per persone intelligenti! Posso confermare che mia figlia ha continuato a NON dormire una volta tolto il seno, mentre gli altri due erano più dormiglioni da subito

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