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9 cose che forse non sapete sul miele

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E che in gran parte non sapevo neanche io – nonostante adori “l’oro delle api” – prima di partecipare a un bel progetto in collaborazione con Mielizia Conapi, che ha aperto le porte a un gruppo di blogger per mostrare le meraviglie del miele e illustrare il processo di raccolta e confezionamento di questo ingrediente antico e prezioso.

Ecco dunque quello che ho scoperto: 9 cose che forse non sapete sul miele

1. Il miele ha moltissimi usi, in cucina e non solo

Come dolcificante al posto dello zucchero (ma aspettate che la bevanda si intiepidisca, altrimenti il calore ne altererebbe le proprietà), come ingrediente nella preparazione di dolci e torte, ma anche per esaltare ricette salate: arrosti, pesce, risotti e molto altro (a casa nostra, per esempio, andiamo matti per il salmone all’arancia caramellato al miele. Provatelo e mi direte!). Il miele può essere usato, infine, per formulare scrub, detergenti e altri cosmetici naturali.

2. Il miele ha una storia antichissima

Gli antichi egizi già allevavano le api per raccoglierlo, circa 4mila anni fa, mentre i Greci lo consideravano “il cibo degli dei”. Anche i Romani ne facevo largo uso, mentre nel medioevo il miele era un ingrediente molto usato come addensante nella preparazione dei cibi.

3. Il miele è il prodotto alimentare più “naturale” che ci sia

Perché non subisce alcun tipo di pastorizzazione, cottura, trattamento o addizione di sostanze. Arriva nelle nostre case praticamente così come viene raccolto. Anche il processo di confezionamento è particolarmente accorto a non alterare il gusto e le preziosa proprietà del miele. Negli stabilimenti Mielizia, in particolare, si fa in modo che durante tutta la lavorazione la temperatura del prodotto non superi mai i 40 gradi (la stessa dell’alveare), proprio per rispettare la sua composizione e non alterarne le qualità.

4. C’è miele e miele

Le varietà di miele sono tante: millefiori, tiglio, acacia, arancio etc. Il nome dipende dal tipo di pianta da cui le api hanno raccolto il nettare, e a seconda della varietà il miele presenta qualità organolettiche (profumo, sapore consistenza) diverse. Anche il colore cambia: i mieli più scuri, per esempio, sono più ricchi di polifenoli. Quello che invece non varia è il contenuto di calorie in 100 grammi di miele, che sono 304, a prescindere dal tipo e dalla colorazione (lo zucchero di barbabietola ne contiene 392 per la stessa quantità).

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5. Il miele non scade

A differenza di moltissimi prodotti alimentari, il miele non presenta una scadenza, anche se per godere al massimo delle sue proprietà è meglio consumarlo entro 3 anni. Una caratteristica che lo rende anche molto “sostenibile”, a mio parere, perché non soggetto a sprechi. Se il miele, specie col freddo, si cristallizza, non preoccupatevi: il cambio di consistenza non inficia la “bontà” del prodotto e, anzi, è un segnale della naturalità del prodotto stesso. Per conservarlo, l’ideale è tenerlo in una credenza al riparo dal sole diretto.

6. Le api usano il miele (e i suoi derivati) per un sacco di scopi

Il miele prodotto dalle api operaie a partire dal nettare dei fiori serve a nutrire le api stesse, ma anche a ricavare la cera d’api con cui vengono costruite le celle esagonali dell’alveare.

7. Il miele fa bene alla salute

Il miele contiene vitamine, minerali e antiossidanti. Allevia la tosse e vanta addirittura proprietà antinfiammatorie ed antibiotiche, dimostrate da studi scientifici. Per contrastare il mal di gola, però, è più efficace scioglierlo in un po’ di acqua tiepida, che non nel classico latte.

8. L’alveare è un posto molto più pulito di casa mia

Questa è forse la più bizzarra delle 9 cose che forse non sapete sul miele: all’interno dell’alveare le api non defecano (piuttosto trattengono le feci anche per un mese) e se un insetto muore viene subito portato all’esterno. Il suo funzionamento si basa su un complesso meccanismo di comunicazione tra l’ape regina e le sue “ancelle”. I fuchi, i maschi delle api, vengono uccisi dopo aver fecondato l’ape regina.

9. Il miele può essere bio

Anche se sono ovviamente le api a produrlo. A seguire i principi dell’agricoltura biologica sono le coltivazioni dei fuori dai quali le api succhiano il nettare: zero pesticidi e concimi chimici, nell’ambiente, nei fiori e nel miele stesso.

Post in collaborazione con Mielizia, il marchio degli apicoltori del consorzio Conapi, che riunisce circa 600 apicoltori dal Piemonte alla Sicilia (le donne sono il 21%), per un totale di 90.000 alveari in tutta Italia. Il 41% del miele prodotto dall’azienda è biologico, una scelta che punta a tutelare, oltre che la salute del consumatore, l’ambiente naturale e il benessere delle api.

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