Davide è caduto nel libro di fiabe, o di una magia chiamata Dodini

19 marzo 2015

Tornare a casa

19 marzo 2015

Ai papà che chiedono scusa

19 marzo 2015
dodini
tornare a casa
padre e figlio

Ai papà che cambiano pannolini, preparano pappe, soffiano nasi. Che medicano bue, che fanno bagnetti e leggono favole della buona notte. E non lo fanno per “aiutare” le loro compagne, ma per l’amore che provano per se stessi e per i propri figli, per non perdersi qualcosa che non tornerebbe mai più. Per riprendersi finalmente quello che per secoli è stato negato ai loro predecessori.

Ai papà che sanno che l’obbedienza lascia il tempo che trova, mentre il rispetto dura per sempre. Che la paura scava fossati, mentre il dialogo li ricolma. A quelli che pensano, come diceva Abramo Lincoln, che la misericordia porta più frutti della mera giustizia.

Ai papà che tirano calci al pallone e costruiscono navi spaziali, ma intrecciano anche i capelli alle bambole e cantano la ninna nanna agli orsetti di pezza.

A quelli che ogni scusa è buona per uscire all’aperto, per correre, arrampicarsi e tuffarsi, perché un prato verde sarà sempre meglio di qualsiasi console.

Ai papà che per i propri figli attingono il più possibile al bene più inestimabile che hanno: il loro tempo. A quelli che non ci riescono ancora, ma provano a farlo ogni giorno.

Ai papà che piangono, che cambiano idea, che riconoscono i propri errori. Ai papà che chiedono scusa.

Tantissimi auguri, e nessun regalo (perché avete già fatto tutto da soli).

9 comments

  1. Silvana mi hai commossa, la tua descrizione è proprio il ritratto di mio marito! Gli dedico il tuo post perchè è l’augurio più bello.

  2. Hai espresso in maniera magistrale il mio pensiero, quindi se non ti dispiace ho condiviso le tue parole sulla mia pagina fb anche se io parlo di cose diverse, ma sono mamma da poco e le mie follower lo sanno 🙂 e poi il papà è sempre il papà e tu hai descritto un papà speciale come quello che ha la fortuna di avere la mia bimba 🙂

  3. Grazie mille Silvana, mi sento proprio come nel tuo post. Amo mia figlia, amo mia moglie e soprattutto amo passare il tempo con loro, pulire culetti, preparare pappette, cullare e ninnare e cantare… Ma soprattutto amo mia moglie che ha reso possibile tutto questo! Un grazie speciale a voi donne che siete speciali.

  4. Questo post mi ha commosso, è bellissimo. Che bravi i nostri uomini che hanno saputo, in questi anni, mettersi cosi tanto in discussione, reinventarsi, faticare, avvicinarsi a mondi che gli erano stati preclusi.
    Grazie ai papà!

  5. Bellissimo post! Tante volte mi sono sentito un marziano a fare tante di quelle cose che hai descritto, un extraterrestre per avere intensamente desiderato due figlie femmine, una strana forma di vita aliena quando, da ingegnere responsabile di progetti importanti in una grande azienda, sono andato a chiedere due mesi di permessi di paternità per dare il cambio a mia moglie e fare stare a casa due mesi in più mia figlia in allattamento.
    Ma del resto proprio per tutto questo ho goduto di quelle emozioni che mi hanno fatto scrivere il brano che avevo già citato
    https://traguardieffimeri.wordpress.com/riflessioni/bambini-nostalgia-infinita-2/

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